Conversazioni Notturne

181
letture recenti

Una giornata strana piena di rivelazioni, di dubbi, paure, rimorsi e rimpianti e tre persone hanno finalmente la possibilità di parlarsi a cuore aperto

Conversazioni Notturne

 

Endor, 4 ABY.

Una giovane donna non molto alta, eppure dalla figura slanciata, quasi eterea, dai profondi occhi scuri, piangeva silenziosa su un ponticello di legno mentre la nebbiolina notturna si diradava per lasciare spazio alla luce del mattino.

Aveva ventiquattro anni, eppure, per la prima volta, se ne sentiva addosso tantissimi, tutto gli era piombato addosso all’improvviso, come un macigno, non voleva credere a nessuna delle parole appena udite, a nessuna, eppure il suo istinto le diceva che erano vere, drammaticamente vere.

Non c’era rimedio, non c’era scampo, non c’era ritorno, tutto le sembrava senza scopo, le sue lotte, i suoi ideali, i suoi sogni, non sapeva più chi era e cosa doveva fare della sua vita, anche essere lì, su Endor, ora la spaventava, forse doveva chiamare Mon, dirle che non era adatta alla missione, che non era più in grado di fare niente.

Alzò lentamente il bel viso coperto di lacrime osservando l’oscurità diradarsi, lui era andato via per davvero, ormai era troppo tardi per raggiungerlo, per stargli vicino, per aiutarlo, sì ma a fare cosa? Lui credeva in qualcosa, aveva uno scopo grande e nobile mentre lei cosa poteva fare?Cosa doveva fare? Continuare a seguire le istruzioni di Mon? Sperare di distruggere lo scudo della Morte Nera? Era una follia, lei non era in grado di fare niente, non aveva nessuno tipo di potere, anche se lui diceva il contrario.

Lui, Luke, suo fratello, suo fratello gemello, non aveva mai avuto fratelli, mai. Aveva passato un’infanzia tetra e noiosa, in compagnia di zie petulanti ed snob che tentavano di fare di lei una vera signora perché la figlia del vice-re e della regina di Alderaan non poteva e non doveva comportarsi come un maschiaccio.

Quando aveva saputo di essere stata adottata? Le sembrava di saperlo da sempre, ricordava solo un lungo dialogo con il padre adottivo, già vedovo di Breha, che le confidava ogni cosa, tranne la reale identità dei suoi genitori, non che lei non avesse fatto domande, gliene aveva fatte, tuttavia suo padre aveva detto di non sapere, che era solo un’orfana della Guerra dei Cloni.

Un’orfana della Guerra dei Cloni…

Aveva sentito parlare di quella guerra fin da bambina, la Guerra Civile Galattica, che aveva spaccato in due la Galassia, da una parte i separatisti e dall’altra i repubblicani, entrambi con ottime motivazioni e grandi ideali, eppure tutti ricordavano quel periodo come l’epoca degli eroi, dei grandi cavalieri jedi, come i generali Obi-Wan Kenobi ed Anakin Skywalker, sapeva che già durante la Guerra dei Cloni erano diventati delle leggende, poi sotto l’impero, la leggenda diventò mito, si raccontava, tra i ribelli, le cose più inverosimili, sui due grandi eroi galattici: che erano un esempio, che avevano salvato la repubblica tante volte, che erano amati da tutti per la loro umanità e benevolenza, che trattavano la gente comune e i soldati, come loro pari.

Una sua compagna di scuola le aveva anche raccontato che sua madre aveva visto con i suoi occhi Anakin Skywalker portare soccorso al vicerè Organa e al sistema Christophis, ormai all’estremo delle forze, lei era andata subito a chiedere lumi a suo padre, che aveva confermato la cosa con un sorriso imbarazzato e triste.

Sì, il suo padre adottivo era sempre triste e malinconico, tuttavia lei aveva sempre pensato che fosse perché era rimasto vedovo poco dopo la sua adozione, invece no, ora lo sapeva, c’era dell’altro.

Suo padre che le aveva chiesto di mettersi in contatto con il generale Obi-Wan Kenobi se si fosse trovata in pericolo, ricordava ancora il dialogo che avevano avuto, le sembrava come se fosse avvenuto ieri.

“Ricordati Leia, se ti succede qualcosa, devi trovare il modo di rintracciare il generale Obi-Wan Kenobi”

“Ma… papà … io credevo che fosse morto”

“Non lo è, non ancora”

“Quindi è vivo anche il suo amico, il generale Skywalker?”

