Carth Onasi

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Il soggetto di questa voce è apparso nell'era della Vecchia Repubblica.
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Carth Onasi
Informazioni biografiche
Pianeta d'origine

Telos IV

Nascita

3.994 BBY

Descrizione fisica
Razza

Umano

Sesso

Maschile

Capelli

Castani

Occhi

Marroni

Informazioni storiche e politiche
Epoche

Era della Vecchia Repubblica

Affiliazione

Repubblica Galattica

"Non sono un guerriero, sono un soldato. C'è differenza. I guerrieri attaccano e conquistano, opprimono i deboli. I soldati difendono e proteggono gli innocenti — spesso dai guerrieri."
―Carth Onasi[fonte]

Carth Onasi fu uno degli eroi della Guerra Civile Jedi che accompagnarono Revan nella sua missione per trovare e poi distruggere la Star Forge, la letale arma nelle mani del Signore Oscuro dei Sith, Darth Malak. Successivamente, Onasi fece carriera e divenne Ammiraglio, uno dei più famosi e capaci di tutta la Marina della Repubblica.

Biografia

Giovane soldato

Carth nacque e visse per molto tempo su Telos IV, un remoto pianeta dell'Orlo Esterno, dove si creò una famiglia, composta dalla moglie, Morgana, e dal figlio Dustil. La sua vocazione fu sempre diretta alle forze dell'ordine: inizialmente entrò nella Forza di Sicurezza di Telos, ma successivamente passò alle forze armate della Repubblica Galattica.

Il giovane volle unirsi all'esercito vedendo in esso l'unica garanzia per mantenere la pace nella Galassia e difendere i più deboli. Inizialmente fu assegnato ad un posto di guardia su Serroco, ma successivamente passò allo spazio, dove andavano le sue vere capacità.

Le Guerre Mandaloriane

Il Tenente Onasi durante le Guerre Mandaloriane.
"... Carth Onasi, un eroe pluridecorato della Repubblica e un soldato leggendario. Durante le Guerre Mandaloriane fu onorato più volte per il suo coraggio."
Saul Karath[fonte]

La vita di Carth fu sconvolta dallo scoppio delle Guerre Mandaloriane. Trasferito a bordo della Courageous — l'ammiraglia del Capitano Saul Karath —, partecipò a importanti battaglie su Vanquo e Serroco. Fu qui che si imbatté in Zayne Carrick, un Padawan Jedi fuggitivo ingiustamente accusato dell'omicidio dei suoi ex compagni Padawan su Taris. Ovviamente, il Jedi si muoveva sotto il falso nome di "Shad Camper".

Poco dopo, però, Onasi si ritrovò Carrick a bordo della propria nave; il Jedi gli chiese di portarlo dall'ora Ammiraglio Karath, in quanto aveva avuto una visione secondo cui presto i Mandaloriani avrebbero attaccato Serroco. Quando Carth ebbe portato il Jedi da Karath, questi si congratulò con lui, smascherando "Shad Camper" e felicitandosi per avere nelle proprie mani il famoso fuggitivo. L'Ammiraglio ordinò a Carth di avvertire i Revanscisti, ma questi preferì tentare di contattare "Squint", un Jedi che avrebbe potuto provare l'innocenza di Zayne. Pur non riuscendo a prendere contatto con lui, Onasi ugualmente intimò alle città di Serroco di attivare gli allarmi per portare quanti più cittadini nei rifugi. Il bombardamento che ne seguì confermò la visione di Carrick e prese le vite di milioni di abitanti di Serroco.

Mentre ancora la Repubblica era attonita e inorridita, i Mandaloriani abbordarono la Courageous. Carth fu tra i soldati che, insieme a Karath, formarono una squadra di difesa del ponte di comando; nel disperato tentativo di ottenere ogni aiuto possibile, l'Ammiraglio ordinò che Zayne fosse liberato e che gli fosse consegnata la sua spada laser; sfortunatamente, l'arma era ancora a bordo della nave di Carth. Ad ogni modo, gli ufficiali della Repubblica riuscirono a fuggire e a scampare alla cattura — o alla morte.

