Il patrimonio di Mr. Lucas

999
letture recenti

E’ di dominio pubblico che zio George, padre-padrone del marchio Star Wars, sia diventato nel corso degli anni Ottanta un facoltoso imprenditore plurimiliardario, grazie soprattutto ai diritti legati alla Saga e ai contratti stipulati da mezza industria cinematografica con Industrial Light&Magic e THX. Un’evoluzione che – è opinione di chi vi scrive – ha fatto più male che bene, trasformando il Nostro da visionario regista ribelle, schierato contro lo strapotere delle case cinematografiche, in “ciò che aveva giurato di distruggere”, ossia un magnate – diciamocelo – assetato di denaro al punto da mischiare in maniera spesso sconclusionata (quando non nefasta) Arte e Affari.

Con tutti questi milioni di dollari in gioco, quanti di noi possono dire di non essersi mai chiesti a quanto ammonti la busta paga del Creatore? Credo nessuno.

Bene, secondo la rivista Forbes, che ogni anno stila la lista dei personaggi più ricchi e influenti del globo, George Lucas, regista classe 1944, divorziato, tre figli, ogni anno guadagna la folle cifra di € 125.000.000,00 netti, l’equivalente di cinquecentomila euro al giorno. A Marzo 2011, il suo patrimonio personale ammonta a 3.2 miliardi di dollari.

Morale: i soldi danno alla testa! 😉

Commenti

commenti

9 COMMENTI

  1. Il fatto che guadagni questa somma poco importa a me – altri personaggi guadagnano molto di più facendo ancor meno di zio Lucas – . Quello che mi importa – e mi preoccupa – è che, come ha scritto sopra Blackstar, l’influenza del guadagno arriva “al punto da mischiare in maniera spesso sconclusionata (quando non nefasta) Arte e Affari”. Vedasi svariati prodotti di debole struttura al livello di trame, come The Force Unleashed, per dirne uno.

  2. La morale è: farsi il sedere lavorando tanto premia.
    Mi chiedo perchè una persona non debba avere la libertà di fare quello che vuole con la propria idea, la propria creatura, senza per questo essere additato come rincoglionito quando questa visione non coincide più con la visione dell’utente finale.
    I fatti gli danno ragione, il sistema funziona, che faccia quello che vuole. I fan dovrebbero apprezzare quegli aspetti che hanno apprezzato nel prodotto, stop, non sono obbligati a farlo anche per tutto il resto.
    Se una critica deve essere mossa, va indirizzata al sistema, che permette che tutto cio’ si realizzi. Lucas evidentemente sa “giocare a monopoli” molto bene, oltre al resto;
    ricordiamoci anche che per ogni dollaro che entra in cassa c’è un dollaro che esce dal portafoglio di qualcuno.

  3. Tamb. ha ragione…ci piacciono i suoi film? certamente e allora che ce ne frega ha noi del merchandising che sfrutta per fare soldi? nnt l’importante è che sforni altri film e serie buone (anche videogiochi) e poi almeno lui lavora , i calciatori guadagnano molto e corrono solo dietro una palla per non parlare dei politici che lavorano tre anni e poi vivono di sola pensione.

  4. Attenzione: qui nessuno sostiene che Lucas non sia/sia stato un creativo talentuoso e che non si sia costruito da solo il proprio successo; la storia che tutti ben conosciamo è lì per provarlo. Ciò che critico è l’esasperata deriva monetaria e utilitaristica che viene fatta di un prodotto artistico di altissima qualità, un’umiliazione a cui fino a non molto tempo fa si sottoponevano solo gli artisti mediocri e quelli che non sapevano come sbarcare il lunario, e che oggi viene invece considerata mirabile esempio di successo e di virtuosismo negli affari. Per dirla piattamente: dopo gli Star Wars originali, Lucas non ha mica inventato nulla di nuovo: ha bellamente SPECULATO su un prodotto già esistente, moderatamente nei Prequel, clamorosamente in tutto il resto.

