Satele Shan

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Satele Shan
Informazioni biografiche
Pianeta d'origine

Brentaal IV

Nascita

3.699 BBY, Breentaal IV

Descrizone fisica
Razza

Umana

Sesso

Femmina

Altezza

~1.67 metri

Capelli 

Grigio-marroni, poi grigio scuro

Occhi 

Blu

Pelle 

Chiara

Informazioni storiche e politiche
Epoche

Era della Vecchia Repubblica

Affiliazione
Maestri noti
Apprendisti noti

Shigar Konshi

"Questi sono i momenti in cui ci impegnamo, quando la speranza della vittoria diventa reale. Quando siamo in grado di vedere la pace all'orizzonte."
―Satele Shan[fonte]

Satele Shan era una femmina Umana e Gran Maestro dell'Ordine Jedi durante la Guerra fredda con il rinato Impero Sith. Figlia del Cavaliere Jedi Tasiele Shan, che era a sua volta una discendente dei leggendari Cavalieri Jedi Revan e Bastila Shan protagonisti della Guerra Civile Jedi secoli prima, Satele nacque su Brentaal IV nel 3.699 BBY. Ereditando la connessione con la Forza della famiglia, venne introdotta all'Ordine Jedi e divenne la Padawan del Maestro Jedi Ngani Zho anche se poi si recò a Korriban per studiare sotto il Maestro di battaglia Zabrak Kao Cen Darach. Qui assistette al ritorno dell'Impero Sith nel 3.681 BBY e fuggì per avvertire la Repubblica con l'aiuto del contrabbandiere Nico Okarr e del soldato della Repubblica Jace Malcom perdendo però il Maestro Darach, rimasto indietro per rallentare i Sith, anche a costo della propria vita.

Raggiungendo il grado di Cavaliere Jedi sotto la tutela del Maestro Dar'Nala, Satele Shan divenne un eroe della Repubblica quando guidò le forze Jedi e dell'Esercito della Repubblica durante la Grande Guerra Galattica e, nonostante le restrizioni dell'Ordine Jedi sull'attaccamento, si legò a Jace Malcom. Il loro legame la portò a salvare Malcom e la sua piccola squadra di soldati delle Forze Speciali su Alderaan quando l'Impero invase il pianeta nel 3.667 BBY portando, con il suo arrivo, le sorti della Battaglia di Alderaan in favore della Repubblica. Dopo aver sconfitto il Signore dei Sith Darth Malgus in duello con l'aiuto di Malcom, i due iniziarono una relazione che durò sei mesi prima che Satele lasciasse il soldato impaurita dall'oscurità che albergava nel cuore di Malcom. Tuttavia lei era incinta del figlio di Malcom e partorì suo figlio Theron in segreto con l'aiuto del Maestro Zho prima di dare il bambino all'Ordine Jedi e di ritornare sul campo di battaglia.

Nel 3.653 BBY, Satele Shan venne scelta per far parte della delegazione della Repubblica mandata ai negoziati di pace con l'Impero Sith su Alderaan. Tuttavia l'Impero Sith usò la conferenza di pace come una semplice distrazione mentre attaccava la capitale della Repubblica Coruscant obbligando poi la Repubblica ad accettare i termini del Trattato di Coruscant. Mentre la galassia entrava nella difficile Guerra fredda, Satele Shan sventò una cospirazione organizzata dalla Maestra Dar'Nala stessa per rovesciare la nuova pace galattica e si imbarcò poi in una odissea indotta dalla Forza attraverso la Galassia. Il suo viaggio la guidò al pianeta d'origine dei Jedi Tython da lungo tempo dimenticato nel Nucleo Profondo e per la sua scoperta venne insignita del titolo di Gran Maestro dell'Ordine Jedi affidandole la leadership dell'intero Ordine. Nel suo nuovo ruolo, Satele Shan guidò l'Ordine attraverso le numero crisi che scoppiarono durante la Guerra fredda e portò il Padawan Kiffar Shigar Konshi fino al Cavalierato.

Mentre la Guerra fredda inizia a collassare, Satele Shan lavora a stretto contatto con i Corpi di Risposta d'Emergenza della Repubblica per proteggere la fragile pace e gli innocenti della galassia e viene avvertita della pericolosa minaccia rappresentata dall'Imperatore Sith dal suo ex servitore Lord Scourge quando l'ardita missione da lei autorizzata per catturare l'Imperatore si era conclusa con un disastro. Satele aiutò poi il Cavaliere Jedi conosciuto come Eroe di Tython a sabotare i piani dell'Imperatore attraverso la galassia e guidò personalmente una flotta d'invasione contro il pianeta capitale Imperiale Dromund Kaas mentre l'Eroe di Tython si confrontava con l'Imperatore e lo sconfiggeva. Mentre la rinnovata guerra si espandeva attraverso la galassia, Satele lavorò con la sua vecchia fiamma Jace Malcom ora Comandante Supremo dell'Esercito della Repubblica e i due conseguirono un'importante vittoria con la distruzione della nave da guerra prototipo imperiale Ascendant Spear a Duro grazie anche al lavoro del loro figlio Theron.

Biografia

Primi anni e addestramento Jedi

"Lui fu il mio primo maestro - mi ha sempre resa orgogliosa, anche quando diceva cose senza un senso."
―Satele Shan, sul suo apprendistato a Ngani Zho[fonte]

Satele Shan nacque nel 3.699 BBY dal Cavaliere Jedi Umano Tasiele Shan che era a sua volta discendente dei leggendari Jedi Revan e Bastila Shan. Nata su Brentaal IV, Shan entrò a far parte dell'Ordine come la madre, anche se Tasiele venne esiliata dall'Ordine poco dopo la nascita di Satele a causa delle pressioni politiche della Repubblica riguardo la sua controversa presa di posizione che affermava si potesse guadagnare forza dall'attaccamento. La Repubblica temeva che diventasse un nuovo Dark Revan e perciò fece pressioni fino a quando l'Ordine esiliò Tasiele su un remoto e inabiato mondo dell'Orlo Esterno; dopo che la controversia politica si spense l'Ordine tentò di recuperarla, ma quando raggiunsero l'abitazione di Tasiele non furono in grado di ritrovare nulla se non una serie di diari scritti per Satele che poi consegnarono alla figlia della Jedi scomparsa.

Diventata apprendista del Maestro Jedi Ngani Zho, Satele studiò le vie della Forza come Padawan fino al 3.681 BBY quando si recò presso la stazione spaziale della Repubblica nell'orbita della patria dei Sith Korriban per studiare presso il Maestro di battaglia dell'Ordine Kao Cen Darach. Sotto la tutela di Darach, Shan apprese come combattere con la spada laser a doppia lama azzurra che si era costruita. Darach la guidò anche attraverso alcune delle Prove Jedi, anche se il suo percorso verso il Cavalierato non era completato al momento della morte di Darach.

Poco tempo dopo l'inizio della sua permanenza, i due Jedi vennero allertati dell'atterraggio di un trasporto sconosciuto sulla superficie del pianeta Korriban da parte dell'equipaggio della stazione; i due Jedi si diressero sulla superficie assieme al Caporale Jace Malcom della Divisione Forza Speciali della Repubblica e furono in grado di catturare il capitano e contrabbandiere Nico Okarr anche se Farel Wickes, il famigerato tombarolo da cui Okarr stava tentando di acquistare degli artefatti Sith, gli sfuggì. Sequestrando la nave di Okarr, un trasporto leggero XS chiamato Redshifter, i tre portarono il contrabbandiere sulla stazione spaziale e, mentre stavano portando Okarr alla sua cella, Satele venne sommersa da un incredibile e intenso senso di dolore e paura nella Forza. Fuori dalla finestra della stazione, una armata di oltre trenta dreadnought di classe Harrower uscì dall'iperspazio nel sistema di Horuset. Darach riconobbe immediatamente che i loro attaccanti erano Sith e che l'avamposto non avrebbe retto all'attacco perciò decise velocemente che la loro priorità sarebbe stata di avvertire la Repubblica del ritorno dell'Impero Sith. Quando Malcom avvertì il Jedi Zabrak che non sarebbero stati in grado di oltrepassare i caccia stellari imperiali, Okarr soprese tutti ricordando a tutti le capacità della sua nave e offrendosi implicitamente di portarli dalla Repubblica. Darach, Shan, Okarr, Malcom e un altro soldato si diressero immediatamente verso l'hangar in cui la Redshifter era stata attraccata combattendo nel mentre con i soldati imperiali saliti a bordo della stazione.

Satele Shan e Darach affrontarono i soldati Imperiali nell'hangar mentre Okarr, Malcom e l'altro soldato si occupavano dei loro inseguitori e nello scontro il secondo soldato rimase ucciso. Mentre i quattro rimasti stavano per salire a bordo della Redshifter, un intercettore Imperiale atterrò nell'hangar e Darach, riconoscendolo come una nave usata dai Sith, ordinò al contrabbandiere di preparare la sua nave al decollo. Mentre Malcom e Okarr preparavano la nave, Satele Shan e Darach ingaggiarono i due Sith scesi dall'intercettore: un Inquisitore Sith mascherato conosciuto come Vindican e il suo apprendista Umano Malgus. Come i loro due maestri, anche i due apprendisti si scontrarono e la spinta iniziale di Satele contro Malgus si risolse con un calcio nello stomaco che la portò a cadere sul pavimento. Il pronto intervento della spada di Darach lanciata dal Jedi impedì a Malgus di ucciderla e le dette abbastanza tempo per riprendersi e colpire il suo avversario con un calcio allo sterno mandandolo momentaneamente lontano. Richiamando la sua spada laser, Shan tentò di saltare in aiuto del suo Maestro ma Vindican la fermò con una raffica di fulmini della Forza; in risposta Darach lanciò il suo nemico dall'altra parte dell'hangar mediante la Forza e si precipitò al fianco della sua apprendista mentre la Redshifter decollava e Vindican tentava di fermarla scagliandole contro dei fulmini della Forza.