“Temiamo di no… temiamo di no”

Il generale Kenobi … il generale Skywalker leggende della vecchia repubblica, per anni aveva persino creduto che fossero favole raccontate per spronare i ribelli a combattere l’impero, era stato difficile convincersi che fossero persone reali e che per di più che uno dei due potesse essere ancora in vita.

Quante storie aveva sentito sulla loro morte? Ogni volta tale evento era raccontato in maniera diversa, ma sempre in maniera epica e gloriosa, tutti credevano che erano morti per la Repubblica, durante la terribile purga jedi di Vader e dell’imperatore, che, si diceva, era un Signore dei Sith.

Ora sapeva che erano entrambi ancora vivi quando aveva avuto quel colloquio con suo padre e che uno dei due era il suo vero padre … era il padre di Luke e di lei ed era vivo, era diventato Lord Darth Vader.

No, era impossibile, non poteva e non voleva crederci.

Durante i primi anni nell’Alleanza Ribelle aveva scovato alcuni vecchi filmati della Holonet, aveva visti entrambi Obi-Wan ed Anakin in quei filmati e aveva capito perché la gente li amasse ancora a distanza di tempo.

Non erano state le parole dello speaker della Holonet a convincerla, no, quelle erano parole vuote e banali, fatte per attrarre e concupire il pubblico.

Erano stato i loro occhi a colpirla.

I loro occhi che, a differenza di tutti gli altri miti della vecchia repubblica, erano pieno di umanità, di amore e generosità.

E ora uno di loro due, Anakin Skywalker, era Lord Darth Vader, colui che l’aveva torturata crudelmente, per estorcerle informazioni ed era SUO PADRE.

No, no, no era impossibile!

Poteva accettare di essere la sorella gemella di Luke, lo aveva sempre amato, si era sempre sentita in sintonia con lui, aveva percepito il legame che li univa ed era così confortante, così tenero e rassicurante, si sentiva in pace ed amata con lui, tutto era dannatamente semplice.

Poteva pure accettare di essere la figlia di Anakin Skywalker, anche per quello non c’erano problemi, ognuna delle sue compagne d’infanzia l’avrebbe invidiata ancora di più e lei ne sarebbe stata orgogliosa.

Quello che non poteva accettare era che l’eroe leggendario della Guerra dei Cloni fosse diventato quel mostro sanguinario, no quello non poteva accettarlo, era fuori dalla sua portata.

“Leia … cosa c’è?” una voce famigliare alle sue spalle la fece sussultare.

Han, era Han. E cosa poteva dirgli? Niente, altrimenti avrebbe sconvolto anche lui e aveva bisogno più che mai della sua forza e del suo sostegno, non poteva mandarlo in crisi con delle rivelazioni che non aveva ancora accettato lei stessa.

“Ti prego lasciami sola, non ho voglia di parlarne!” aveva parlato in tono duro e aspro, che però non celava la sua tristezza, anzi la sua disperazione.

“Ma a Luke potevi dirlo, vero?” ringhiò il generale Solo, senza nascondere la gelosia che lo attanagliava: Leia insieme a Luke?No, era assurdo, non poteva essere vero, lei gli aveva detto che lo amava.

La ragazza aveva percepito subito quella rabbia e quella gelosia, tuttavia non sapeva come confortarlo, non ne aveva la forza, non poteva dirgli che era assurdo essere gelosi di Luke perché era suo fratello, non poteva, non adesso.

Accettare di avere un fratello, significava ammettere di essere stata separata da lui, di aver dovuto rinunciare ad un’infanzia più serena e meno solitaria e significa dover anche ammettere che suo padre, Bail, l’avesse ingannata, che entrambi i suoi genitori adottivi l’avessero ingannata.

“Ti prego, lasciami” si girò di scatto, non facendo vedere che le lacrime avevano iniziato a scendere di nuovo copiose, voleva stare sola, senza pensare a niente, era arrabbiata e si sentiva tradita perché, dentro di lei, iniziavano ad affollarsi mille domande: il suo padre adottivo sapeva della sua vera origine? Chi aveva deciso di separarla da suo fratello gemello, chi? E perché? Forse per proteggerli? Era stata una pedina in uno schifoso gioco di palazzo, lei e suo fratello usati come marionette, separati alla nascita, mandati a vivere lontano l’uno dall’altra, ignorando di non essere soli, separati anche dalla loro madre… già, la loro madre … Chi era? Da dove veniva? Come aveva conosciuto il loro vero padre? Ma ai jedi non era forse proibito avere dei legami ora che ci pensava? Come avevano osato trattare lei e Luke in quel modo? Come si erano permessi!