Erano appena fuggiti quando vennero contattati da Arkoh Adasca, che li invitò a bordo della propria nave, l'Arkanian Legacy. Con grande costernazione di Karath e Onasi, a bordo vennero raggiunti da Mandalore il Definitivo. Adasca infatti voleva vendere i suoi exogorth al miglior offerente, che pareva essere proprio Mandalore. Carth riuscì a tornare alla propria nave e a liberare Zayne, il quale, insieme al suo Maestro Lucien Draay, appena sopraggiunto, riuscirono a far credere a Mandalore che Adasca stesse tentando di incastrarlo. Sfuggiti allo scontro a fuoco che ne seguì, Jedi e Repubblicani scapparono dall'Arkanian Legacy e fecero rotta per Coruscant.

Essendosi rifiutato di arrestare Zayne durante la fuga, Carth fu rimosso dal suo posto e riassegnato alla Squadriglia Lance, dove si distinse notevolmente come pilota. Ironicamente, proprio la Squadriglia Lance, mesi dopo, fu incaricata di impedire a Zayne di entrare a Coruscant; ancora una volta, senza successo, e senza che Carth se ne dispiacesse.

Lo scoppio della Guerra Civile Jedi

Quando il giovane Carth Onasi si era unito all’esercito della Repubblica Galattica, era fermamente convinto della forza dell’istituzione. Era un soldato leale, un abile pilota, e un capace tattico, e si distingueva sia in caso di piccole schermaglie periferiche che in missioni più pericolose.

Nonostante gli eventi delle Guerre Mandaloriane avessero cementato la reputazione di Carth come eroe, le loro conseguenze furono un colpo letale per il suo idealismo. Un anno dopo, Revan e Malak, i due eroi che avevano vinto i Mandaloriani, fecero ritorno come Signori dei Sith e scatenarono un nuovo conflitto contro la Repubblica. Nel corso delle sue offensive, che si trovavano contro una Repubblica sempre più debole, il malvagio Darth Malak attaccò il suo pianeta natale Telos. La giovane moglie di Carth rimase uccisa, e di Dustil, suo figlio, si perse ogni traccia. Ad aggravare questa tragedia ci fu il tradimento che incoraggiò la conquista dei Sith. Alcuni degli ufficiali Repubblicani di più alto rango vennero sedotti dai Sith, compreso il fidato mentore di Carth: l’Ammiragio Saul Karath.

Una volta, erano stati onore e fedeltà a spingere Carth a combattere i Sith. Poi, vendetta e odio presero il posto di questi due valori, quando Carth fece la scelta di dedicare la sua vita ad un unico scopo: fare giustizia su Saul Karath.

La cerca della Star Forge

Carth al seguito di Revan.
"E pensare che un tempo li consideravo il meglio che l'umanità avesse da offrire. Ora vorrei puntare una pistola sulle loro teste."
―Carth Onasi parlando di Revan e Malak[fonte]

Ad un certo punto, Revan fu sconfitto e deposto dal suo apprendista Malak, che divenne così il nuovo Signore Oscuro. Ciò che Carth - come chiunque altro - non sapeva era che l'Alto Consiglio Jedi aveva rimodellato la memoria di Revan nella speranza di poterlo utilizzare per scoprire la fonte delle forze dei Sith, che parevano infinite. Il Revan "riformato" venne posto a bordo dell'Endar Spire come un semplice soldato repubblicano; sulla nave prestavano servizio anche la Jedi Bastila Shan e lo stesso Carth.

L'Endar Spire subì un violento attacco su Taris e venne distrutta. Carth e Revan riuscirono a salvarsi e si misero sulle tracce di Bastila. Dopo varie peripezie, riuscirono a trovarla e a fuggire dal pianeta poco prima che fosse distrutto da Malak, quindi raggiunsero Dantooine, mettendosi a riparo nella Enclave Jedi locale. Nel contempo, il legame fra Carth e Revan si approfondì (benché entrambi fossero inconsapevoli della vera identità di quest'ultimo) ed entrambi vennero assegnati ad accompagnare Bastila in una missione per trovare le mappe stellari che li avrebbero portati alla Star Forge, la misteriosa arma dei Sith.