    E’ brutto dirlo, ma è così: George Lucas vuole i soldi, da Star Wars. La maggior parte delle volte, ne vuole tanti e facili; come non gli interessa. Ha perfino creato una brand, la Lucas Licensing, per evitare di occuparsi dell’eredità della sua creatura. Per inciso, la Lucas Licensing è quel dipartimento che pianifica a tavolino l’evoluzione dell’intera serie e la affida ad artisti scelti altrettanto a tavolino. Questa è arte? Siamo stati fortunati, e grazie al cielo, di aver incrociato sul nostro cammino tanti e bravi autori che ci hanno regalato romanzi indimenticabili, capolavori del fumetto e videogiochi che hanno fatto la storia. Ma per ogni gioiello (gioielli che, sottolineo, in questo caso NON DIPENDONO assolutamente dal talento e dall’interessamento di Lucas) a quante porcate, a quante fesserie, a quante storpiature abbiamo dovuto assistere! Ogni volta arrivo quasi alle lacrime. E penso a cosa sarebbe Star Wars se solo Lucas se ne fosse occupato: se avesse continuato a fare l’artista invece di finire nella spirale del denaro facile e del mecenatismo. Probabilmente, avremmo qualche migliaio di operette minori in meno, e qualche capolavoro in più.

    E’ questo il prezzo da pagare? Come diceva giustamente Tholme, i numeri non c’entrano: non siamo qui ad additare Lucas “perché è ricco”; siamo qui a dire la nostra su come questo denaro ha influito sull’evoluzione dell’uomo-Lucas e, soprattutto, dell’artista-Lucas. Chiamatemi didascalico e moralista, la mia domanda è semplice semplice: se io scrivo un’opera fantastica che cambia completamente la storia del cinema e mi consacra nell’Olimpo dei Grandi, riempiendomi di gloria e di denaro al di là del soddisfacimento di ogni bisogno materiale, perché non posso semplicemente voltare pagina e dedicarmi a nuove sfide creative, invece che continuare a battere chiodo per spillare un dollaro in più?

    La risposta, a mio giudizio, è sempre la solita, e anche in questo caso è profeticamente nascosta fra i dialoghi dell’Esalogia: “chiunque acquisti il potere ha paura di perderlo”. Perfino Lucas.

  5. Per come è stata impostata la news, appare tra le righe la critica per il fatto che Lucas abbia lucrato con la sua idea. Non vedo, in questo, assolutamente nulla di sbagliato… era l’obiettivo, probabilmente, non credo che l’Autore possa essere paragonato ad un Tolkien in questo. E’ un imprenditore, fa il suo lavoro.. artista si, ma che vuole essere giustamente pagato, possibilmente bene.
    Guardiamo all’evoluzione dell’Uomo Lucas, che batte chiodo nei soliti punti… i fatti continuano a dargli ragione anche su questo lato. Non è immortale.. per quello che dici, Blackstar, credo che dovremmo attendere la sua discendenza. Il nostro autore credo che abbia già dato… spenda il frutto del suo sudore come vuole, anche in stronz.. clamorose.
    Il capolavoro l’ha già creato.

  6. allora se l’argomento è prinicpalmente questo consiglio vivamente a tutti la visione del documetario: “l’impero dei sogni”.

  7. Con tutti questi soldi non può realizare l’episodio 7e 8 :mrblue: :lsaber: :maul:

  8. La saga principale è già finita qui… lo ha ripetuto migliaia di volte che non c’è e non ci sarà mai nessun film dopo ROTJ.
    Una piccola obiezione: Lucas, insieme ad altri miliardari(Zuckenberg, Gates ecc), ha già firmato per dare in beneficenza oltre la metà del suo patrimonio e visto che si parlava di quest’ultimo nell’articolo, sarebbe stato giusto dirlo 😉
    Detto questo, allora anche io sono dell’idea che lo zio George avrebbe dovuto pensare un po’ di più alla sua creatura, quando lui supervisiona tutto o ci mette le mani personalmente le cose vanno meglio.
    I prequel con annesse novelitation ne sono l’esempio lampante, al di là degli evidenti problemi di sceneggiatura di TPM, le idee magnifiche ci sono, alcune sono state messe in pratica bene, altre un po’ meno.
    Altro esempio è Clone Wars, con annessi romanzi della Traviss e della Miller, tutti veramente stupendi, dei veri gioielli.
    Clone Wars ha avuto degli episodi che non mi sono piaciuti, ma resta di buon livello…
    I video games, a parte quelli dell’esalogia e pochi altri, tipo Lego Star Wars o KOTOR, fanno spesso schifo, compreso il tanto osannato IL POTERE DELLA FORZA, favolosi visivamente, ma come storie -_-”’. Tralasciamo tutta la monnezza dell’eu post ROTJ altrimenti potrei scrivere un trattato.
    Insomma caro zio George cerchi di pensare un po’ di più a Star Wars come opera e non solo come mezzo per fare soldini..