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Palazzo di Jabba

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Palazzo di Jabba
Informazioni generali
Edificazione

700 BBY

Luogo

Mare delle Dune di Tatooine

Costruito da

Ordine B'omarr

Utilizzo
Epoche
Affiliazione

Il Palazzo di Jabba, costruito di pietra e metallo, si trovava ai margini del Mare delle Dune Occidentale del pianeta Tatooine. Nonostante l'abitazione di Jabba si trovasse su Nal Hutta, usò il suo palazzo di Tatooine come base operativa per le sue imprese commerciali sul pianeta.

Caratteristiche

Una strada spazzata da sabbia e vento si arrampicava attraverso un canyon roccioso, e conduceva ad una struttura isolata nei deserti al di la del Mare delle Dune di Tatooine. Qui si trovava il palzzo di Jabba lo Hutt, un immenso edificio curvilineo di metallo sabbiato e pietra dipinta.

I visitatori della fortezza di Jabba, si trovavano di fronte ad una grande ed anonima porta. Un droide perimetrale, poco più che un bulbo oculare elettronico dalla voce burbera, interrogava i nuovi venuti prima di permettergli l’accesso nei malsani recessi del remoto castello.

C-3PO e R2-D2 si avvicinano al Palazzo di Jabba.
Un ampio corridoio conduceva al chiassosa tana di Jabba. Nella sua stanza del trono, Jabba giaceva su una larga pedana, mantenendo il suo nauseante sguardo sulla folla eterogenea che si riuniva intorno a lui. Ogni suo depravato capriccio veniva soddisfatto: saziava il suo appetito facendo spuntini di gorg vivi, e appagava la sua lussuria osservando le performance delle sue danzatrici perferite.

La sua sete di sangue invece veniva estinta grazie ad una botola segreta nascosta sotto al suo trono. Tramite la pressione di un pulsante e un grido incollerito di “boska!”, Jabba attivava la trappola, gettando l’ignara vittima nella caverna sottostante. In questa grotta cosparsa di ossa si nascondeva il rancor, uno spaventoso e malvagio predatore noto per il combattimento e la ferocia.

In un’alcova posta in un angolo, Jabba teneva un gran numero di trofei. A parte le teste di esotiche forme di vita, questo è il luogo in cui Jabba faceva bella mostra di Han Solo congelato nella sua prigione di carbonite, a seguito della sua cattura da parte di Boba Fett.

Architettura

Spaccato del Palazzo di Jabba.
L’estesa struttura del palazzo era molto antica, risalente alla colonizzazione originaria di Tatooine secoli prima. Il palazzo era in origine un piccolo monastero costruito dai misteriosi monaci B'omarr. Alcune tracce della struttura originale rimangono tutt’oggi, come le porte a tenda. I pacifici B’omarr permettevano ai viandanti e ai viaggiatori di stabilirsi nel loro monastero. Il palazzo venne poi ricostruito e ampliato ad ogni nuovo proprietario. Il primo usurpatore, Alkhara il grande bandito, usava il palazzo come fortezza contro i Sabbipodi. Alkhara fece costruire la prima rete sotterranea di celle e tunnel ora occupati dai B’omarr rimasti.

Quando Jabba si impossessò del palazzo dopo l’arresto del padre, lo fece adattare ai suoi standard dall’architettto Derren Flet. Il fallimento di Flet nel fornire un adeguato spazio detentivo portò infine alla sua morte. Il centro del palazzo era la sala del trono di Jabba, e al di sotto della parte principale della struttura vi erano infinite celle sotterranee dove i nemici dello Hutt trovavano una morte lenta e dolorosa. Jabba aveva accesso ad un hangar ben attrezzato, adiacente a stalle per i suoi animali da soma.

Una rete di scanner assicurava un accurato ombrello di sensori di 10 chilometri in ogni direzione dal palazzo, individuando ogni visitatore prima che poetsse rappresentare una minaccia. Se chi giungeva si dimostrava ostile, un contingente di guardie Gamorreane veniva inviato per intercettarlo. Altrimenti, il visitatore veniva lasciato proseguire ma costantemente monitorato.

Storia

Altro spaccato del Palazzo di Jabba.
Poco prima della Battaglia di Endor, Luke Skywalker si infiltrò nel palazzo di Jabba. Si introdusse facilmente nell’edificio, disarmato, e grazie alle sue abilità Jedi bypassò le guardie e i servitori, e si presentò allo Hutt proponendogli un ultimatum: liberare i suoi amici prigionieri o morire. Sembava che Luke avesse fallito miseramente, in quanto il suo tentativo si era risolto con la sua stessa cattura.

Ma tutto questo faceva parte del piano di Luke. Con il rancor morto per mano di Luke, Jabba decise di vedere morto il Jedi con la sua seconda forma di esecuzione preferita: gettandolo nel pozzo del sarlacc. Jabba, a bordo della sua imponente sail barge, condusse il suo party per l’esecuzione nel deserto. Skywalker aveva così raggiunto il suo obiettivo di portare i suoi amici fuori dal palazzo. Nel cuore del Mare delle Dune, Luke portò a compimento il suo piano di salvataggio, il quale culminò nella morte di Jabba lo Hutt, e il conseguente collasso del suo impero criminale.

Dopo la morte di Jabba, i suoi infidi servitori cercarono di impossessarsi della carcassa del suo impero criminale. Il palazzo divenne un campo di battaglia fra quelli che bramavano di divenire il nuovo signore del crimine. Quando capirono che gran parte del potere e della ricchezza di Jabba si trovava al di fuori del pianeta, le lotte terminarono. I monaci B’omarr rivendicarono gran parte del palazzo, catturando e “convertendo” alcuni vecchi amici di Jabba.

Il palazzo venne dimenticato quando la galassia si trasformò da Impero a Nuova Repubblica. Alcuni investitori ben disposti ma irrimediabilmente testardi cercarono di trasformare il palazzo in una casa di riposo per alieni attempati, scoprendo però che esso era infestato da parassiti e strani monaci incorporei.

Presente in

Presenze non canoniche

Fonti