Sollecitata da Darach, Shan abbandonò il suo Maestro e salì a bordo della Redshifter in modo da poter avvertire la Repubblica del ritorno dell'Impero lanciando all'ultimo istante la sua spada laser al suo maestro mentre saltava a bordo della nave del contrabbandiere con l'aiuto di Malcom. Okarr esortò sia Malcom che Shan a dirigersi alle postazioni armate della Redshifter e Satele prese posto nella postazione armata inferiore mentre il contrabbandiere si lanciava nella cintura di asteroridi Ceneri di Korr per sfuggire all'inseguimento dei caccia stellari di classe Supremacy Mark VI. Mentre stavano uscendo dalla cintura di asteroidi, Satele sentì la morte del suo maestro per mano di Malgus ma fu in grado di mettere da parte il suo dolore mentre Okarr si avvicinava e attraversava la sovrastruttura di una dreadnought di classe Harrower continuando a sparare ai caccia inseguitori fino a quando la Redshifter saltò nell'iperspazio.

La Grande Guerra Galattica

Combattendo l'Impero

"Questo era il potere della democrazia al lavoro, la validazione dei principi per cui combattiamo e la prova che, quando messa con le spalle al muro, la Repubblica può unirsi per prendere una posizione coraggiosa."
―Satele Shan, sulla rivitalizzazione della Repubblica in seguito al successo nell'Ammasso di Minos[fonte]

Ritornando alla Repubblica, il trio portò la notizia del ritorno dell'Impero Sith anche se quando il Consiglio Jedi apprese della notizia, l'Impero aveva già lanciato un'invasione dell'Ammasso di Minos, un attacco su Sluis Van e il blocco della Rotta Commerciale Rimma. Il Consiglio richiese diversi resoconti di Shan e la Padawan riuscì perfino a partecipare ad una delle discussioni strategiche del Consiglio. Lei era presente al Tempio Jedi quando un contingente di Jedi, tra cui il Maestro Jedi Kel Dor Gnost-Dural, partì alla volta dell'Ammasso di Minos occupato e fu testimone delle rivolte che esplosero su Coruscant come risultato. Satele spese la parte successiva della guerra con diversi Maestri Jedi prima di giungere sotto la tutela della Maestra Jedi di razza Togruta Dar'Nala, che la aiutò a diventare un Cavaliere Jedi a tutti gli effetti. La diplomatica e stratega politica Dar'Nala la aiutò a temprare l'aggressività e l'impazienza della sua allieva; nel 3.671 BBY, Satele e la sua Maestra Dar'Nala stazionavano al Tempio quando giunse la notizia della vittoria della .Repubblica alla prima Battaglia di Bothawui e la sua meditazione venne interrotta da un intenso applauso che echeggiò dalla Piazza del Senato in tutto il pianeta.

Satele contro Malgus su Alderaan.

Nel 3.667 BBY, Satele giunse sul pianeta dei Mondi del Nucleo di Alderaan per investigare sulle voci secondo cui una delle case reali del pianeta stava ospitando delle spie Imperiali. Durante la sua permanenza, l'Impero invase Alderaan e Shan corse al palazzo reale per proteggere la Regina trovandolo però già in rovina e qui ebbe una visione: una visione che le mostrò che Jace Malcom, che con la sua unità Squadra Havoc stava addestrando dei soldati feriti sul pianeta, aveva bisogno di rinforzi. Avvertendo il Consiglio Jedi, Satele si diresse celermente alle Montagne di Juran per aiutare i soldati della Repubblica nella loro guerriglia contro le forze Imperiali che stavano marciando sul Castello Organa. Le forze Imperiali erano guidate da Darth Malgus, il Sith che aveva combattuto contro Satele nell'orbita di Korriban quattordici anni prima, e quando lei arrivò i membri della Squadra Havoc stavano combattendo una battaglia persa in partenza contro una forza Imperiale disorganizzata ma comunque soverchiante.

Quando Malcom stava per venir giustiziato da tre guerrieri Sith, Satele Shan balzò nella valle e atterrò dietro ai due che bloccavano Malcom rilasciando una potente spinta della Forza e uccidendo i tre Sith disorientati. Dopo localizzò Darth Malgus nelle vicinanze e accese la sua spada laser come segno di sfida verso il Sith. Satele Shan volò attraverso il campo di battaglia distruggendo nel frattempo un droide da guerra Imperiale e quattro Sith prima di giungere al cospetto di Malgus e di ingaggiarlo in duello. Lui bloccò il suo attacco iniziale prima di colpirla alla faccia anche se lei rispose con un calcio prima di venir messa dal Signore dei Sith sulla difensiva.

Dopo una serie di colpi, Satele venne costretta in ginocchio mentre tentava di bloccare la spada di Malgus e con la Forza fece cadere un albero per potersi permettere una tregua. I due continuarono a duellare sopra l'albero caduto fino a quando Malgus le scagliò contro un altro tronco d'albero con la Forza e Satele riuscì appena ad eseguire una capriola in aria prima che Malgus conficcasse la sua spada laser nel tronco dove poco prima c'era stata la testa di lei. Tuttavia Malgus si girò rapidamente e colpendo orizzontalmente tagliò in due la spada a doppia lama di Satele prima che lei potesse attaccare, subito dopo mosse un affondo diretto al petto di lei che lo bloccò con le sue stesse mani fermando la spada con il potere della Forza e della volontà.

L'attacco di Malgus venne interrotto quando Malcom caricò il Sith con un feroce urlo prendendolo alla vita e impegnandolo in una breve collutazione per poi far detonare il detonatore termico che teneva in mano. L'esplosione lanciò il commando fuori dalla radura mentre Malgus riuscì ad assorbire gran parte dell'esplosione con la Forza rimanendo comunque sfregiato. Prima che il Signore dei Sith potesse inseguire Satele o Malcom, Satele raccolse la Forza e lanciò una potente onda facendo schiantare Malgus contro una vicina parete di roccia. Il Signore dei Sith continuò a combattere contro il potere da lei rilasciato mentre veniva spinto verso la parete e Satele raccolse tutta la sua forza in un secondo e più potente colpo per mandare l'intera parete in pezzi. Con il suo nemico sepolto sotto tonnellate di roccia, Satele raggiunse Malcom ferito che stava osservando il campo di battaglia ormai deserto e il commando lanciò un raggio di segnalazione per segnalare la vittoria, uno dei tanti che punteggiarono la superficie di Alderaan mentre i rinforzi richiesti da Satele Shan giungevano nel sistema.

Malcom venne sottoposto ad alcuni trattamenti con il kolto per guarire dalle ferite, di cui la più importante gli lasciò la faccia permanentemente sfregiata mentre le forze della Repubblica riprendevano il controllo di Alderraan. Satele incontrò il commando successivamente, mentre le forze della Repubblica celebravano la loro vittoria, e lo informò della visione che l'aveva portata in suo aiuto; in risposta alle domande di Malcom al riguardo di Malgus, Satele gli confidò la sua convinzione secondo cui il Sith era sopravvissuto alla battaglia. Malcom poi le ricordò i suoi sentimenti e, in risposta, lei tentò di ricordargli i suoi voti di Jedi che non le impedivano di ricambiare i suoi sentimenti. Soccombendo alle sue emozioni, lei e Malcom iniziarono una relazione segreta, una relazione che la portò a rimanere incinta circa sei mesi dopo la Battaglia di Alderaan, non molto tempo dopo che Malcom era stato promosso al grado di Generale. In aggiunta al suo lavoro con il Colonnello Elin Garza per sviluppare la Divisione Forze Speciali, Malcom stava conducendo una campagna vicino alla città di Gell Mattar con Satele e lei decise di parlargli del suo desiderio di vendetta contro l'Impero Sith prima di informarlo della sua gravidanza. La conversazione rivelò che l'odio per l'Impero era la forza motrice di Malcom e Satele fu costretta a confrontarsi con la possibilità di passare al lato oscuro se l'Impero avesse causato la morte di Malcom. Questo e la paura dell'oscurità nascosta nello spirito di Malcom, portarono Satele a interrompere la loro relazione e progettare di abbandonare il figlio, capendo che averlo nella sua vita avrebbe messo a rischio la Repubblica.