Nel corso delle peregrinazioni del gruppo, l'Ebon Hawk, la nave sulla quale viaggiavano, venne catturata dal Leviathan, l'ammiraglia di Saul Karath. Carth si ritrovò così faccia a faccia con il suo ex mentore. Karath li torturò a lungo per cercare di estrapolare qualche informazione, ma senza successo. Il gruppo riuscì a liberarsi grazie all'aiuto di un membro dell'equipaggio dell'Ebon Hawk e attaccò la plancia di comando; qui, Carth combatté e uccise Karath. Questi, poco prima di morire, gli rivelò che l'uomo con cui combatteva era in realtà Revan. Profondamente scosso da questa rivelazione, Carth non ebbe modo di rifletterci, poiché il gruppo venne attaccato da Malak e costretto a fuggire, grazie al sacrificio di Bastila, catturata dal Sith.

Nel successivo momento di pausa, Carth disse a Revan che uccidere Karath aveva appagato la sua vendetta, ma non gli aveva portato la pace che sperava. Vedendo in Revan un uomo redento al lato chiaro, Carth accettò di seguirlo; quando i due viaggiarono su Korriban, Carth addirittura ritrovò suo figlio Dustil, ora un soldato al soldo dell'Impero Sith; egli riuscì a convincerlo della malvagità dei Sith e a far sì che tornasse su Telos, in attesa del padre, per ricostruire il loro rapporto.

La distruzione dei Sith

"La fai facile. Volarci sopra e distruggerla. Una Star Forge in meno nell'universo..."
Mission Vao[fonte]

Alla fine il gruppo riuscì a ricostruire il percorso tracciato dalle mappe stellari e a raggiungere la Star Forge. Dapprima dovettero procedere ad un atterraggio d'emergenza sul vicino pianeta Lehon per disattivare il campo gravitazionale che proteggeva la Star Forge; mentre Onasi riparava l'Ebon Hawk, Revan attaccò il Tempio degli Antichi, dove si scontrò con Bastila, ora un'apprendista Sith, e rigettò una volta per tutte il lato oscuro.

Con il campo gravitazionale disattivato, Carth poté rimettere in moto l'Ebon Hawk e partire alla volta della Star Forge, avvertendo l'Ammiraglio Forn Dodonna dell'ubicazione della Star Forge. Poco dopo, un'intera flotta repubblicana uscì dall'iperspazio e attaccò la stazione, mentre Carth, insieme a Revan, la abbordò per uccidere Malak.

Revan riuscì a redimere Bastila e ad uccidere Malak, fiaccando la resistenza dei Sith. La loro flotta fu sconfitta e costretta a battere in ritirata e le navi della Repubblica distrussero la Star Forge, precipitandola nella stella sottostante e mettendo fine per sempre a questa terribile minaccia. Nella cerimonia su Lehon che ne seguì, Carth, insieme agli altri membri dell'equipaggio, fu decorato dall'Ammiraglio Dodonna con la Croce di Gloria.

Ammiraglio Onasi

"Gli dica solo che l'Ammiraglio Onasi sta eseguendo i suoi ordini."
―Carth Onasi all'Esule Jedi riferendosi a Revan[fonte]

Nel periodo che ne seguì, la Repubblica dovette concentrare tutti i propri sforzi nella ricostruzione post-bellica, unico modo per recuperare credibilità nei confronti del suo governo, ormai sull'orlo del baratro. Carth Onasi fece carriera e venne promosso ad Ammiraglio, ottendendo il comando di una vasta flotta. Un anno dopo la vittoria, Revan partì per le Regioni Ignote senza dare indicazioni, ma semplicemente ordinò a Carth di proteggere la Repubblica.

I guerrieri del lato oscuro non erano però completamente sconfitti. Alcuni Signori dei Sith si coalizzarono e costrinsero l'Ordine Jedi a spaccarsi, disperdersi e nascondersi agli occhi dell'intera Galassia. Fu per questo che Carth fu sorpreso quando sentì dell'Esule Jedi, un tempo Generale delle Guerre Mandaloriane sotto Revan. L'Ammiraglio la fece portare a bordo dell'Harbinger e tentò di raggiungerla con la propria ammiraglia, la Sojourn, ma l'Harbinger fu attaccata da Darth Sion. Fortunatamente l'Esule riuscì a fuggire e a raggiungere la Stazione Citadel su Telos, dove fu detenuta dalle forze di sicurezza locali. Ancora una volta però, Carth arrivò troppo tardi: l'Esule era già partita per la superficie planetaria. Ad ogni modo, Onasi chiarì al Tenente Grenn che la Repubblica voleva solo osservarla, non catturarla.

