I segreti sulla conversione 3D dell’ Episodio I

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Uscirà nelle sale di tutto il mondo tra meno di due settimane Star Wars Episodio I – La Minaccia Fantasma in 3D, prima di sei riedizioni (che ci accompagneranno fino al 2017!) dell’esalogia di Guerre Stellari creata da George Lucas.

C’è grande curiosità attorno al progetto, anche perché da registi come Lucas e James Cameron (imminente anche il suo Titanic 3D) ci si aspetta un livello qualitativo e un’attenzione per i dettagli decisamente superiore alla media.

20th Century Fox Italia ha rivelato una serie di curiosità proprio legate al metodo di riconversione della pellicola in tre dimensioni. Un processo non molto semplice considerando che Episodio I è stato l’ultimo Star Wars ad essere girato in pellicola e digitalizzato in seguito, e per questo la riconversione ha richiesto mesi di lavoro.

– Star Wars Episodio I: La Minaccia Fantasma 3D è stato convertito in 3D, frame per frame, attraverso un certosino lavoro effettuato dalla Prime Focus, una compagnia di caratura globale nel settore degli effetti visivi, e dalla Industrial Light & Magic, la factory di effetti speciali che ha lavorato a tutti gli episodi della saga.

– I film girati in 3D impiegano macchine da presa speciali che catturano due immagini simultaneamente – una per occhio – che vengono poi proiettate insieme per creare l’illusione della tridimensionalità. I film in 2D hanno una sola immagine per ciascun fotogramma. Nella conversione 3D, viene utilizzata una tecnologia che crea la seconda immagine. Proprio a causa della presenza di due immagini viene chiamata “stereoscopia”.

– Fra la produzione dell’Episodio II e dell’Episodio III, il regista George Lucas iniziò ad esplorare l’idea di riportare l’intera saga al cinema in 3D. I lavori per la riconversione dell’Episodio I sono partiti nel 2010.

– Come il montaggio, anche la conversione in 3D è un processo fatto di precise scelte artistiche. George Lucas ha voluto presentare l’Episodio I in una stereoscopia quanto più naturale possibile, come se il film fosse stato girato direttamente con questa tecnologia. Non ha voluto inserire trucchetti come oggetti che fuoriescono dallo schermo, quanto, piuttosto, aggiungere profondità al quadro.

– A supervisionare il progetto, troviamo John Knoll, visual effect supervisor della ILM che ha lavorato come uno dei supervisori agli effetti visivi dell’Episodio I, dell’Episodio II e dell’Episodio III. Proprio in virtù della sua esperienza coi film della saga, è riuscito a giudicare con precisione l’accuratezza del livello di profondità raggiunto.

– L’Episodio I è stato l’ultimo film del franchise ad essere stato girato su pellicola. In occasione della sua uscita nel 1999, l’intero film è stato digitalizzato per l’aggiunta degli oltre 2000 effetti visivi e poi riversato nuovamente su pellicola per il bilanciamento cromatico e la distribuzione nei cinema. Il bilanciamento era stato fatto otticamente, impiegando un processo foto-chimico. Per la riedizione del 2012, gli artisti sono tornati ad impiegare la pellicola originale per la conversione stereoscopica e poi hanno ribilanciato il film digitalmente. Il quadro visivo risulta notevolmente incrementato, con un balzo qualitativo di almeno due generazioni. Sia in 2D che in 3D l’Episodio I non è mai apparso così bello.

– Le sfide più ardue nel processo di conversione sono state le inquadrature con elementi trasparenti o fluorescenti come le Spade Laser, gli ologrammi, i laser, l’effetto blur delle ali di Watto o gli alettoni nel Podracer di Anakin. Dato che il film è stato girato 12 anni fa, gli artisti non sono potuti ricorrere all’impiego degli elementi separati e individuali che erano stati usati per comporre l’immagine finale. Hanno dovuto lavorare col film finito.

– Nonstante Episodio I sia incredibilmente ricco di strabilianti riprese panoramiche, sono i primi piani e i campi medi che, spesso, creano il più riuscito senso di profondità. Col 3D questo avviene poiché gli oggetti più vicini allo spettatore sono più compensati l’un l’altro fra l’occhio sinistro e il destro. Vediamo di più intorno ai bordi di un oggetto posto in posizione ravvicinata. Gli oggetti più distanti hanno una compensazione inferiore e quindi sembrano meno dimensionali.

– Non sono state apportate modifiche all’Episodio I ad eccezione dell’inserimento dello Yoda digitale al posto della marionetta avvenuto nel 2003. Nel processo di trasposizione su pellicola, c’è stato un ingrandimento dell’8%, in modo da ottenere l’8% in più d’immagine sullo schermo.

Fonte: www.screenweek.it

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4 COMMENTI

  1. “Sia in 2D che in 3D l’Episodio I non è mai apparso così bello.”
    Direi che in 3D l’Episodio I non è mai apparso e basta lol.

  2. O sarà un 3D diverso dai soliti o finirà per venire fuori una schifezza. Il 3D oscura l’immagine e dopo un pò da il mal di testa soprattutto per chi gli occhiali già ce li ha,sono gasato ma speriamo non sia solo una trovata commerciale.

  3. Non credo che alcun lavoro di queste dimensioni possa essere “trovate commerciali”. Al massimo potrebbe non essere uscito bene, ma se fosse una “trovata commerciale” si finirebbe col perdere molto più di quanto si possa sperare di guadagnare.

  4. Concordo con Lurtz riguardo l’ultimo commento ma non riguardo al primo non sarà bellissimo però ogni film della saga ha un suo fascino inoltre senza il primo e il secondo episodio non avremmo potuto assaporare la vendetta dei sith.