Per i mesi successivi, Satele continuò a servire in prima linea come un dei più grandi eroi della Repubblica, ispirando le fila dell'Esercito della Repubblica e portandolo alla vittoria su molti campi di battaglia attraverso la Galassia. Tuttavia, con la gravidanza che avanzava e che i vestiti Jedi non potevano più nascondere, Satele tornò dal suo primo Maestro Ngani Zho e gli spiegò della sua gravidanza omettendo però il nome del padre. Ngani Zho non pose alcuna domanda sulla sua storia e decise subito di aiutarla spiegando ai vertici militari e al Consiglio Jedi che lui l'aveva mandata in una missione segreta di massima importanza. Satele diede alla luce suo figlio con l'aiuto di Ngani Zho su un pianeta lontano dalla guerra e Zho prese il bambino per crescerlo, come da accordi, come suo secondo ma non prima che lei lo chiamasse Theron.

Eroe della Repubblica

"E l'ultimo ... Satele Shan, guardiana della Repubblica, le cui parole ispirano eserciti. Avevano combattuto separatamente, sulle Pianure di Cenere di Lenico e negli asteroidi-alveari di Gelpog il Tiranno. Hanno combattuto 20 mila anni di male, incarnato nell'Imperatore Sith e nei suoi servi. Non hanno mai vacillato. Di tutti loro, è stata Satele a rendermi più fiero."
―Ngani Zho, su Satele e altri suoi ex-studenti[fonte]

Un anno dopo, nel 3.665 BBY, Satele venne assegnata al contingente della Marina della Repubblica con il compito di proteggere una flotta di navi da guerra prototipo che stavano venendo raggruppate per un attacco contro la capitale dei Sith Dromund Kaas. La flotta subì un'imboscata da parte della Marina Imperiale nei Territori dell'Orlo Esterno scatenando una battaglia lunga una settimana e che attraversò diversi sistemi prima di raggiungere il suo picco nel sistema di Hoth. Centinaia di navi su entrambi i lati vennero distrutte durante il conflitto e Satele fu a bordo di una delle poche navi della Repubblica che riuscirono a sfuggire alla distruzione. Nel 3.661 BBY, Satele venne richiamata a Coruscant quando i Mandaloriani iniziarono il blocco della Via Commerciale Hydian, fu testimone delle rivolte che scoppiarono sulla capitale in risposta alla carenza di approvigionamenti a causa del blocco e li vide peggiorare una volta che i Jedi non riuscirono a rompere il blocco vicino a Devaron.

Con la guerra vicina alla fine della terza decade, Satele si unì a Jaric Kaedan, Bela Kiwiiks e Syo Bakarn, tutti ex-apprendisti di Ngani Zho come lei, a guidare il 45esimo Battaglione e altri soldati della Repubblica in un contrattacco sul pianeta ghiacciato Rhen Var. Tutti e quattro i Jedi avevano combattuto su vari campi di battaglia, tra cui contro Gelpog il Tiranno e nella battaglia sulle Pianure di Cenere di Lenico IV, e guidarono le forze della Repubblica in una carica che li portò fino alla fortezza di Darth Mekhis, membro del Consiglio Oscuro. Dopo aver rotto la porta della camera di Mekhis con la Forza, Satele ingiunse alla Signora dei Sith di arrendersi offrendo in cambio protezione ma Mekhis rifiutò e le due iniziarono un feroce duello che lasciò Mekhis gravemente ferita anche se riuscì a fuggire.

Poco dopo la Battaglia di Rhen Var, l'Impero avvicinò la Repubblica con una sorprendente offerta di pace nel 3.653 BBY; come gesto di buona fede, l'Impero ritirò le sue forze dall'Ammasso di Minos e il Senato Galattico accettò i negoziati di pace che iniziarono su Alderaan. La delegazione della Repubblica, guidata dal Senatore Cereano Paran Am-Ris, giunse su Alderaan accompagnata da diversi Jedi tra cui Satele, Dar'Nala, Syo Bakarn e Aryn Leneer. Satele spese la sua prima mattina in meditazione ma i suoi sforzi non furono sufficienti per celare la tensione che sentiva alla conferenza e si confidò con la ex-maestra, poichè riteneva che ci fosse qualcosa di più dietro alla conferenza di quanto credeva il Consiglio. I spospetti di Satele si rivelarono esatti: una flotta sotto il comando di Darth Angral si era avvicinata a Coruscant e aveva attaccato il pianeta dopo che Darth Malgus con un gruppo d'attacco aveva disattivato la griglia di difesa orbitale all'interno del Tempio Jedi. Il Cancelliere Supremo Berooken contattò Am-Ris e tentò di avvertirlo del tradimento dei Sith ma l'intera sala conferenze venne costretta a guardare mentre Darth Angral irrompeva nell'ufficio del Cancelliere e uccideva il Mon Calamari.

Realizzando che i Sith avevano fatto ricorso al tradimento, Satele brandì la sua spada laser e caricò l'emissario dell'Impero Darth Baras. Baras bloccò il suo attacco con la sua lama e la avvertì di trattenersi mentre spiegava ad Am-Ris che i colloqui di pace sarebbero continuati come previsto, solo che la Repubblica avrebbe dovuto acconsentire ai termini posti dall'Impero che teneva in ostaggio Coruscant. Sollecitata da Dar'Nala, Satele si disimpegnò, riluttante uscì dalla sala assieme al resto della delegazione della Repubblica solo per trovare Aryn Leneer impegnata in un combattimento con i due Sith membri della delegazione Imperiale che aspettavano all'esterno. La voce di Dar'Nala portò velocemente lo scontro ad uno stop ma Satele fu appena in grado di fermare il Senatore Am-Ris dall'attaccare Darth Baras quando il Signore dei Sith punzecchiò i delegati della Repubblica ricordandogli che erano lì per discutere della pace. Dopo aver abbandonato la sala, Dar'Nala prese il comando del gruppo e ordinò a Satele di preparare un canale di comunicazione sicuro con il Gran Maestro Zym; mentre aspettavano la risposta del Gran Maestro e si chiedevano se fosse ancora vivo, il gruppo discusse della sistuazione sconosciuta su Coruscant e Aryn Leneer rivelò che il suo legame telepatico con il suo Maestro Ven Zallow le aveva fatto sentire la sua morte durante l'attacco al Tempio. Più tardi quella notte, Zym informò Dar'Nala e Am-Ris che la Repubblica non aveva altra scelta se non accettare i termini di Baras fino a quando Coruscant non fosse stata liberata e avvertì anche Dar'Nala che Satele doveva porre delle scuse a Baras se volevano che i negoziati procedessero. Nonstante i sentimenti di Dar'Nala in materia, Satele fece come ordinato dal Gran Maestro e malvolentieri si scusò con il Signore dei Sith il giorno successivo.

La Guerra fredda

Un trattato teso

"Una cosa è sicura: tu non sconfiggerai mai i Sith. Adesso lo sai."
"Potrei non sconfiggerti, ma, nel tempo, altri ci saranno..."
―Darth Baras e Satele[fonte]

Nei giorni che seguirono il Trattato di Coruscant, alle forze della Repubblica venne ordinato di ritirarsi da tutti i campi di battaglia attraverso la galassia e sia Dar'Nala che Satele vennero mandate da Zym per far rispettare il ritiro da Dantooine. Le due erano a bordo della nave della Repubblica Envoy nel settore di Kuat e stavano conversando nella loro suite quando Dar'Nala si accorse di una spione all'esterno della suite; scoprì che si trattava del droide protocollare Imperiale SP-99, che era stato assegnato alla nave con l'ordine di garantire l'adempimento dei termini del Trattato e la Togruta lasciò il ponte con rabbia non potendosi opporre. Satele spiegò al droide che Dar'Nala era semplicemente frustrata dal Trattato stesso e si sistemò a dormire mentre la Envoy viaggiava nei Territori dell'Orlo Esterno. Satele si trovava ancora nella sua stanza quando Dar'Nala predispose che la Envoy attaccasse un trasporto Imperiale, come parte del suo piano per smantellare il Trattato e far ripartire la guerra. Satele venne avvertita da SP-99 della risposta Imperiale al fuoco e il suo tentativo di investigare la portò direttamente contro un paio di commando che tentarono di ucciderla. Eliminato velocemente il commando e ignorando le proteste di SP-99, corse per trovare Dar'Nala solo per essere testimone della sua cattura da parte di alcuni Imperiali. La Togruta ordinò alla sua ex studente di scappare e informare il Consiglio, e Shan prese un capsula di salvataggio assieme a SP-99 prima che gli Imperiali catturassero anche lei.

Il suo guscio di salvataggio venne poi trovato nel settore di Barma da una nave d'attacco Mandaloriana diretta ai mercati di schiavi Geonosiani ma una navetta d'assalto di classe Rendaran pilotato dal Maestro Jedi Orgus Din e dal Tenente Harron Tavus localizzò il segnale di soccorso del guscio di salvataggio e distrusse la nave schiavista prima che potessero catturare Satele. Satele raccontò, subito dopo essere salvata, la sua storia e Orgus Din decise che il Maestro Zym doveva venir allertato immediatamente. Satele protestò che dovevano anche salvare Dar'Nala e Tavus la derise ma Orgus Din si trovò d'accordo che avevano bisogno di maggiori informazioni sull'attacco prima di poter giudicare. Il gruppo contattò il Gran Maestro Zyn dalla loro nave e Satele fu costernata nell'apprendere che una trasmissione imperiale intercettata riportava la morte di Dar'Nala. Rattristata dalla perdita della sua ex-maestra, Satele accompagnò i due nella loro missione originale di far rispettare il cessate il fuoco sul vicino pianeta Balmorra, dove Orgus Din forzò il suo ex-studente Fortris Gall a ritirarsi dal campo di battaglia. Dopo aver completato la loro missione su Balmorra, il gruppo di preparò ad andare su Dantooine, ma la richiesta di Satele di guidare la missione venne respinta da Orgus Din, che prevedeva di rimanere su Balmorra mentre Gall e Tavus andavano a Dantooine con lei.

