Ultima modifica il 4 mag 2016 alle 13:02

Monia Gahan

Il soggetto di questa voce è apparso nell'era Legacy.
Moniagahan 1.jpg
Monia Gahan
Descrizione fisica
Razza

Mon Calamari

Sesso

Femminile

Occhi

Dorati

Dotazione
Veicolo personale

Caccia stellare Crossfire CF9

Informazioni storiche e politiche
Epoche

Era Legacy

Affiliazione

Resti dell'Alleanza Galattica

Nipote dell’ex Triumviro Gial Gahan, Monia Gahan era un pilota di talento della Flotta del Nucleo dell'Alleanza Galattica, tanto che divenne membro della famosa squadriglia Rogue. In particolare, si occupava di tenere al sicuro Andurgo, il quale si lanciava in spericolati attacchi e più volte rischiava di venire polverizzato, salvato solo dalla prontezza di Monia.

Biografia

Approfittando del fatto che non era conosciuta a livello galattico, Monia si recava spesso su Mon Calamari per incontrare suo zio e ricevere da lui parti e supplementi per la flotta alleata. Nel 137 ABY, chiese ed ottenne il suo aiuto per rubare l’Imperious, la nave comando di nuova generazione che stava venendo costruita proprio su Mon Calamari dal Nuovo Impero.

Monia partecipò alla Battaglia di Dac non da pilota, ma da hacker: infatti sabotò le difese dei cantieri navali, orientandole contro la flotta imperiale. A seguito del Massacro di Dac, nel quale perse la vita anche suo zio Gial, Monia venne arrestata. Liberata poco dopo da due Cavalieri Imperiali, Treis Sinde e Sigel Dare, venne avvertita che c’erano delle bombe a bordo dell’Imperious. Aiutata dai due a fuggire dal pianeta insieme agli altri piloti che erano precipitati, riuscì ad avvertire Gar Stazi in tempo affinché i tecnici alleati disattivassero le bombe a bordo del vascello. In seguito, Monia lo convinse ad accettare l’offerta di alleanza da parte dell’Impero in Esilio contro il comune nemico: Darth Krayt.

Monia prese anche parte alla Battaglia di Ralltiir. Presumibilmente fu presente anche alla Battaglia di Coruscant con il resto della squadriglia Rogue, quando però non riuscì a salvare Andurgo dalla morte.

Presente in

Fonti