Qualcuno, nel frattempo, l’aveva presa tra le braccia, accarezzandole dolcemente i capelli “Scusami” sussurrò la voce affettuosa di Han “Scusami” la ragazza deglutì a vuoto, stringendosi ancora di più a lui, mormorandogli a sua volta “Tienimi stretta”

Rimasero così, stretti l’uno all’altra, pieni di paure e dubbi sul futuro mentre il sole saliva lentamente ad est.

Quattordici ore più tardi.

Han Solo camminava attraverso la boscaglia di Endor, in lontananza udiva ancora i fuochi di artificio e le urla festose della gente.

Erano liberi, avevano vinto, avevano finalmente vinto.

Tuttavia, ora ciò stava passando in secondo piano.

 Li aveva visti allontanarsi insieme di nuovo, come poche ore prima, stavolta li avrebbe seguiti e avrebbe ascoltato tutto, non che fosse geloso, ora sapeva che non ce n’era mai stato il motivo, considerando che erano fratello e sorella, anche se, a ben pensarci, c’erano alcune cose non molto chiare proprio sul legame di sangue che univa i suoi due amici.

L’espressione che aveva visto sul volto di Luke lo aveva lasciato sbalordito, sembrava più grande, più maturo, adesso come adesso non si sarebbe azzardato a chiamarlo “ragazzino” oppure sì?Già, non poteva permettergli di prendersi troppo sul serio. Cosa gli era successo? Non credeva che il cambiamento fosse riferibile allo strano potere, la Forza, che adesso il ragazzino sembrava saper usare con maestria, no decisamente non era quello il motivo.

Da quanto Luke sapeva di essere il fratello gemello di Leia? Era una cosa recente? Probabile. Pure Leia sembrava averlo scoperto da poco … sì, ma chi lo aveva detto loro e perché?

Senza fare rumore continuò a seguirli tra gli alberi che si facevano sempre più fitti, evidentemente si volevano confidare altri segreti, fece per accostarsi ulteriormente però si fermò non appena vide Leia avvicinarsi al fratello.

“Non so da dove cominciare, solo che vorrei delle risposte”

Il giovane si sedette sull’erba, invitandola a fare altrettato e quando lei acconsentì, le sorrise, aveva un sorriso sereno e calmo che né lui né Leia avevano mai visto prima, la sensazione avuta poco prima si accentuò: era più grande, era cresciuto, eppure non era solo quello.

“Neanche io so da dove iniziare per raccontarti tutto, ammetto che non mi aspettavo che tutto andasse così”

“Così come?” domandò la ragazza ansiosa.

“Così bene” replicò semplicemente.

“Davvero?Prima ti ho visto … ti ho visto che sorridevi a qualcosa … sembravano delle ombre”

“Li hai visti Leia?”

“Forse… dimmi cosa è successo sulla Morte Nera. Darth Vader è morto, non è vero?”

Luke le posò una mano sulla spalla, ora era lei ad avere bisogno di conforto e di risposte e, malgrado tutto, non si sentiva forte abbastanza per darle entrambe le cose.

“Sì, vedo che la Forza è davvero potente in te, non ti si può nascondere nulla”

“L’hai ucciso tu?” domandò ancora una volta, sempre più preoccupata. Perché quella paura?

“In un certo senso lo abbiamo ucciso io e nostro padre”

“Cosa?Ma… ma … non capisco Luke … tuo padre… il nostro vero padre… Anakin Skywalker e Darth Vader non erano forse la stessa persona?Quindi non era vero?” voleva crederlo, le sarebbe stato più semplice comprendere, eppure sapeva anche lei che si stava illudendo.

“Un mio caro amico direbbe … da un certo punto di vista sì e da un certo punto di vista no” era una risposta un po’ sciocca la sua, lo sapeva, non voleva confondere la sorella, però era difficile anche per lui trovare le parole giuste per raccontare quella giornata incredibile.

Si era scontrato con suo padre varie volte.

Aveva visto il suo lato peggiore.

Aveva rischiato di ucciderlo e di essere ucciso.

Aveva visto il proprio lato peggiore.