Mentre stavano attraversando il settore di Raioballo, Tavus approcciò Satele con la possibilità di iniziare una relazione romantica ma lei gli ricordò i suoi voti Jedi; la loro conversazione venne interrotta da SP-99 che avvertiva del loro arrivo su Dantooine e Tavus informò Shan che la sua offerta era ancora valida se avesse deciso altrimenti. Incontrandosi con il Maggiore Dael alla Base D-55 su Dantooine, i due rimasero costernati nell'apprendere dal Senatore Am-Ris che il Gran Maestro Zyn era stato ucciso e che una bomba era appena esplosa al Palazzo del Senato. Con il Trattato di Coruscant in sgretolamenteoa causa degli eventi recenti, Am-Ris ribadì i suoi ordini di ritirarsi a Dael e concluse la holotrasmissione con la speranza che Tavus e Satele fossero in grado di convincere il maggiore ad eseguire gli ordini. Con sorpresa di Satele, Tavus non obiettò al rifiuto di Dael e il tenente decise di ritornare alla loro nave fino a quando Satele non fosse ritornata in se e non avesse realizzato che non valeva la pena proteggere il Trattato. Nonostante la partenza di Tavus, Satele ribadì il suo impegno per la missione e rimase a parlare con Dael.

Poco dopo, il Maestro Din arrivò su Dantooine con il cacciatore di taglie Braden che aveva catturato su Nar Shaddaa. Dopo aver appreso il nome di Satele, Braden consegnò il messaggio che gli era stato consegnato da Dar'Nala prima della sua morte: Dar'Nala credeva che il Trattato stesse venendo sabottato da Darth Baras. Ciò confuse Satele, che aveva sentito Baras più impegnato nel Trattato che Dar'Nala stessa, ritornò alla nave per incontrare Tavus ma, con sua sorpresa, trovò soltanto SP-99 pesantemente danneggiato, poichè Tavus aveva colpito il droide dopo averlo trovato a spiarlo. Il droide protocollare fu a malapena in grado di comunicare che Tavus era andato alle rovine dell'Enclave Jedi prima di perdere potenza e Orgus Din la chiamò proprio allora per riferirle che Braden era fuggito; Orgus Din ordinò a Satele di rimanere lì fino al suo ritorno ma lei decise di seguire Tavus da se e si diresse all'Enclave. Seguendo la Forza, Satele entrò nella Grotta di Cristallo vicino all'Enclave per trovare un feroce scontro a fuoco in corso: Darth Angral, Darth Baras e diversi soldati Sith si stavano scontrando con Tavus, Fortris Gall, un cacciatore di taglie Wookie di nome Dalborra e, con stupore di Satele, la Maestra Dar'Nala. Sorpresa vedendo la sua ex-maestra viva, ciononostante Satele prese parte al combattimento della Togruta contro Darth Baras.

Satele affronta Baras.

Baras rivelò che uno degli scopi del Trattato era mostrare ai Jedi la loro stessa ipocrisia e odio verso i Sith e Dar'Nala dimostrò il suo punto ammettendo che era lei dietro sia all'attacco dell'Envoy che al bombardamento del Senato. Il Sith tentò poi di convincere Satele a diventare una Sith, affermando che lei apparteneva all'altro lato della guerra ma Satele si allontanò, rendendosi conto che il Sith li stava manipolando. Gridando a Tavus, che aveva costretto a terra un Darth Angral disarmato e si preparava ad ucciderlo, lei gli disse di fermarsi. Dar'Nala infuriata balzò verso il soldato quando questo si rifiutò di uccidere il Sith e spinse da parte Gall quando il Jedi confuso tentò di bloccare il suo attacco. La Maestra Jedi caduta ordinò a Dalborra, che era sotto il suo controllo mentale, di uccidere Gall ma il Wookie riuscì invece a rompere la presa che lei aveva su di lui e uccise Dar'Nala con un singolo colpo alla testa. Satele corse al fianco di Dar'Nala mentre Dalborra abbandonava la grotta e Darth Angral prendeva l'occasione per riprendere la sua spada in mano e lanciare Tavus attraverso la grotta con la Forza. I Sith si prepararono a continuare la battaglia ma Satele trattenne i suoi compagni e informò Angral che lo scontro era finito. Baras si trovò d'accordo con Shan e se ne andò con il suo compagno Sith non prima però di averla avvertito che i Sith erano nella sua eredità; il lato oscuro era il destino di tutti gli eredi di Revan. Ritornando alla superficie, il trio spiegò quello che era successo nelle grotte al Maestro Din, anche se nessuno dei tre menzionò vari dettagli o spiegò il ruolo di Dar'Nala negli eventi recenti. Orgus Din rimase sospettoso ma soddisfatto e accettò la storia con la loro promessa che il Trattato non sarebbe stata danneggiato ulteriormente.

Gran Maestra dell'Ordine Jedi

"Sono semplicemente stanca. Come te, voglio una soluzione veloce a questi tempi." "Ma non attraverso la guerra." "No se si può evitare, no." -Satele e il suo Padawan.

La Gran Maestra.

Poco dopo gli eventi su Dantooine, Satele si imbarcò in viaggio attraverso la galassia esplorando nuovi mondi e facendo nuovi alleati mentre lei seguiva la chiamata della Forza che sentiva attraverso la meditazione profonda. Durante questo periodo, pose fine alla Guerra Eberon-Kashyyyk e si fece nemico anche un individuo di nome Thresh-ahantu Azuloz. Finalmente nel 3.651 BBY, la Forza le rivelò una rotta iperspaziale dimenticata che la guidò nelle profondità del Nucleo Profondo dove lei scoprì il mondo natale dei Jedi da lungo dimenticato: Tython. Per questo successo, a Satele venne concesso il grado di Maestro Jedi e le venne dato un posto nel Consiglio Jedi; poco tempo dopo la sua nomina, l'Ordine venne informato che il Tempio Jedi su Coruscant non sarebbe stato ricostruito. Alla luce della notizia, il Consiglio decise che l'Ordine avrebbe spostato il suo quartier generale su Tython. Dal 3.645 BBY, il Consiglio nominò Satele Gran Maestro dell'Ordine e lei guidò l'Ordine attraverso la Guerra Fredda mentre ricostruivano le proprie file e recuperavano dalla guerra. Ad un certo punto di questo periodo, Satele prese il giovane Kifar Shigar Konshi come suo Padawan.

Intorno al 3.643 BBY, il Cancelliere Supremo Dorian Janarus avvicinò il Consiglio con la richiesta che il Maestro Oteg assumesse il grado di Ammiraglio di Flotta; dopo aver meditato sulla faccenda, Satele decise che Oteg avrebbe giocato un ruolo cruciale nel conflitto in avvicinamento e accettò la richiesta di Janarus. Al posto di Oteg giunse Oric Traless; qualche tempo dopo, Satele e il suo Padawan Konshi si trovavano su Coruscant per incontrare il Comandante Supremo e Generale Elin Garza quando il Consiglio decise che il suo Padawan non era pronto per le Prove Jedi. Sentendo il suo disappunto e il conflitto d'emozioni, lei gli consigliò di farsi una passeggiata mentre lei si presentava ai suoi meeting. Durante la passeggiata, Konshi si trovò coinvolto in uno scontro a fuoco con un Mandaloriano armato chiamato Dao Stryver che stava attaccando alcune forze del Sole Nero. Styver fuggì nonostante gli sforzi di Konshi e del soldato della Repubblica Larin Moxla, ma Moxla apprese che Styver stava cercando una cosa chiamata Cinzia e una persona chiamata Lema Xandret. Konshi riportò immediatamente questi eventi alla sua maestra che li inoltrò al Comandante Supremo prima di contattare Tython per i suoi meeting precedenti. Più tardi Satele incontrò Konshi vicino al Centro di Giustizia Galattica dove gli dette tutte le informazioni che il Servizio Informazioni Strategiche della Repubblica aveva raccolto sulla Cinzia e su Lema Xandret: la Cinzia era una nave che l'Hutt Tassaa Bareesh stava mettendo all'asta, mentre Lema Xandret era qualcuno legato alla storia della nave. Sentendo che Konshi aveva messo in moto qualcosa, il Gran Maestro decise di mandare il suo apprendista assieme a Larin Moxla a Nal Hutta per investigare sull'asta.

La missione di Konshi scoprì l'esistenza dei droidi conosciuti come hex, droidi da combattimento trasportati dalla Cinzia, e l'asta di Bareesh andò in fumo quando i droidi apparvero e portarono distruzione all'asta. Il Padawan e Moxla furono in grado di fuggire da Hutta con l'inviato della Repubblica Ula Vii e il contrabbandiere Jet Nebula sulla nave del contrabbandiere Auriga Fire e Konshi contattò la sua maestra per chiederle consiglio sulle mosse successive. Satele fu turbata in particolare da due aspetti del report del suo apprendista: i droidi si adattavano in combattimento e assieme alla delegazione Imperiale all'asta nel palazzo di Bareesh c'era anche un'apprendista Jedi chiamata Eldon Ax. Poichè Konshi prevedeva di utilizzare la psicometria per scoprire la fonte degli hex, Satele raccolse una task force della Repubblica e raggiunse il punto rendezvous a Honoghr; usando i sui poteri, l'apprendista di Satele seguì gli hex fino ad un pianeta sconosciuto chiamato Sebaddon: un pianeta vicino ad un buco nero, molto al di sopra del disco galattico.

Satele lo seguì presto e giunse nel sistema di Sebaddon a bordo della Corellia, un incrociatore a capo della task force repubblicana e sotto il comando del Colonnello Gurin. Satele tentò di contattare i coloni di Sebaddon compagni della Xandret tre volte prima di ricevere una risposta: un voce femminile diceva di non riconoscere l'autorità della Repubblica e che volevano solo essere lasciati soli. Mentre la conversazione continuava, da Sebaddon vennero lanciati otto missili contro la flotta della Repubblica e le forze repubblicane furono in grado di distruggerne soltanto sette con l'ottavo che riuscì a colpire la Corellia.

Con sgomento della Repubblica, i missili non erano semplici testate ma era composti a loro volta da migliaia di hex e i proiettili "distrutti" presero velocemente il controllo di diverse navi della Repubblica. La sezione della Corellia in cui si trovava Satele rimase in gran parte intatta e il Gran Maestro fu in grado di sigillarsi in una sezione pressurizzata della nave.; contattò il suo padwan per rendergli nota la sua situazione e Konshi usò una delle tute ambientali per salvarla. Mentre aspettava che Konshi la trovasse, il Gran Maestro venne avvicinata da almeno una dozzina di hex ma lei fu in grado di influenzare la loro parte organica in modo da arrestare la loro avanzata. Tuttavia, non fu in grado di far andar via gli hex e ciò forzò il suo Padawan a camminare attentamente tra gli hex fino a raggiungere la porta bloccata per portar via il Gran Maestro. Satele usò uno scudo della Forza per trattenere l'aria intorno a se mentre Konshi si apriva la strada fuori dal relitto della nave in modo da raggiungere l'Auriga Fire. Mentre Konshi stava salvando il Gran Maestro, una flotta Imperiale entrò nel sistema e poco dopo il Mandaloriano Stryver contattò l'Auriga Fire con istruzioni per incontrarlo su una luna vicina.

Satele e Konshi si incontrarono con Stryver a bordo della First Blood, la sua nave, e rimasero sorpresi dall'incontrare anche l'apprendista Sith di Nal Hutta con il suo Maestro. Stryver spiegò che la creatrice degli hex, Lema Xandret, aveva originariamente avvicinato i Mandaloriani con i suoi droidi sperando di formare un'alleanza per abbattere l'Impero Sith. I droidi della Xandret aveva incuriosito Mandalore il Vendicativo ma i Mandaloriani realizzarono presto che gli hex erano in realtà un flagello per la galassia: la Xandret aveva perso il controllo dei suoi droidi poco dopo aver contattato i Mandaloriani e i droidi, programmati per distruggere e con una incredibile velocità di replicazione, avrebbero distrutto la galassia nel giro di pochi anni. Questa era la ragione per cui Stryver aveva portato l'Impero e la Repubblica a Sebaddon: solo insieme i due poteri galattici avrebbero potuto distruggere il flagello della galassia e garantire così la sua sicurezza. Anche se entrambe le fazioni inizialmente contestarono una tale alleanza, alla fine si trovarono d'accordo su una temporanea cessazione delle ostilità in modo da eliminare gli hex. Come parte dell'assalto combinato, Satele avrebbe guidato un team d'attacco per distruggere il centro di coordinamente degli hex mentre un'altro gruppo, guidato da Larin Moxla, avrebbe attaccato la fabbrica principale. Nonostante le sue preoccupazioni, il Gran Maestro accettò la richiesta di Darth Chratis, il Signore dei Sith al comando delle forze Imperiali, di scambiarsi i rispettivi padawan.

Quando la battaglia iniziò, Satele e il resto delle forze alleate calò sulla superficie di Sebaddon usando dei paracadute a razzo, iniziando presto a pedinare Eldon Ax per parlare con l'apprendista di Darth Chratis. Una volta che i soldati alleati trovarono un'entrata al complesso dell'intelligence di coordinamento, il Gran Maestro guidò la carica all'interno, distruggendo centinaia di hex sia con la Forza che con la sua spada laser. La task force congiunta realizzò però di non essere in grado di penetrare nella struttura principale del complesso per raggiungere il loro obiettivo, cosi Satele dovette ritirarsi e cercare qualcosa che potesse fare il lavoro al posto loro: un trasporto danneggiato si stava dirigendo dritto verso il complesso. Il trasporto colpì un complesso minerario sotterraneo sotto l'impianto ma un'esplosione di quella che sembrava lava prese sia Satele che Eldon Ax prima che potessero allontanarsi. Con loro sorpresa, le due scoprirono che non era lava ma un fluido rossastro caldo che formava un lago al cui interno era nascosta, ben sotto la superficie, una nave Imperiale. Satele e Eldon Ax salirono a bordo della nave e trovarono una grossa vasca verde piena dello stesso fluido rosso in uno dei compartimenti della nave e presto realizzarono che il fluido era una sorta di materiale organico che dava agli hex una parvenza di vita e che la vasca conteneva un clone di Eldon Ax.

Il clone spiegò al Gran Maestro che Eldon Ax era infatti la figlia della Xandret, un fatto che l'apprendista Sith aveva nascosto, e che il fluido in cui era immersa sopprimeva i suoi poteri della Forza. La conversazione successiva con il clone rivelò che la Xandret aveva infuso nei droidi la sua stessa mente, ma i resti della Xandret conservati all'interno del fluido uccisero il clone quando questo tentò di fermare i droidi hex. Con le sue ultime parole, il clone fu in grado di istruire Eldon Ax su come prendere il controllo degli hex e le due ritornarono in superficie per vedere se ciò fosse riuscito. Il controllo sugli Hex esercitato da Eldon Ax le permise di concludere la battaglia in pochi minuti e Satele si riritò con il resto delle forze della Repubblica mentre Eldon Ax usava gli hex per uccidere il suo Maestro prima di distruggerli ponendo così fine alla minaccia che rappresentavano per la galassia. All'indomani del conflitto, che venne etichettato come Operazione Indipendente Sebaddon, Satele rimase orgogliosamente accanto al suo Padawan quando venne ritenuto idoneo per le Prove Jedi e ritornò a Tython con il suo apprendista in modo che potesse diventare un Cavaliere Jedi.

I misteri di Tython

"Prendere una vita influenza la Forza Vivente e quello che esegue l'uccisione. Per questo i Jedi entrano in battaglia con calma, con la ragione. Emozioni come paura e rabbia portano al lato oscuro."
―Satele Shan, al Padawan che aveva sconfitto Callef[fonte]

Ad un certo punto dopo il ritorno a Tython, il Gran Maestro e il resto del Consiglio si trovarono coinvolti nel recente conflitto con i Pellegrini Twi'lek del Villaggio Kalikori; il villaggio era tecnicamente un insediamento illegale e l'Ordine si limitava ad aiutare gli abitanti del villaggio nella loro lotta contro i selvaggi Razziatori di Carne nativi che razziavano regolarmente il villaggio. Tuttavia, il risentimento degli abitanti del villaggio di Kalikori verso i Jedi raggiunse il suo picco quando un abitante del villaggio, Nalen Raloch, venne sedotto dal lato oscuro e divenne pazzo a causa del fantasma della Forza di Rajivari, uno dei fondatori dell'Ordine Jedi e istigatore delle Guerre della Forza che avevano devastato Tython oltre 20mila anni prima. Fortunatamente per l'Ordine, l'apprendista del membro del Consiglio Youn Par sconfisse Raloch prima che potesse distruggere la Forgia, l'antica macchina usata dai padawan dell'Ordine per costruire le loro spade laser come parte delle loro prove, e Raloch venne portato al Tempio Jedi per venire curato. Satele supervisionò di persona il trattamento del Twi'lek e poi partecipò ad una riunione del Consiglio con Youn Par, il suo apprendista, Jaric Kaedan e Syo Bakarn. Tenendo in conto il parere dell'apprendista, Satele e il resto del Consiglio decisero di aprirsi verso il villaggio di Kalikori per tentare di sanare la frattura tra Twi'lek e Jedi e Raloch venne preso per l'addestramento Jedi. L'apprendista di Youn Par venne elevato al rango di Jedi dell'Ordine ma Youn Par crollò svenuta a metà della riunione; il Consiglio e i guaritori del Tempio furono in grado di scoprire che lei soffriva di un qualche tipo di malattia e decisero di mandarla, assiema al suo ex-padawan, a Coruscant nella speranza che gli artefatti Jedi dal Tempio Jedi in rovina potessero aiutare la malattia che sembrava incurabile.

Circa nello stesso periodo, un altro conflitto esplose su Tython ma questo coinvolgeva i Razziatori di Carne. Quando i Razziatori di Carne invasero la regione delle Tythonian Gnarls e attaccarono l'avamposto Jedi situato lì, i Jedi riuscirono a respingere l'attacco dei nativi ma l'attacco si concluse solo quando un giovane iniziato Jedi riuscì a sconfiggere il Jedi Oscuro Callef che comandava i Razziatori di Carne. Il Maestro Din sigillò la grotta che i Razziatori di Carne usavano per arrivare alla Gnarls e ordinò all'apprendista di incontrarlo al Tempio Jedi ma il Gran Maestro, venuto a conoscenza di quello che era accaduto nelle Gnarls, contattò il giovane studente quando questi stava ancora arrivando al Tempio. Satele chiese all'apprendista di incontrarsi con lei nella sua camera personale prima della riunione del Consiglio e insieme discussero del Codice Jedi e dei pericoli delle emozioni.

Nella riunione, Satele e gli altri Maestri furono sorpresi quando Orgus Din annunciò la sua intenzione di prendere l'apprendista che aveva sconfitto Callef come suo padawan, il primo da quando il suo precedente apprendista Bengel Morr era rimasto ucciso durante il Sacco di Coruscant una decade prima. Dopo aver riflettuto sull'oscura presenza di cui il Consiglio era appena venuto a conoscenza, Satele credeva che la fonte fosse su Coruscant e perciò mandò il Maestro Kiwiiks con la sua padawan Kira Carsen per investigare. Ma nei giorni successivi, Orgus Din e il suo nuovo apprendista scoprirono la verità dietro il recente aumento degli attacchi dei Razziatori di Carne: erano infatti comandanti da Bengel Morr che era sopravvissuto alla distruzione del Tempio Jedi su Coruscant ed era passato al lato oscuro. Dopo che il Padawan sconfisse Bengel Morr in duello e salvò il Maestro Din, che era stato tradito dagli abitanti del villaggio Kalikori e catturato, Satele e il resto del Consiglio elevarono lo studente al rango di Cavaliere Jedi. Quando il Gran Maestro chiese al Cavaliere Jedi appena promosso la sua opinione su cosa andava ora fatto riguardo agli abitanti del Villaggio, il giovane Jedi credeva che l'Ordine dovesse aiutare i Twi'lek del villaggio per evitare che si rivoltassero di nuovo.

La riunione venne interrotta da una chiamata prioritaria dal Maestro Kwiiks, che confermò i loro sospetti secondo cui qualcosa di malvagio stava lavorando sulla capitale e il Gran Maestro decise di mandare sia Orgus Din che il suo ex studente per assisterla. Il Gran Maestro poi accompagnò un convoglio dell'esercito della Repubblica che stava trasportando un disertore Imperiale di alto livello, nome in codice Il Generale. Iil convoglio subì l'imboscata da parte della Marina Imperiale, forzando Satele a mandare il Generale a bordo della corvetta di classe Thrante Brentaal Star, mentre lei, con il resto della flotta, respingeva l'attacco. Il Gran Moff Rycus Kilran aveva però saputo della posizione della Breental Star e mandò il trasporto di classe Gage Black Talon ad attaccare la corvetta e catturare il disertore. Per quando Satele assieme alle sedici navi rimaste del convoglio riuscì a disimpegnarsi dai loro attaccanti, paralizzando nel processo tre dreadnaught Imperiali, una squadra d'attacco Imperiale si apprestava a salire a bordo della Breental Star danneggiata e a catturare il Generale, mentre le richieste del Gran Maestro di ritirarsi e rispettare il Trattato di Coruscant rimanevano inascoltate. Il convoglio di Satele corse in aiuto della Breental Star ma quando arrivò gli Imperiali avevano già catturato o eliminato il Generale e la Black Talon se n'era già andata.

Durante questo periodo, il Jedi su Coruscant aveva scoperto la fonte dell'oscura presenza, un Signore dei Sith chiamato Tarnis, uno degli scienziati migliori nel progetto per la superarma Planet Prison, e aveva anche scoperto che Tarnis aveva in mano molti files riguardanti tutti i progetti di superarmi della Repubblica pronti da dare all'Impero. Orgus Din, Bela Kiwiiks e l'Agente Galen vennero mandati a rendere sicuri gli impianti della Repubblica fuori dal pianeta mentre l'ex-apprendista di Orgus Din unì le forze con Kira Crasen per sconfiggere Tarnis nelle profondità del Tempio Jedi prima che potesse usare la Planet Prison contro la capitale della Repubblica. La sconfitta di Tarnis da parte del Cavaliere Jedi garantì a quest'ultimo l'ira del padre, Darth Angral, che dichiarò una guerra personale contro la Repubblica e i Jedi al fine di ottenere la vendetta per la morte di suo figlio. Satele venne contattata dal vecchio amico di Orgus Din Var Suthra, il generale in carica dei progetti della Repubblica sulle superarmi, e Satele autorizzò il giovane Cavaliere Jedi a lavorare con Suthra per fermare la crociata di Angral. Il Gran Maestro assegnò anche Kira Carsen come Padawan del Cavaliere in assenza della Maestra Kiwiiks e gli augurò buona fortuna prima che i due partissero per Ord Mantell con il loro droide astromeccanico T7-O1.

Guidando gli eroi dell'Ordine

"Hai detto che il suo nome era—" "—classificato." "… Vedo. C'è… nient'altro che vuole dirmi?" "Non più. È stato un onore, Gran Maestro Satele Shan." -Satele e Theron Shan

A quel punto, Satele aveva iniziato a lavorare anche con i Corpi di Risposta d'Emergenza della Repubblica per affrontare le crisi che minacciavano la fragile pace e una situazione nell'Orlo Esterno venne portata alla sua attenzione. L'Egemonia Advozse, una fazione politica xenofoba degli Advozsec, aveva acquisito una stazione da battaglia prototipo nome in codice "Hammer" che usava asteroidi per bombardare le superfici planetarie. La stazione era stata progettata durante la Grande Guerra ma quando ci si rese conto del potenziale distruttivo del progetto, venne impostato l'autopilota del prototipo per farlo andare a collidere con una nana bianca vicina. Un guasto meccanico spense i motori della stazione prima che fosse distrutta e l'Egemonia l'aveva riscoperta alcuni mesi prima. La stazione arrivò all'attenzione della Repubblica quando l'Egemonia bombardò la capitale del pianeta Skine che aveva rifiutato di arrendersi e Satele chiamò a raccolta tutti i Jedi e gli eroi della Repubblica disponibili; formata una piccola squadra d'attacco a bordo della Stazione Carrick, il Gran Maestro informò la squadra sulla situazione e li mandò ad infiltrarsi sulla Hammer sopra Saleucami. Tuttavia anche Darth Malgus, omologo di Satele nell'Impero, aveva raccolto, nello stesso tempo, una squadra d'attacco per distruggere la stazione e solo una delle due squadre sopravvisse all'attacco.

Poco tempo dopo, un'altra crisi scoppiò ma questa coinvolgeva una potente minaccia dal lato oscuro. Un gruppo di ricerca archeologica stava scavando in alcune rovine Sith sul pianeta Athiss quando l'Ordine ricevette un segnale d'aiuto dal pianeta che coincideva con l'improvvisa sensazione provata dal Consiglio di un'intenso disturbo nella Forza. Convocando diversi potenti Jedi e altri alleati fidati, il Gran Maestro mandò una squadra d'attacco ad Athiss per investigare e dove si scontrarono con una forza d'attacco Sith per recuperare degli artefatti Sith e contenere la minaccia del lato oscuro. Le due squadre eliminarono i primitivi adoratori del Signore dei Sith Vodal Kressh che era stato esiliato su Athiss centinaia di anni prima e la distruzione dei servitori di Kressh pose fine alla possibilità che la loro influenza si potesse espandere nella galassia. Il Gran Maestro era ancora su Tython quando l'ex-studente di Orgus Din e Kira Carsen arrivarono e rivelarono che Kira era nata nell'Impero. I due avevano inseguito gli agenti di Agral attraverso la galassia quando vennero attirati in una trappola operata dal Sith Valis per catturare Kira che la portò a rivelare il suo passato al suo maestro dopo aver sconfitto il Sith. Dopo che Satele riunì alcuni membri del Consiglio che si trovavano su Tython, Kira raccontò tutta la sua storia: nata come servitrice dell'Imperatore, aveva rischiato di diventare un'emanazione della sua volontà ma era riuscita a sfuggirle fino a venir trovata da Bela Kiwiiks su Nar Shaddaa. Il Maestro Kaedan chiese immediatamente l'imprigionamento di Kira ma Tol Braga si trovò in disaccordo, il Consiglio aveva già appreso dell'esistenza dei Figli dal suo stesso Padawan Sajar, un ex Consigliere Oscuro che Braga aveva riportato al lato chiaro della Forza. Mentre la conversazione proseguiva, Satele raggiunse e sondò con la Forza Kira ma non trovò alcuna traccia del lato oscuro e il Gran Maestro venne convinta dal Maestro di Kira che lei non avrebbe mai tradito l'Ordine e perciò Satele decise di permettere a Kira di rimanere una Jedi.

Nello stesso periodo, Satele ritornò alla sua camera nel Tempio Jedi per scoprire che non era sola; sentendo un visitatore nella Forza, chiese di rivelarsi e venne accolta da un uomo alto, dai capelli scuri e con un impianto cibernetico sopra uno degli occhi. Informando il Gran Maestro che il Maestro Nagani Zho era morto, le dette la spada laser di Ngani Zho e le spiegò che era morto per salvare gli altri. Satele riconobbe qualcosa nell'uomo e realizzò che era suo figlio Theron, anche se lui non dette alcun segno di averla riconosciuta. Quando l'enclave Jedi su Rhinnal venne attaccata da una nave da guerra Imperiale e la fregata della Repubblica Toron Voq venne distrutta mentre investigava, la Repubblica credeva che l'Impero aveva attaccato e che aveva così rotto il Trattato. Il Gran Maestro venne profondamente scosso dall'attacco all'enclave Jedi poichè sentì le morti simultanee di molti Jedi. Tuttavia, una trasmissione codificata da Darth Malgus diretta al Consiglio Oscuro venne intercettata e rivelò che anche la fortezza di un Sgnore dei Sith chiamato Senu e un'altra fortezza avevano subito un destino simile e che l'attaccante era la Red Reaper, ammiraglia del Purosangue Sith Darth Ikoral. Ikoral desiderava eliminare tutti i non-purosangue dalla galassia e quando la Red Reaper venne individuata vicino al mondo agricolo di Chandrila, Satele mandò immediatamente una squadra d'attacco della Repubblica ad abbordare la nave e a sconfiggere Ikoral proprio come Malgus. Posti tra le due squadre, Ikoral e le sue forze vennero sconfitti, la Red Reaper distrutta e la Repubblica guadagnò dati astrografici strategici.

Il Gran Maestro venne allertato dalla Repubblica del furto della Allusis, un incrociatore di classe Valor altamente avanzato che si trovava in riparazione ai Cantieri navali di Fondor, e riunì una squadra d'attacco per riprendere la nave dal Clan Mandaloriano Varad che stava usando la nave per saccheggiare i pianeti del settore di Tamarin. L'Impero stava tentando di distruggere l'Allusis dopo che il Clan Varad aveva attaccato diversi pianeti imperiali e Satele guidò una flotta della Repubblica per ingaggiare sia l'Allusis che la flotta Imperiale mentre la sua squadra d'attacco saliva a bordo della Allusis e tentava di prenderne il controllo. Nello stesso tempo anche la squadra imperiale salì a bordo e alla battaglia con la conseguente cattura dell'Allusis e sopravvisse soltanto una delle due squadre.

Poco dopo un'altra crisi esplose stavolta su Cademimu V; Cademimu era un deposito di armamenti, tra cui missili, che riforniva le difese della Repubblica sui mondi lungo la rotta commerciale Celanon Spur e, quando la Repubblica tentò di mettere sotto inchiesta il governatore Chornarov per corruzione e altri crimini, quest'ultimo dichiarò il pianeta indipendente. Con l'aiuto del Movimento Separatista Mantelliano che era stato recentemente sconfitto nella Guerra Civile su Ord Mantell, Chornarov dichiarò la corte marziale facendo sbarcare le forze del Generale Ortol per mantenere il controllo. Il nuovo governo aveva anche preso il controllo dei depositi di missili del pianeta, assicurandosi così che nè la Repubblica nè l'Impero potessero lanciare un'invasione su larga scala, e sia il Gran Maestro che Darth Malgus mandarono le loro squadre d'assalto per infiltrarsi su Cademimu e bloccare le armi. Sia la Repubblica che l'Impero mandarono le rispettive flotte nel sistema di Cademimu per assicurarsi di poter prendere velocemente il controllo del pianeta ma soltanto uno dei due poteri galattici fu in grado di conquistare i depositi di missili e conquistare così il pianeta.

Assemblata nuovamente un'altra squadra d'attacco, stavolta per salvare il Jedi Ako Domi, catturato alla Battaglia di Sullust e imprigionato su Nar Shaddaa, e questa tornò vittoriosa, il Gran Maestro mandò un messaggio di ringraziamento a coloro che parteciparono al salvataggio del Jedi.

La crisi con Darth Angral raggiunse il suo picco quando il Signore dei Sith, avendo ucciso il Maestro Orgus Din e costruito la superarma conosciuta come Desolator, provò la superarma sul mondo agricolo della Repubblica di Uphrades prima di lanciare un assalto a Tython. La nave da guerra di Angral, l'Oppressor, lanciò diversi mini-colpi della tecnologia Desolator così da ionizzare l'atmosfera del pianeta, impedendo ai Jedi di lanciare alcun caccia e costrigendo il Gran Maestro a limitarsi a lanciare una richiesta di pericolo. Fortunatamente per l'Ordine, l'ex-Padawan di Orgus Din aveva scoperto Uphrades poco dopo la partenza di Angral e il Generale Suthra aveva ritrasmesso il segnale di pericolo di Satele al Cavaliere. Assieme a Kira Carsen e a T7-O1, il Cavaliere riuscì a salire a bordo dell'Oppressor sopra Tython e a disabilitare l'Oppressor, permettendo all'Ordine di lanciare i suoi caccia. Mentre il Cavaliere e Kira Carsen riuscirono a sconfiggere Angral sul ponte dell'Oppressor, i caccia stellari Jedi iniziarono a bombardare la nave per distrugerla e porre fine alla minaccia posta dal Desoletor. Quando il Cavaliere con la sua Padawan giunsero sulla superficie di Tython, Satele apprese che l'Imperatore aveva tentato di prendere il controllo di Kira ma che lei aveva troncato qualsiasi legame con l'Imperatore e, come risultato di ciò, il Gran Maestro promosse la Padawan al grado di Cavaliere Jedi e dette al Cavaliere Jedi il titolo cerimoniale di Eroe di Tython per il suo servizio.

Ritorno alla guerra

Contro l'Impero

Satele: "Syo, per favore. Dimmi che non è vero." Primo Figlio: "Ho paura che non possa. Credo che ora sia il turno di Syo di tacere, e guardare. Il destino mi ha posto una sfida. Avevo sperato di avere più tempo, ma tutte le cose devono adattarsi o morire." Barsen'thor: "Rilascia Syo Bakarn, immediatamente." Primo Figlio: "Lui è fuori dalla tua portata, Jedi. Nel luogo che sono stato costretto ad occupare. Tu mi hai gentilmente affidato i Guardiani Titolari. E io, a mia volta, li ho affidati ai miei fratelli e sorelle. Addio, Jaric, Satele ... e grazie." -Satele e il Barsen'thor parlano con il Primo Figlio


Con la galassia che stava discendendo in una nuova guerra, il membro del Consiglio Tol Braga avvicinò il Gran Maestro con un piano audace: una squadra d'attacco avrebbe catturato l'Imperatore Sith in persona e l'avrebbe portato su Tython dove sarebbe stato convertito al lato chiaro della Forza. Come parte del piano di Braga, il Cavaliere Jedi Jomar Chul perlustrò il sistema di Dromund anche se venne inseguito e abbattuto sopra Tatooine. Jomar Chul venne salvato dall'Eroe di Tython che era stato guidato dal Jedi dalle istruzioni del fantasma della Forza di Orgus Din, e Tol Braga e Satele ordinarono all'Eroe di portare i dati dei sensori di Chul a Tython mentre il Jedi Zabrak attendeva le cure mediche. Il Gran Maestro autorizzò la missione di Braga e permise al Maestro Jedi di reclutare l'Eroe per la squadra d'attacco ma quando la squadra completò i preparativi, Jomar Chul ebbe una visione della Forza che gli mostrò l'Eroe cadere al lato oscuro e per questo si confrontò con il Consiglio. Nonostante le proteste di Jomar Chul e del Maestro Kaedan, Satele permise alla missione di procedere, ma la visione di Chul si avverò quando l'Imperatore portò l'intera squadra d'attacco al lato oscuro e li addestrò come suoi servitori per mesi.

Solo l'Eroe di Tython fuggì all'Imperatore grazie al fantasma della Forza del Maestro Din e all'improbabile aiuto della Rabbia dell'Imperatore Lord Scourge, che liberò i compagni del Cavaliere e promise di spiegare le sue azioni una volta giunti su Tython. Qui, davanti al Consiglio, il Signore dei Sith rivelò il suo passato: centinaia di anni prima aveva previsto la distruzione della galassia per mano dell'Imperatore e la visione gli aveva mostrato che solo l'Eroe di Tython era in grado di fermare l'Imperatore. L'Imperatore stava tentando di ripetere il rituale del lato oscuro che gli aveva garantito l'immortalità oltre un centinaio di anni prima ma su scala galattica; un'impresa che avrebbe ucciso ogni cosa vivente nella galassia. Tuttavia, l'Imperatore abbisognava del sacrificio di miliardi di morti simultanee e Scourge esortò l'Eroe e il Consiglio a fermare i piani dell'Imperatore sul pianeta prigione di Belsavis. Con costernazione di Kaedan, Satele decise che l'aiuto di Scourge sarebbe stato essenziale per fermare l'Imperatore e permise così al Signore dei Sith di accompagnare l'Eroe a Belsavis mentre il Gran Maestro mandava una Jedi chiamata Enna Tabord in anticipo per investigare.

Per quando l'Eroe arrivò su Balsavis, le investigazioni di Satele avevano identificato la presenza di un servitore d'alto grado dell'Imperatore, l'Esecutore Krannus. Scourge confermò che Krannus era molto probabilmente l'agente di distruzione destinato dall'Imperatore e il Gran Maestro dette le coordinate di Enna Tabord all'Eroe così che potesse incontrare l'altra Jedi sulla superficie. Satele tentò anche di avvisare l'amministrazione della prigione della presenza su Belsavis del Cavaliere ma il caos provocato da un attacco Imperiale sul pianeta le impedì ciò fino a quando non riuscì a localizzare il Colonnello Bartaph, l'ufficiale in carica dei rinforzi militari che erano stati mandati a rendere sicura la prigione. Bartaph riuscì a mandare una squadra delle Forze Speciali sotto il comando del Sergente Bedd per aiutare l'Eroe nella battaglia finale con Krannus. Dopo aver appreso della vittoria del Cavaliere su Belsavis, Satele mandò l'Eroe alla stazione spaziale Imperiale Korriban's Flame per investigare sulle voci di un incontro tra un Sith di alto grado e anche per trovare Jomar Chul che era sparito in una missione precedente.

Allo stesso tempo, il Senatore Tobas Grell del pianeta Sarkhai, membro del governo scissionista della Rift Alliance, venne rapito sopra Belsavis da un uomo di nome Stark. L'ex studente di Yuon Par, a cui era stato concesso il titolo di Barsen'thor, Guardiano dell'Ordine, e il grado di Maestro Jedi dopo aver risolto una crisi precedente che coinvolgeva una malattia indotta dalla Forza che aveva afflitto Youn Par e altri Maestri Jedi, venne mandato ad investigare sul rapimento di Grel con la figlia Nadia Grell ma i due arrivarono troppo tardi per evitarne la morte. Dopo aver appreso della morte di Grell, che era stato un alleato dell'Ordine Jedi anche dopo la scissione dalla Repubblica della Rift Alliance, il Gran Maestro convocò il Consiglio per fare le condoglianze dell'Ordine a Nadia e alla Rift Alliance. Il Maestro Bakarn mostrò anche le volontà del Senatore, che includevano la richiesta che il Barsen'thor prendesse Nadia come suo Padawan, e Satele informò il Console che lei e il Consiglio avevano deciso di approvare la richiesta di Grell. Prima della fine della trsmissione diretta alla nave del Barsen'thor, il Gran Maestro portò Nadia attraverso il voto tradizionale di onorare il Maestro e il Codice Jedi e dopo Satele ritornò alle sue investigazioni sui piani dell'Imperatore.

Il Cavaliere contattò presto Satele e la informò che la Korriban's Flame era stata una trappola preparata da un membro della squadra d'attacco passato al lato oscuro, Leeha Narezz, ma qualcosa di buono era comunque uscito: l'Imperatore aveva mandato un Sith chiamato Fulminiss sul pianeta Voss, un mondo governato dagli utilizattori della Forza detti Mistici che rifiutavano il Codice Jedi. Mentre l'Eroe attraversava la galassia diretto a Voss, Satele raccolse tutte le informazionì che riuscì sulla possibile situazione sul pianeta e scoprì che Fulminiss comunicava con l'Imperatore attraverso comunicatore criptato. La presenza di diversi disturbatori di segnale nella zona impediva al Jedi di tracciare la posizione precisa di Fulminiss, così il Gran Maestro mandò l'Eroe a disabilitare i disturbatori. Il Cavaliere inseguì Fulminiss attraverso il pianeta in una corsa per impedire al Sith di rilasciare una piaga della follia sul pianeta e alla fine l'Eroe fu in grado di sconfiggere il Signore dei Sith prima che il suo piano giungesse a compimento. Tuttavia, mentre il Cavaliere si trovava su Voss, il Gran Maestro venne avvertita del ritorno di un'altro membro caduto della squadra d'attacco: Warren Sedoru aveva catturato l'ammiraglia della Repubblica Valiant e aveva preso in ostaggio il suo comandante Ammiraglio Dabrin per ottenere informazioni sui piani di guerra della Repubblica. Satele mandò immediatamente l'Eroe a sconfiggere Sedoru e a salvare l'Ammiraglio e durante la missione del Cavaliere, Sedoru rivelò che il Maestro Braga si trovava su Corellia come agente dell'Imperatore.

Dopo aver appreso che alcuni Jedi erano rimasti vivi su Corellia, il Gran Maestro mandò immediatamente una chiamata all'Orlo Esterno e convocò tutti i rinforzi Jedi possibili, organizzandoli nelle Forze Jedi dell'Orlo Esterno e nominando l'Eroe Comandante Supremo di tutte le forze Jedi sul pianeta. Poco dopo l'arrivo dell'Eroe su Corellia, il Barsen'thor arrivò con le forze militari combinate della Rift Alliance per aiutare la Repubblica. Il Console aveva trovato una oloregistrazione danneggiata del Primo Figlio, leader dei Figli dell'Imperatore, e il Gran Maestro si trovava negli Archivi Jedi su Tython con il Maestro Kaedan quando l'equipaggio del Barsen'thor contattò il Tempio per averne l'accesso. Dopo aver appreso la ragione della richiesta, Satele garantì immediatamente al Console l'accesso remoto al sistema degli Archivi. L'oloregistrazione mostrò però una verità terribile: il Primo Figlio altri non era che Syo Bakarn, amico di Satele e membro del Consiglio. Quando contattato, il Primo Figlio rivelò che aveva soppresso la personalità di Bakarn e che aveva dato il controllo delle fortezze note come Guardian Holds ai suoi compagni Figli e ringraziò crudelmente Kaedan e Satele per il loro regalo prima di interrompere la chiamata. Inorriditi, il Gran Maestro e Kaedan guardarono la comunicazione con le Guardian Holds svanire e i due Maestri Jedi ordinarono al Barsen'thor di riconquistare le Guardian Holds con le forze della Rift Alliance. Il Barsen'thor riuscì nel suo intento e sconfisse anche il Primo Figlio in duello, durante il quale Bakarn fu in grado di rompere il controllo del Figlio e bloccarlo nelle profondità della mente. Al momento della sconfitta del Primo Figlio, Satele e il resto dei Maestri vennero improvvisamente a conoscenza della presenza dei Figli nella galassia: senza lo scudo del Primo Figlo, i Figli erano esposti ai Jedi. Satele fu anche contenta di sentire che Bakarn era sopravvissuto e mandò immediatamente dei Jedi a recuperare il suo amico e a riportarlo su Tython dopo aver ritrasmesso la richiesta del Cancelliere Supremo Leontyne Saresh di un incontro con il Barsen'thor.

Allo stesso tempo il Barsen'thor stava reclamando le Guardian Holds, i Jedi dell'Orlo Esterno sotto il comando dell'Eroe di Tython sventarono entrambi i tentativi di Braga di fornire all'Imperatore il sacrificio necessario per il suo rituale e l'Eroe riuscì infine a sconfiggere e a redimere Braga a bordo della nave da guerra Eclipse sopra la capitale di Corellia Coronet City. Da Braga, il Cavaliere apprese che l'Imperatore era debole e che si trovava nel Tempio Oscuro su Dromund Kaas e Satele decise di seguire un corso d'azione radicale: mentre l'Eroe si infiltrava nella capitale Imperiale e si confrontava con l'Imperatore, lei avrebbe guidato la Marina della Repubblica in un assalto a tutto campo del pianeta. Mentre l'Eroe viaggiava da Corellia fino al cuore dell'Impero Sith, il Gran Maestro partì da Tython per unirsi alla flotta d'invasione che era stata raccolta su sua richiesta e quando la sua task force arrivò a Dromund Kaas, ingaggiò la Prima Flotta di Difesa Imperiale in una furiosa battaglia spaziale. Con Satele e l'Ammiraglio Dabrin che guidavano la flotta dalla Valiant, le loro navi presero i difensori imperiali di sorpresa e tennero fermamente l'attenzione del pianeta puntata su di loro, permettendo all'Eroe di arrivare non visto sul pianeta ed entrare nel Tempio Oscuro con l'aiuto di alcuni compatrioti Jedi. Assieme a T7-O1, l'Eroe confrontò e sconfisse l'Imperatore nella battaglia finale e subito dopo informò il Gran Maestro del suo successo prima di ritornare alla flotta. Dopo questa comunicazione Satele ordinò la ritirata immediata verso le Colonie.

Durante la cerimonia a bordo della Valiant alla quale parteciparono molte figure influenti della Republica e alleati dell'Eroe, Satele consegnò all'Eroe e al suo equipaggio la Croce della Gloria, il riconoscimento più alto della Repubblica, e gli concesse il titolo di Maestro Jedi. Il Gran Maestro ritornò poi su Coruscant per un incontro con il Cancelliere, il Barsen'thor e la Rift Alliance dove lei premiò il Maestro Jedi con la sedia, ormai vuota, di Bakarn nel Consiglio Jedi.

Personalità e tratti

Relazioni

Jace Malcom

Harron Tavus

Dietro le quinte

Satele Shan in versione minifigure LEGO.

Le scritte in Aurebesh nella sua biografia nel sito ufficiale di Star Wars: The Old Republic recitano: "I Jedi hanno esiliato sua madre", "sangue di Revan", "figlio segreto".

Presente in

Fonti