Christian Taylor sulla trilogia di Mortis

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Il popolare sito TheForce.net ha realizzato un’interessante intervista con Christian Taylor, che ha scritto tre fra gli episodi più discussi della terza stagione di Star Wars: The Clone Wars, vale a dire quelli che compongono la trilogia di Mortis. Ci pare interessante vedere che ne pensa colui che li ha realizzati. L’intervista originale è raggiungibile a questo link.

MandyB: Christian, grazie mille per aver accettato di chattare! Ai ragazzi qui di TFN è piaciuto molto il tuo lavoro di sceneggiatura su The Clone Wars. Innanzitutto, perché Star Wars?

Christian Taylor: Ho avuto la fortuna che mi fosse richiesto. Ci sono parecchie persone che amerebbero questo lavoro e non è affatto poco arrivare a scrivere le parole “Obi-Wan lancia la sua spada laser”. Ho anche potuto lavorare con grandi persone come Dave Filoni e George Lucas. Tutte cose che non avrei mai immaginato mi potessero capitare. NON E’ MAI TROPPO TARDI!

Christian Taylor

MB: Avevi già avuto esperienze con la franchise o Lucasfilm a livello professionale?

CT: Ho lavorato con la direttrice del casting Maggie Cartier in qualità di suo assistente per Indiana Jones III a Londra. Avevo appena finito la scuola superiore e per la verità stavamo facendo il cast per due film contemporaneamente: INDY III e VALEMONT con il premio Oscar Colin Firth. Ricordo che portavo Maggie in giro per Londra sulla mia Mini scassata da Steven Spielberg a Milos Forman, un’esperienza piuttosto incredibile per una persona così giovane. Stavano facendo le riprese di Indy ad Elstree (dove furono fatte le riprese di Star Wars) e un giorno andammo sul set mentre stavano riprendendo la sequenza del combattimento sul biplano su schermo verde. Tutto quello che mi ricordo è che Spielberg era adorabile con Maggie e che Sean continuava a urlare “Junior!” Una volta ho incontrato George, ma quando gliel’ho ricordato di recente, mi ha guardato stupito. Ah! Credo che avesse altre cose a cui pensare, 20 anni fa circa.

MB: Il tuo background da sceneggiatore è decisamente variegato (Six Feet Under, la prima stagione di Lost, New Amsterdam, fra gli altri), quali sono state le sfide che ti sei trovato davanti scrivendo in un mondo così ben definito come Star Wars?

CT: L’ho già detto ma credo che quando scrivi in un universo così amato e definito è come essere sul bordo di un precipizio, se gaurdi giù ti prenderai un grave blocco dello scrittore. Cerco di arrivarci partendo dai personaggi e assicurandomi che stiamo scrivendo una grande storia. Sono cresciuto con i film in un momento molto decisivo della mia infanzia e li ho amati davvero, ma non puoi essere schiavi del mondo o dei fan, altrimenti non nascerà nulla di molto creativo. E la verità è che non credo che i fan vorrebbero che ciò avvenisse.

MB: Con un’impresa del genere posso immaginare che generalmente c’è in ballo una gran quantità di ricerca. Cos’hai usato per familiarizzare con lo stato attuale dell’universo di Star Wars?

CT: Ho riguardato i film e cercato di tornare a provare quello che provai da bambino quando li vidi per la prima volta. Il mistero, la magia, la Forza, l’avventura, il divertimento e la natura epica dei film. Ci sono persone incredibili in The Clone Wars fra cui Dave che possono dirti se quello su cui stai lavorando è folle o è stato già fatto prima. Per fortuna abbiamo solo un vero padrone ed è George. Quello che George dice o gradisce, lo si fa. Non posso dirti come sia ristoratore non dover rispondere ad un comitato di funzionari della TV!

MB: La trilogia che hai realizzato è notevole per svariati motivi, non ultimo la controversa incarnazione fisica del lato chiaro e del lato oscuro della Forza. Che genere di reazioni ti aspettavi quando questi episodi sono stati mandati in onda?