Ed era stato salvato da suo padre, al prezzo della vita.

Suo padre aveva rinunciato a tutto, al potere, al dominio, si era messo contro Palpatine, per salvarlo.

Ed ora era morto.

 Suo padre era morto!

 Adesso che potevano conoscersi meglio, avere finalmente il rapporto che aveva sognato da bambino, lui era morto.

 Sentiva un vuoto terribile dentro di sé, avrebbe voluto davvero che lui vivesse, avere anche un solo secondo in più, uno solo, non solo quei pochi momenti.

“Padre non ti lascerò, devo salvarti”

“Lo hai già fatto. Dì a tuo sorella che avevi ragione nei miei riguardi … dì a tuo sorella che avevi ragione”

“Padre non ti voglio lasciare”

Lo aveva perso, lo aveva perso di nuovo, come aveva perso Obi-Wan, come aveva perso Yoda.

Anche se li aveva visti, sereni, felici, in pace, temeva di averli persi.

“Io e Yoda saremmo sempre con te”

Quindi anche suo padre sarebbe stato sempre con lui?

Avrebbe potuto parlargli?

Sentire di nuovo la sua vera voce?

Dirgli grazie per il suo sacrificio estremo?

Ecco gli sarebbe bastato solo quello, solo quello.

Era stato come essere generati un’altra volta da lui, da un amore grande ed immenso, infinito, senza paura né rimpianti.

Era stato così anche la prima volta?

Voleva chiedergli di sua madre, voleva sapere di lei, voleva sapere come si erano conosciuti, quando avevano capito di amarsi.

“Luke, mi stai ascoltando?Che cos’hai?” fece Leia scotendolo leggermente.

“Scusami… vuoi sapere cos’è successo?”

“Sì, lo sai benissimo” replicò accarezzandogli il viso coperto di lacrime “Va tutto bene?”

“Credo di sì” sussurrò lui in un soffio.

“Vorrei sapere anche io la verità, se non vi dispiace” disse una voce alle loro spalle, nessuno dei due si stupì, anzi si voltarono sorridendo.

“Ti sei deciso a farti vedere, eh Han?” la domanda di Luke era posta in tono ironico, tuttavia c’era un’ombra di malinconia che non riusciva a celare, una malinconia strana.

“Non potrò mai nascondervi nulla, fratelli Skywalker?” il generale Solo, a sua volta, usò il suo solito tono canzonatorio, mostrandosi volutamente allegro e gioviale.

“Temo di no” rispose Leia per tutti e due mentre il compagno veniva a sedersi di fianco a lei.

“Ho capito male?Darth Vader è vostro padre?” chiese dopo diversi minuti di silenzio angosciante. Era arduo parlare di certe cose, lo sapevano tutti e tre, erano sempre stati uniti, fin dal loro primo incredibile incontro quattro anni prima, eppure raramente facevano discorsi seri tutti insieme.

“Hai capito benissimo, il suo vero nome, credo lo sappiate entrambi è Anakin Skywalker e, anche questo lo sapete, fu un eroe della Guerra dei Cloni”

“Poi cosa successe?” domandò di nuovo Han mentre Leia ascoltava, anche lei avrebbe voluto fare quella domanda, le premeva più di ogni altra cosa. Se doveva accettare che non solo il suo padre naturale fosse il grande eroe Anakin, ma che fosse anche quel mostro di Vader, aveva bisogno di un perché bello solido e, ora, non ne aveva neanche uno.

“Non lo so … non lo so. Ci sono ancora tante cose che non so, però vi posso dire che è morto per salvarmi la vita, uccidendo l’imperatore” la sua voce era poco più di un sussurro, quasi singhiozzato, non riusciva a levarsi dalla testa il momento della morte di suo padre, quando gli aveva chiesto di vederlo almeno per una volta con i suoi veri occhi.

“Davvero?” stavolta fu Leia a parlare mentre il corelliano si guardava in giro spaesato, amava una donna, una vera principessa, in tutti i sensi possibili ed immaginabili, che era figlia di un ex eroe della Guerra dei Cloni, poi diventato braccio destro dell’imperatore. E questa donna era anche la sorella di uno dei suoi più cari amici.

Proprio un grande casino, non c’era che dire.

E ora Luke diceva che il braccio destro dell’imperatore, per salvarlo, era morto, uccidendo lo stesso imperatore.

Quella era proprio la giornata delle sorprese.

