Leia e Amidala: confronto sulla visione della donna di Lucas

Sul sito Fantascienza.com è da poco apparso un interessante approfondimento su un particolare aspetto della saga, con un taglio che potrebbe tuttavia suscitare dubbi, perplessità e discussioni nei fan. Redatto da Luisa Iori per la rubrica Lo Spazio delle Donne, l’articolo, Leia e Amidala: madre e figlia a confronto, prende in esame le due figure femminili più importanti della saga, icone dell’Esalogia e rappresentanti di quell’universo donna scaturito dalla penna e dall’ideologia di George Lucas.

Questa -in sintesi- la questione dell’approfondimento:

Una principessa, una regina ed un solo creatore (uomo) per entrambe. Il risultato? Ruoli stereotipati, per la serie niente eroine e solo madre, figlia o moglie.

Voi cosa ne pensate? E’ davvero come sostiene l’autrice? Siamo sempre stati abituati a vedere in queste due figure il paradigma di donne forte e indipendenti ma, se leggiamo questa analisi, sembra che qualcun’altro non la pensi così.

Andiamo per gradi.

Leia, la prima ad essere analizzata nella personalità, nell’interazione con gli altri personaggi e nella stessa immagine iconica, è generalmente ritratta con parole piuttosto taglienti, che mettono in luce tutte le debolezze intrinseche ad una ipotetica non capacità di Lucas di approfondire il tema femminile.

Le trasformazioni di Leia nei tre film seguono quindi questa parabola: da leader aristocratica a donna innamorata a madre, con una perdita graduale di coinvolgimento nella leadership della ribellione contro l’Impero. Uno “splendido” sviluppo per un personaggio che si era presentato nelle prime scene del primo film come un’eroina d’azione e una donna di carattere, dotata di grande ironia e arguzia. All’inizio della trilogia infatti c’erano delle belle premesse, [...] ma poi è stato fatto rientrare nei modelli tradizionali di sorella, moglie e madre senza permetterle uno sviluppo come eroina d’azione, infatti non riceve alcun addestramento Jedi e le sue scene sono ininfluenti ai fini della storia. Il vero problema per un personaggio come Leia non è tanto rappresentare dei modelli tradizionali (non c’è nulla di sbagliato nell’essere sorella, moglie e madre), ma presentare solo quei modelli ed eliminare lentamente gli altri, quelli di diplomatico, leader e combattente della ribellione come se le due cose non possano coesistere in un personaggio femminile.

Secondo l’autrice, Lucas avrebbe quindi fortemente limitato lo sviluppo del personaggio, lasciandolo “a metà”

Si passa poi alla protagonista femminile della Nuova Trilogia, Padmé Amidala, madre di Leia.  Nonostante gli spunti siano buoni e il personaggio parta con lo stesso forte spirito d’indipendenza di Leia, l’autrice delinea comunque un ritratto impietoso della donna, in particolare per l’immagine con lui viene rappresentata la sua gravidanza in Episodio III, che -sempre a detta dell’autrice- pare ribadire l’incapacità di Lucas nel definire un’ideale di donna complesso. Amidala però rispecchierebbe anche il cliché di una sorta di Eva – Pandora, ovvero archetipi biblico/mitologici della donna che causa la caduta dell’uomo; anzi, l’autrice si spinge a sottolineare come la stessa morte di Amidala, sebbene drammatica e parte della ri-costruzione del personaggio di Vader, sia assolutamente inutile, e contraddica per di più l’immagine di donna combattiva ed indipendente delineata fino a quel momento.

I temi tradizionali non si esauriscono qui, perché viene rispolverato addirittura il tema biblico della caduta dell’uomo causato dalla donna. Il primo episodio che causa la sua caduta vede Anakin assaporare la vendetta per la morte della madre, l’altra donna della sua vita. Il secondo episodio vede coinvolta naturalmente Amidala. Anakin ha delle visioni in cui vede morire di parto la moglie. Scopre che il lato oscuro della Forza permette di esercitare il controllo sulla vita e sulla morte e quindi decide di lasciare gli Jedi per tentare di salvare la sua adorata moglie. [...]

Solo un uomo ancorato al passato come Lucas poteva scrivere una storia simile, un autore che non capisce nulla delle donne, quelle vere, quelle che incassano ogni colpo e vanno avanti per la propria strada facendo il proprio dovere di madri anche se con la morte nel cuore, perché il bene dei propri figli conta più di se stesse.

L’autrice conclude, dopo aver trattato anche la questione del celibato Jedi, affermando che -in sostanza- Lucas, nel passaggio tra Ribellione-Impero, tra attivismo e ripristino dell’ordine, abbia fatto rientrare definitivamente i modelli femminili di combattenti e leader indipendenti nei clichè di mogli, madri e sorelle, sfoggiando una visione poco moderna e pressochè paternalistica.

Insomma, vi invito a leggere per intero l’approfondimento, molto interessante e possibile tema di confronto tra fan.

Voi cosa ne pensate? Leia e Amidala sono davvero come le dipinge l’autrice?

Per l’approfondimento: Leia e Amidala: madre e figlia a confronto su Fantascienza.com

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