CT: Quando George menzionò questi concetti, sapevo che sarebbero stati controversi e difficili da scrivere. Per quanto possa sembrare folle, è esattamente il motivo per cui li ho accettati. Sarebbero stati un disastro o una fantastica avventura nell’ignoto. Sono stato entusiasta del fatto che così tanti fan hanno postato in merito a questi episodi. È stata la prima volta da un po’ di tempo che George voleva davvero discutere la natura della Forza. Quello che la gente doveva capire — o almeno è così che ho capito l’interpretazione di George — era che questi erano “detentori della Forza”, non erano la fonte della Forza; sono semplicemente in grado di controllarla. Ciò li ha contemporaneamente corrotti e schiavizzati. Quando Obi-Wan chiede a Qui-Gon “Perché sei qui?”, lui risponde: “Perché tu sei qui”. La natura della Forza e come questi esseri la utilizzino permette loro di prendere ciò che fluisce attraverso i nostri eroi e manipolarlo a proprio vantaggio. Era parecchia roba e ci ha permesso di avere un’epica battaglia di tentazione e redenzione all’infuori del mondo definito di Star Wars. Naturalmente, alcuni fan non ne sarebbero stati felici ma è proprio questo il motivo per cui Star Wars e specificamente la serie Clone Wars sono grandi: c’è qualcosa per tutti. Volete i cloni in battaglia, li avete! Volete Jedi e Padawan che crescono? Li avete! Volete i Detentori della Forza? Be’, volevamo dare ai fan qualcosa su cui potessero rimuginare! Sono molto fiero di come sono usciti questi episodi, e sono sbalorditivi da vedere. Vorrei solo che i fan potessero vederli proiettati sul grande schermo come ho potuto vederli io. I suoni, le visuali… MI HANNO ENTUSIASMATO.

MB: Hai ricevuto istruzioni da Lucas o Filoni che ti hanno guidato nella scrittura di questa situazione particolare in riferimento agli aspetti mistici di questa arc?

CT: Tutto ciò che riguarda Clone Wars parte da George. Circa la Stagione Tre, la stagione su cui ho cominciato, hanno allestito una sala per gli sceneggiatori ed eravamo circa in otto nella Grande Sala a lavorare su tre storie al giorno insieme con George. È stata un’esperienza fantastica. Tutto comincia e finisce con George, con Dave nel mezzo e gli sceneggiatori a farcire il tutto. Poi gli artisti incredibili che lavorano sullo show gli danno vita!

MB: Per tornare a queste rappresentazioni incarnate della Forza… da dove è partita l’idea?

CT: Da George.

MB: La trilogia di Mortis sembra riflettere svariati archetipi mistici di molteplice ispirazione: LOTR, la mitologia di Camelot, l’Anello del Nibelungo, per citarne alcuni. Credi che questa aggiunta porti troppa trasparenza alla mitologia attuale che sta dietro Star Wars? (Mi riferisco, ovviamente, alle lamentele precedenti da parte dei fan a cui non è andata a genio l’idea della creatura dei Midi-chlorian che sta dietro alla Forza in quanto questa spiegazione avrebbe “rovinato il misticismo” della Forza.)

CT: Per me la Trilogia di Mortis è una grande metafora, tutto simboleggia temi ed eventi che si verificano nei film. Quando ti occupi di un’area così epica, le cose tendono ad incrociarsi nella storia. Per quanto riguarda la trasparenza, tutto quello che so è che George ha riflettuto molto bene su tutto questo. Non sono banalità, ma cose profondamente spirituali sulle quali noi in quanto umani facciamo quello che ci pare e che possiamo elevare a grandi cime e intensa depravazione.

A proposito dei Midi-chlorian, non ho mai capito lo scontento. La Forza è la FORZA e il termine “Midi-chlorian” è usato dai Jedi per quantificarla. È quello che fanno gli esseri dotati di intelligenza, quantificano le cose. Questo non diminuisce il misticismo di ciò che la Forza è.  Solo perché gli scienziati chiamano l’acqua H2O, non la rende meno magico il fluido della vita che esiste in ogni cosa, che crea ogni cosa.

MB: Cosa ti ha portato a creare qualcosa che rivelasse ad Anakin il suo destino pur preservando la continuità con una sorta di “trappola mentale” deus ex machina?