Qualche tempo dopo, Darth Nihilus, un altro Signore dei Sith, attaccò Telos per distruggere la Stazione Citadel e il progetto di ripristino del pianeta. Carth portò frettolosamente la sua flotta nell'orbita planetaria, ma il Sith proteggeva la sua ammiraglia, la Ravager, con i propri poteri oscuri, rendendola praticamente indistruttibile. L'Esule riuscì a salire a bordo e ad annientare Nihilus, facendo così venire meno la protezione della nave; quindi piazzò delle cariche nei punti vitali, facendole esplodere poco dopo e distruggendo l'incrociatore. I restanti Sith furono facilmente sconfitti.

Carth ebbe finalmente modo di incontrare l'Esule. Le chiese se avesse notizie di Revan, ma la Jedi rispose negativamente; ad ogni modo, Carth le chiese solo di cercarlo nelle Regioni Ignote e di dirgli che l'Ammiraglio Onasi stava obbedendo ai suoi ordini. Quando l'Esule se ne andò, Bastila uscì dalle ombre alle spalle di Carth, amareggiata per non aver avuto nessuna nuova informazione sull'eroe della Repubblica.

Personalità e caratteristiche

Carth in posizione da combattimento.
"Sono un soldato, vado dove gli Ammiragli mi dicono di andare. Seguo gli ordini e faccio il mio dovere."
―Carth Onasi[fonte]

Carth Onasi era una persona estremamente leale, la fedeltà era per lui al di sopra di ogni altra cosa. Ciò fu dimostrato specialmente quando, a seguito della morte di sua moglie Morgana, continuò a tenere saldo il suo ricordo per tutto il resto della sua esistenza. La sua fedeltà subì una profonda crisi a seguito della diserzione di Saul Karath, il mentore di Carth che passò ai Sith; da quel momento, Carth dubitò di tutti e faticò a ristabilire relazioni durevoli. Ciò mutò solo dopo aver conosciuto Revan: ex Signore Oscuro dei Sith, questi riuscì a redimersi, ristabilendo in Carth la convinzione che non tutti erano traditori come Karath. Per questo, dopo la partenza di Revan, Onasi continuò ad eseguire i suoi ordini pur senza ricevere alcuna notizia di lui.

La distruzione di Telos e la distruzione della sua famiglia portarono Carth a dedicarsi interamente alla flotta e alla vendetta. Uccidere Karath tuttavia non gli portò pace, ma anzi continuò a tormentarlo; riuscì a pacificarsi con sé stesso solo quando scoprì la vera identità di Revan e, anziché odiarlo, lo perdonò.

Oltre ad essere un pilota provetto, Carth era anche molto abile con le pistole blaster e sapeva maneggiarne egregiamente due alla volta.

Dietro le quinte

Voce

A dare la voce a Carth in KotOR e in KotOR II fu Raphael Sbarge, già conosciuto come doppiatore in altri videogiochi starwarsiani, quale ad esempio Star Wars: Force Commander.

Finale alternativo

Il finale canonico di KotOR è quello in cui Revan si redime e torna al lato chiaro. Tuttavia il giocatore può scegliere di abbracciare nuovamente il lato oscuro e di far sì che Revan si riconosca come Signore dei Sith e reclami l'Impero. In tal caso, al momento della partenza da Lehon per dirigersi alla Star Forge, Carth fugge prima di essere ucciso da Revan stesso; in KotOR II, se il giocatore afferma che Revan era passato al lato oscuro, Carth non appare nel gioco (suggerendo quindi che sia ancora su Lehon o che vi sia morto) ed è sostituito da Cede.

Inoltre, Carth può essere coinvolto in varie relazioni amorose con Bastila e con Revan femmina. Nel caso in KotOR II si affermi che Revan è femmina e redenta al lato chiaro, Carth esprimerà i suoi sentimenti nei suoi confronti all'Esule durante il loro incontro. Inoltre, in una scena tagliata dalla versione finale del gioco, Revan femmina passata al lato oscuro aveva modo di uccidere Bastila a bordo della Star Forge e morire con Carth mentre la stazione veniva distrutta.

Apparizioni

Fonti