Aveva sentito parlare anche lui di Anakin Skywalker, qualche voce, nulla di più, non si curava molto di queste cose, a lui non interessavano le favole, amava stare con i piedi per terra, se aveva seguito Luke e Leia nella loro guerra per la libertà, era stato soprattutto per amicizia e per amore, ora forse ci credeva ai loro ideali, forse, ma all’inizio sicuramente no.

Ricordava ancora come Darth Vader lo avesse torturato sadicamente per far cadere in trappola Luke e poi lo avesse consegnato al cacciatore di taglie, dopo averlo messo nella carbonite: lo odiava ancora?Bella domanda.

La sofferenza che aveva provato in quegli istanti lo aveva lasciato senza forze sia di dentro che di fuori, si era sentito una marionetta, torturato per chissà quale motivo, sperava di sentire almeno una domanda, una sola, invece, tutto ciò che aveva ottenuto era lo sguardo di quella lugubre e nera maschera, una maschera che sembrava uscita da un incubo notturno.

Non si era stupito se bastava il nome di Vader per incutere timore e rispetto, tutti, evidentemente, avevano stampato in testa quella maschera dell’orrore, tutti quanti.

Era per combatterlo che si era schierato con loro?Non lo sapeva, genuinamente, poco alla volta aveva accettato che loro, i Ribelli, erano i buoni e l’Impero e i suoi accoliti, erano i cattivi.

Era così semplice.

Nelle ultime ore aveva perso tante di quelle convinzioni che non era più sicuro di niente, di certo non si aspettava di vedere Luke turbato in quel modo per la morte del loro ex nemico, che a sentire lui, si era sacrificato per salvarlo: credeva fosse una bugia?No, conosceva abbastanza il ragazzino, da sapere che non era in grado di mentire, non era nella sua natura.

Solo che crederci significava accettare che dietro la maschera di Vader, colui che aveva torturato spietatamente lui e Leia, colui che aveva mozzato il braccio a Luke, ecco dietro a quella maschera ci fosse un uomo capace di fare un tale sacrificio… stava forse iniziando a prestare fede alle favole?

Evidentemente sì, perché ci credeva, non sapeva perché, eppure ci credeva. Forse era per l’espressione sconvolta del suo amico, per il turbamento di Leia, per la strana sensazione di pace che sentiva.

“Com’è successo, Luke?” domando infine con un filo di voce il corelliano.

“Entrambi sembravano d’accordo per cercare di convertirmi al lato oscuro della Forza” iniziò il ragazzo, ma subito lui lo interruppe.

“Lato oscuro?Luke, sai che faccio fatica a credere a questo genere di cose, se poi mi parli anche di lato oscuro … cosa significa?”

“Significa che c’è chi riesce ad usare il nostro potere per il male”

“Giusto, hai ragione, non ci avevo pensato. Prosegui” disse l’uomo in tono quasi di scusa.

Luke assentì, riprendendo il discorso:

“ Mio padre ed io abbiamo lottato varie volte, io sentivo… sentivo… sentivo che c’era una battaglia in lui. Ad alta voce diceva una cosa, diceva di volermi uccidere se non mi fossi convertivo. Diceva che per lui ormai era tardi, eppure … eppure la sua anima chiedeva aiuto disperatamente e io non riuscivo a gettarmi quel grido alle spalle, tuttavia … tuttavia c’è stato un momento che ero lì lì per cedere.” Si interruppe un attimo, cercando di riordinare i pensieri e i ricordi, tutto si stava mescolando nella sua testa, mandandolo ancora più in confusione.

“ Fu… fu quando lui ti usò per farmi cadere, Leia dicendo che saresti stata tu a cedere e io allora persi la testa” le sue parole erano appena sussurrate, faceva fatica a parlare, a tirare fuori tutto però nel contempo, per ogni parola che usciva, si sentiva come liberato da un peso.

“Temo che non fosse molto lontano dalla verità” ammise onestamente la principessa.

“Che vuoi dire?” chiese turbato suo fratello.

“Lascia perdere, continua” fece prendendogli la mano mentre Han annuiva.

“Stavo quasi per ucciderlo, poi mi fermai quando capì cosa stavo facendo e cosa stavo diventando, allora… allora … allora l’imperatore mi aggredì … mi aggredì con i fulmini di Forza, temetti di morire. Erano violentissimi, non riuscivo a pensare, sentivo solo dolore, sofferenza, morte. “ si interruppe ancora, come se stesse rivivendo quel terribile momento.

“ Non so come ci riuscì, ma… ma implorai nostro padre, lui mi guardò per qualche minuto, forse in preda al dubbio e poi prese l’imperatore e lo buttò tra i reattori della Morte Nera. Solo che i fulmini lo ferirono e pochi minuti dopo morì anche lui, chiedendomi di levargli la maschera per potermi vedere almeno una volta con i suoi veri occhi”

“Ha detto così?” Leia lo guardò implorante, riusciva a figurarsi quasi la scena, la vedeva davanti a sé e tutto le sembrava reale, vero, giusto.

“Sì, le sue ultime parole sono state per noi due. Voleva … voleva … voleva che tu sapessi che io avevo ragione nei suoi riguardi” stavolta il giovane singhiozzò apertamente, lasciandosi andare liberamente al pianto, lei lo strinse a sé, piangendo a sua volta “Si è sacrificato per me, ha rinunciato a tutto, al potere, al dominio, ad ogni cosa, ha pensato solo a me, sapeva che poteva morire, eppure lo ha fatto e ora se n’è andato, ci ha lasciati. Volevo parlargli, portarlo da te, volevo che vedessi chi fosse veramente, non che ricordassi quella maledetta maschera.”

“Oh, Luke … io … io non so … non so … non so cosa dire” sussurrò la ragazza stringendosi a lui a sua volta.

“Dovevi vedere i suoi occhi Leia, dovevi vederli. C’era una luce, una luce infinita di amore per me, per noi … io non capisco, non riesco a capire cosa lo ha spinto a diventare Vader… se dietro quella maschera ci sono sempre stati quegli occhi, significa che lui era lì ad implorare amore, comprensione e pietà e nessuno lo ascoltava, nessuno. C’era solo quel mostro di Palpatine con nostro padre, è quel demonio che lo ha rovinato, ne sono certo”

Han li guardava turbato, spaventato, non che fosse geloso, gli faceva solo paura quel dialogo, gli faceva pensare che se dietro alla maschera di odio di Vader, c’erano due occhi pieni di amore, allora significava che chiunque poteva cedere al male, chiunque. Non che gli fosse mai importato di seguire un’etica, una morale, ma uccidere a sangue freddo degli innocenti mai, non lo avrebbe mai fatto oppure sì?Per anni non gli era importato niente che ci fosse un impero sanguinario che portava morte e distruzione ovunque, gli interessavano solo i soldi, l’unico legame vero che aveva era con Chewbacca, il resto della Galassia era escluso.

E poi erano arrivati quei due ragazzi,così diversi eppure così uguali e la sua vita era cambiata completamente, stravolta.

Ne era forse dispiaciuto?No, non avrebbe mai barattato quel momento di estrema intimità con loro per tutti i momenti passati a contrabbandare le merci illegali in mezza Galassia.

“Sai, Luke, non avrei mai pensato di credere ad una cosa del genere. Se non fossi stato tu, a raccontarmela, non ci avrei creduto… dici che non riesci a capire perché tuo padre, vostro padre ha ceduto al male?Siamo in due, anzi in tre… tuttavia … tuttavia… forse dovresti goderti ciò hai”

“Come?” domandò il ragazzo ancora sconvolto.

“Ti ha salvato, pensa a quello. Un giorno le risposte arriveranno oppure no, che importa?Hai guadagnato tua sorella e hai la mia amicizia, vuoi mettere?”

Sorella e fratello si staccarono sorridendo tra le lacrime, forse il buon senso molto terra terra di Han aveva una sua logica anche nel loro mondo un po’ troppo mistico.

Leia lo guardò e poi guardò Luke.

Aveva una ben strana famiglia.

 Aveva mille domande sul suo passato e tanta rabbia dentro, tanti rimpianti dentro, così come il fratello.

 Però lui aveva perdonato il loro padre, lei non sapeva, forse era presto… forse …

 Eppure da lontano le aveva viste quelle tre figure nell’ombra, aveva sempre saputo chi erano ed era stata felice di vederli sorridere.

Fine

Commenti

commenti

4 COMMENTI

  1. Sono senza parole…davvero bellissimo! Commovente, mi ha rapito, davvero! Non avevo mai considerato la scena della festa su Endor come qualcosa che avesse potuto avere un post-event così denso…un lavoro che mi è piaciuto! Complimenti all’autrice. 😉