CT: Il motivo è che sarebbe stato FANTASTICO! In quanto cantastorie di questo show, noi lottiamo con il fatto che siamo ristretti nello spazio temporale specifico delle Guerre dei Cloni. Fare riferimenti al futuro è stata una fantastica opportunità di cui penso non potessimo privarci. Non ci sono mai FLASHBACK in Star Wars; semplicemente non sono parte della struttura con cui le storie vengono raccontate in Star Wars. Non ho mai chiesto a George il motivo, ma penso che avrebbero fatto venire meno lo slancio. Era un’occasione speciale di mostrare ciò che Anakin sarebbe divenuto e le cose che avrebbe fatto, e vedere l’immagine della maschera di Darth ha fatto venire la pelle d’oca. Devo darne credito a Dave, perché io non sapevo cosa potevamo far vedere. Nella prima bozza avevo lasciato tutto molto aperto. Lui ha inserito la scena e non me l’ha detto fin quando non l’ho vista, dall’altezza di 30 piedi, nel cinema dello Skywalker Ranch. Penso di avere emesso qualche verso strano!

MB: Ci sono progetti per riportarti a The Clone Wars per un’altra story arc?

CT: A dire il vero ho lavorato sullo show nelle scorse tre stagioni. Dal momento che è uno show molto complicato dal punto di vista tecnico, dobbiamo avere copioni pronti con anni di anticipo. Ne abbiamo scritti 15 in totale. Ci sono cose che so ma non posso dire… “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi| Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser… E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.” OOOPS ho sbagliato pianeta, ma è uno dei miei preferiti. Medaglia d’oro a chi lo conosce.

MB: I tuoi fan dove possono vedere altro del tuo lavoro?

CT: Be’, sono fortunato di aver lavorato su alcuni grandi show, i primi due anni di Six Feet Under, il primo anno di Lost, ho creato la breve New Amsterdam, ho lavorato sulla prima stagione di Miracles (su DVD) e ho scritto, recitato e codiretto il premiato film indipendente Showboy; attenti, è follia.

MB: Ora della Verità: stai vendendo biglietti per un match fra la Figlia grifone, il temibile Figlio gargoyle, e Falkor. Come va a finire?

CT: Sai, c’è questo tizio di nome Gary Scheppke (impiegato della Lucasfilm Animation) a cui scrivevo quando avevo domande bizzarre di qualsiasi tipo, per esempio cosa fa un robot e che nave sarebbe stata usata in questo attacco. E Yoda ha mai… prima. Francamente non avevo idea di cosa fosse Falkor, ma Gary sì. Visto, salva la pellaccia di noi sceneggiatori!

Non mi è mai piaciuta La storia infinita. Mi spiace. Il FIGLIO naturalmente mangerebbe quella creatura per antipasto. La Figlia lo castigherebbe per questo. Ad ogni modo, il Figlio non sarebbe Il Figlio senza la recitazione di Sam Witwer! Penso che Il Figlio avrebbe successo diventando una Rock Star… IDEE?

MB: Sam Witwer in lucidi pantaloni di cuoio? QUANTO DOBBIAMO SBORSARE AFFINCHÈ QUESTO ACCADA? Christian, sei stato grande e mi è piaciuto un sacco chattare con te. Parlo a nome di tutti qui a TFN quando dico che non vediamo l’ora di vedere cos’hai in ballo per noi, tu replicante, tu.

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4 COMMENTI

  1. Wow grazie Fede per la traduzione di questa lunga ed interessante intervista. Diciamo che aiuta un po’ meglio a capire il punto di vista di Lucas, ma personalmente resto sempre del parere che di questa Trilogia non se ne sentisse davvero l’esigenza…

  2. Molto intrigante anche per me (h) come per Blackstar. Anche se una parte della mia testa continua ad essere d’accordo con Ete: non c’era bisogno di una trilogia così :s …
    Voglio comunque rileggermi l’intervista varie volte, ci sono dei punti oscuri :laugh: :p:

    Grazie davvero Fede 😉

  3. Molto interessante! ho visto la trilogia di Mortis ieri e devo ammettere che in alcuni punti mi ha spiazzato…sulla sua funzionalità riguardo alla storia non so fino a che punto possa starci forse è solo un “gancio” per qualcosa di più ampio :um: