Palpatine

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Palpatine 1.jpg
Palpatine
Informazioni biografiche
Pianeta d'origine

Naboo[1]

Nascita

82 BBY (47BrS:8:11) [2]

Morte
Descrizione fisica
Razza

Umano[1]

Sesso

maschio[1]

Altezza

173 cm,[1] prima 178 cm [3]

Capelli

rossi,[4] poi bianchi[5]

Occhi

azzurri,[5] gialli (da Sith)

Equipaggiamento
Arma prediletta

spada laser (rossa)[5]

Informazioni storiche e politiche
Era(e)
Affiliazione
Maestri conosciuti

Darth Plagueis[8]

Apprendisti conosciuti
"Tutto quanto procede come avevo previsto..."
―Palpatine[fonte]

Palpatine fu il governante supremo del più potente regime tirannico di cui la galassia abbia mai avuto testimonianza, tutto ciò nonostante le sue radici fossero estremamente umili, appartenenti a un pianeta pacifico quale Naboo. Con il nome di Darth Sidious, fu il primo Signore Oscuro dei Sith dopo circa mille anni a regnare sulla stragrande maggioranza della Galassia. Creò l'Impero Galattico sulle ceneri della Vecchia Repubblica, dopo avere orchestrato le Guerre dei Cloni a questo scopo. Quindi, regnò quasi del tutto incontrastato finché l'Alleanza Ribelle non gli si ribellò, scatenando la Guerra Civile Galattica. Sebbene morto durante la Battaglia di Endor, Palpatine si reincarnò in un clone e tornò a minacciare la Galassia, fino ad essere definitivamente distrutto dal Jedi Empatojayos Brand.

Indice

Biografia

Origini

Palpatine era il rampollo di una nobile casata di Naboo, figlio di Cosinga Palpatine. Profondamente ambizioso e pieno di sé, il giovane Palpatine tentò di convincere la sua famiglia a giocare un ruolo molto più incisivo nelle politiche del loro pianeta natio, accompagnandolo ad una più completa integrazione nella Galassia, ma senza successo: suo padre e la sua famiglia erano contenti del potere che avevano acquisito fino ad allora e non avevano nessuna intenzione di cambiare la politica isolazionista di Naboo. Ciò mandò il giovane Palpatine su tutte le furie, estraniandolo dal padre.

Palpatine frequentò le accademie più prestigiose del pianeta, non sempre comportandosi correttamente, anzi spesso compì azioni che lo portarono a guai seri, sempre "corretti" dal padre Cosinga con le dovute bustarelle. Da giovane si appassionò anche agli sgusci, compiendo uno dei suoi primi efferati atti quando accidentalmente investì e uccise due pedoni.

Ancora speranzoso di vedere realizzate le proprie ambizioni politiche, Palpatine, giovane membro dell'Apprendistato Legislativo, cercò di favorire l'ascesa al trono di Bon Tapalo, che invece suo padre avversava. Fu in questa campagna che attirò le attenzioni del Muun Hego Damask, ricco proprietario della Damask Holdings, che lo reclutò come spia in cambio di finanziare Tapalo. Palpatine accettò, ignaro che si era appena messo al servizio di Darth Plagueis, Signore Oscuro dei Sith.

Vedendo del potenziale in Palpatine, Plagueis alimentò e sfruttò il suo risentimento nei confronti della sua famiglia, diventando sempre più indispensabile per lui. Quando alla fine Cosinga scoprì del coinvolgimento di suo figlio e di Damask nell'ascesa di Tapalo tentò di separare i due, Palpatine sfogò tutto l'odio accumulato e scatenò il potere del lato oscuro massacrando la sua famiglia.

Fu a questo punto che Plagueis riconobbe il suo apprendista. Nella tradizionale cerimonia Sith, Palpatine si inginocchiò ai piedi di Plagueis e giurò di affidarsi ai suoi insegnamenti e agli ideali dell'Ordine dei Signori dei Sith; Plagueis gli concesse un nuovo nome. Secondo la leggenda, i Signori dei Sith sondavano la Forza per trovare il nome adeguato da conferire al loro nuovo apprendista. Come accadesse in realtà è ignoto, ma Plagueis nominò il suo nuovo apprendista Darth Sidious.[6]

Apprendistato Sith

"Il mio maestro mi ha insegnato tutto, anche la natura del lato oscuro..."
―Palpatine[fonte]
Palpatine da apprendista di Plagueis.

L'apprendistato durò vari decenni. Darth Plagueis era un maestro duro e brutale, ma in questo modo trasformò Palpatine in uno dei Sith più potenti dai tempi di Darth Bane. Sotto Plagueis, Palpatine studiò le tradizioni Sith, il loro culto e le loro arti, assimilò la Regola dei Due che era alla base del loro Ordine e divenne un eccellente spadaccino. Quando l'addestramento cominciò ad arrivare a livelli più avanzati, Plagueis permise a Palpatine di studiare dagli antichi olocron Sith, un privilegio concesso solo a chi si dimostrava abbastanza degno di poter usufruire degli insegnamenti del passato. Il suo Maestro, al contempo, credeva che la debolezza dei Sith stesse nell'incessante avvicendarsi violento di maestro in apprendista, perciò concluse con Palpatine un patto di reciproco aiuto.

Sidious prende Maul come suo primo apprendista.

Mentre era ancora allievo di Darth Plagueis, Darth Sidious prese per sé un apprendista segreto: Darth Maul, un giovane Zabrak trovato su Iridonia. Gli Zabrak erano addestrati a sopportare la sofferenza, ma ciò non bastò a Maul per passare indenne il doloroso addestramento cui Sidious lo sottopose. Palpatine instillò in Maul un odio viscerale verso i Jedi; un giorno, quando lo Zabrak era ancora molto giovane, Sidious lo portò appena al di fuori del Tempio Jedi, fingendosi semplici turisti, e gli fece guardare i volti dei Jedi che entravano e uscivano dall'edificio, sussurrandogli parole riguardo la futura distruzione dell'Ordine Jedi. Questo avrebbe lasciato il segno in Maul negli anni a venire.

Infine, venne la prova finale. Palpatine mandò Maul su un remoto pianeta disabitato, dove gli mise alle calcagna dei droidi assassini per un mese intero. Alla fine del mese, Maul, esausto e affamato, incontrò Sidious presso una grotta. Nonostante il suo stato pietoso, Palpatine lo sfidò a duello e lo sconfisse facilmente. Troneggiando su di lui, gli gridò che avrebbe trovato un altro apprendista, più forte e valido. A quelle parole, Maul si rialzò e attaccò Sidious, per ucciderlo; questi riuscì a disarmarlo, ma il giovane continuò a combattere a mani nude. Palpatine venne anche ferito, prima di riuscire ad atterrare definitivamente il suo allievo. Con sommo stupore di Maul, Sidious gli sorrise e gli disse che, ora, era un Signore dei Sith a tutti gli effetti.

Nonostante i dettami della Regola dei Due e il doloroso addestramento cui fu sottoposto, Darth Maul ammirava Palpatine enormemente e nutriva una cieca fedeltà nei suoi confronti. Probabilmente, Palpatine sfruttò questo aspetto del suo apprendista per utilizzarlo come "allievo transitorio", già meditando di sostituirlo, un giorno, con un discepolo più potente.

Inizia la carriera politica

Palpatine appena eletto senatore.

Palpatine avviò la propria carriera politica su Naboo quando ancora era apprendista di Darth Plagueis. Com'era d'uso sul pianeta, entrò in politica alla tenera età di dodici anni, ma cominciò a candidarsi alle elezioni solo verso i vent'anni. La carriera politica locale di Palpatine fu quantomai disastrosa, in quanto egli si candidò numerose volte per numerose cariche, ma venne eletto in poche occasioni.

L'occasione per ascendere giunse quando Vidar Kim, Senatore del settore di Chommell, venne assassinato nel 52 BBY (forse da un killer agli ordini di Plagueis o Sidious), lasciando vacante il posto. Palpatine, ora trentenne, si candidò per la successione e vinse, venendo eletto nuovo Senatore. Così, Palpatine si recò su Coruscant per la prima volta. Sarebbe rimasto sul pianeta per cinquant'anni, sotto varie vesti.

La prima volta che mise piede in Senato, Palpatine capì che era visto dagli avidi senatori più potenti come un sempliciotto di provincia, incapace di inserirsi nei veri ingranaggi della politica repubblicana. Ed egli non fece nulla per mutare la loro opinione; al contrario, dimostrò una grande "incapacità" quando "non riuscì" a cogliere al volo occasioni per entrare in influenti comitati senatoriali, restando nell'ombra. Presto, gli altri senatori non lo degnarono d'alcuna attenzione.

Tuttavia, Palpatine scrisse moltissimo: pubblicò numerosi libri e opuscoli di analisi politico-economica, che ottennero un successo straordinario, tanto che i loro contenuti divennero addirittura materia di studio presso le università più prestigiose della Galassia. Grazie a questi libri, divenne estremamente popolare, specialmente presso i sistemi stellari che rappresentava, apparendo come il fautore di un radicale cambiamento dell'ormai corrotta politica repubblicana.

Amicizie potenti

Per conseguire il suo disegno, Palpatine cominciò a tessere una fitta rete di amicizie potenti che avrebbero potuto favorirlo nella sua ascesa.

Appena giunto su Coruscant, fece amicizia con Ronhar Kim, un Jedi, figlio dello stesso Vidar Kim ucciso poco prima. Dietro una maschera di sincera compassione, Palpatine divenne il confidente del giovane Ronhar, quello sempre pronto ad ascoltarlo, sempre pronto ad accogliere i suoi sfoghi. E, al momento più opportuno, colpì: Ronhar disse che suo padre avrebbe preferito che suo figlio avesse seguito le sue orme in politica, e ora meditava di farlo per onorare la sua memoria. Palpatine considerò che un Jedi che avesse lasciato l'Ordine per entrare in politica avrebbe solo perso del tempo e suggerì piuttosto un'alleanza fra i Jedi ed i politici, un'alleanza fra lui e Ronhar. Quest'ultimo accettò e la sua figura sarebbe stata usata da Palpatine come una costante propagandistica.

Ma le amicize di Palpatine non finirono qui. Mentre faceva parte di una commissione repubblicana incaricata di sovrintendere alla smilitarizzazione di Ando, conobbe il Jedi Jorus C'baoth, con il quale strinse una salda amicizia; i due si incontravano spesso e C'baoth sarebbe stato utile a Palpatine per sabotare il Progetto Volo d'Espansione. Al contempo, Palpatine conobbe Janus Greejatus, Terrinald Screed, Kinman Doriana, Sate Pestage e Ars Dangor; questi ultimi due erano anche suoi assistenti senatoriali. Pestage, in particolare, era anche al corrente del fatto che Palpatine e Sidious erano la stessa persona.

Come Darth Sidious, il Signore Oscuro contattò Wilhuff Tarkin, Tenente Governatore di Eriadu, informandolo che condivideva i suoi progetti sulle super-armi galattiche di distruzione di massa. I due divennero alleati e Tarkin sarebbe stato usato più volte dal Signore dei Sith, fino a ricoprire un posto importante nello sviluppo delle super-armi imperiali.

Prime mosse

La minaccia fantasma.

Darth Sidious trovò un importante strumento in Nute Gunray, ambizioso funzionario della Federazione dei Mercanti. Attraverso una serie di manovre destabilizzatrici, riuscì a farlo eleggere Viceré della grande compagnia, quindi, con l'aiuto di Tarkin, eliminò i suoi oppositori in seno al Direttorato durante il summit commerciale di Eriadu. Sidious contattò Gunray, spiegandogli quali fossero state le cause del suo successo; nulla era avvenuto per suo merito, nulla era avvenuto per caso, tutto era stato manovrato dal Signore Oscuro dei Sith. Temendo di perdere tutto, Gunray accondiscese alla richiesta di Sidious: creare un grande esercito di droidi da battaglia.

Poco dopo, Sidious derubò la Repubblica di milioni di crediti — ritenuti rubati dal Fronte Nebula — e li passò segretamente alla famiglia di Finis Valorum, allora Cancelliere Supremo. Quindi, Pestage si assicurò che Orn Free Taa, acerrimo rivale di Valorum, scoprisse la transazione; come previsto, Taa denunciò il "furto" presso il Comitato delle Attività Interne, assestando un durissimo colpo alla già precaria amministrazione di Valorum.

In ultimo, quando l'esercito di droidi da battaglia fu pronto, Sidious ordinò a Gunray di porre sotto embargo il remoto pianeta di Naboo, mentre, indossati i panni di Palpatine, gli dava una motivazione valida, essendo fra i maggiori promotori dell'abolizione delle "zone franche" di commercio dell'Orlo Esterno, da cui la Federazione traeva grande ricchezza.

La crisi di Naboo

Palpatine durante la Crisi di Naboo.

Il blocco generò aspri dibattiti nel Senato Galattico che durarono un mese intero. Mentre Darh Sidious istruiva i Neimoidiani sul da farsi, Palpatine parlò vigorosamente contro l'embargo, a suo dire criminale e oppressivo. Mentre i senatori prendevano posizione, il Senatore Lott Dod, rappresentante la Federazione, disse che la compagnia non aveva infranto nessuna legge, stava solo manifestando il proprio dissenso e la propria protesta. Così impantanato, il Senato non riuscì a prendere nessuna decisione e lo stesso Cancelliere Valorum, pur essendo a favore di provvedimenti contro la Federazione, non fu in grado di agire, perdendo ulteriori consensi.

Palpatine tentò di convincere la Regina Amidala ad attendere una risposta del Senato, ma dopo l'ennesimo fallimento la monarca contattò Valorum, dicendogli che lo riteneva personalmente responsabile dell'evidente nulla di fatto. A questo punto, egli inviò due Jedi, Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi, a trattare con i Neimoidiani. Indossato il mantello di Darth Sidious, Palpatine ordinò a Gunray di uccidere i Jedi e dare inizio all'invasione. Il pianeta fu preso ma, con l'aiuto dei due Jedi, Amidala riuscì a fuggire. Sidious, infuriato, rimbeccò i Neimoidiani ordinando loro di ritrovare la Regina, ma in realtà la cosa non lo toccava minimamente: l'importante era che, finalmente, poteva mettere in atto la seconda parte del suo piano.

Infine, riuscì a scoprire che la Regina era atterrata su Tatooine per riparare la sua nave. Quindi, inviò Darth Maul per riportarla a Naboo e costringerla a firmare il trattato che avrebbe legittimato l'occupazione federale, ma gli ordinò di uccidere i Jedi prima di tutto. Maul era entusiasta: finalmente, i Sith avrebbero potuto prendersi la loro tanto ambita e attesa vendetta. Tuttavia, egli non era che un sacrificabile strumento nelle mani del suo maestro, il quale ben rammentava che su Tatooine si trovava il bambino "di" Plagueis e non voleva che fosse trovato dai Jedi. Maul partì per il pianeta, ma non riuscì ad uccidere i Jedi, né a catturare la Regina. Al contrario,

Il piano originale stava nel far durare l'occupazione di Naboo per mesi, o addirittura per uno o più anni, al fine di demolire quel poco di stabilità su cui Valorum e il Senato potevano ancora contare; il loro fallimento avrebbe permesso all'innovativo e progressista Palpatine, nemico della corruzione per eccellenza, di ascendere alla cancelleria. Quando però Amidala dichiarò di essere in viaggio per Coruscant, Sidious, che era anche un maestro dell'improvvisazione, cambiò rapidamente i propri piani.

Ascesa al potere

"Ora eleggeranno un nuovo Cancelliere, un Cancelliere forte, uno che possa porre fine alla nostra tragedia."
―Palpatine[fonte]

Quando Padmé raggiunse la Città Galattica, Palpatine era lì ad aspettarla e le chiese di seguirlo nei suoi appartamenti, per discutere la strategia che avrebbero adottato nell'imminente sessione straordinaria del Senato. Le opportunità che Palpatine le mise davanti furono due: sfiduciare — e, quindi, far cadere — Valorum, o fare ricorso alla Corte Suprema; quest'ultima, come la stessa Amidala notò, avrebbe impiegato ancora più del Senato per prendere una decisione. Valorum era sì un amico di Naboo, ma in questo momento era anche divenuto un ostacolo fra lei e la liberazione del suo popolo che moriva di fame. Di fatto, quindi, Palpatine non presentò nessuna scelta alla Regina: le impose il suo volere.

Palpatine convince Amidala a sfiduciare Valorum.

Quando i due si presentarono in Senato, Palpatine fece subito parlare Amidala. Nel suo discorso, ella fu continuamente interrotta da Lott Dod, ma Valorum lo zittì. Quando questi stava per respingere la richiesta di Dod di istituire una commissione d'inchiesta, venne convinto dal Vice-Presidente Mas Amedda, probabilmente manovrato dalla Federazione, ad accoglierla. Profondamente delusa e infuriata, Amidala propose un voto di sfiducia contro di lui. Il Senato, da tempo insofferente verso Valorum, esplose in un'ovazione. Il Cancelliere fu costretto a fissare la votazione per il giorno successivo.

Mentre Amidala lasciava Coruscant per fare ritorno a Naboo, dato che il voto di sfiducia era ormai certo di approvazione, si delinearono le fazioni per le successive elezioni. I senatori più lealisti identificarono in Bail Antilles il loro candidato, mentre i più corrotti si schierarono con Ainlee Teem. Tuttavia, gran parte del Senato non condivideva entrambe le fazioni e cercava un terzo uomo da contrapporre a loro. Orn Free Taa era il senatore più influente a sostegno di questa idea e fu proprio lui a proporre ed ottenere la candidatura di Palpatine, l'uomo che avrebbe potuto unificare le varie fazioni del Senato per un governo di vasta maggioranza.

A ciò va aggiunto il fatto che Darth Sidious, usando alcuni mercenari della Guardia del Sole, aveva fatto assassinare alcuni senatori che avrebbero potuto mettere a rischio le elezioni. Coloro che li avevano sostituiti erano ora più vicini al pensiero dell'alter ego del Signore Oscuro.

Il giorno successivo, la caduta di Valorum venne formalizzata dal voto. Infine, qualche giorno dopo, si tennero le elezioni, in cui Palpatine ottenne una maggioranza schiacciante, votato anche da alcuni ex sostenitori di Antilles e Teem. Nel suo discorso d'insediamento, Palpatine assicurò che avrebbe restaurato la gloria perduta della Repubblica e combattuto senza tregua la corruzione. Inconsciamente, il Senato aveva appena eletto colui che sarà l'artefice della distruzione della Repubblica.

La liberazione di Naboo

Il nuovo Cancelliere Supremo.

Mentre ancora lavorava per assicurarsi l'elezione alla cancelleria, Sidious ricevette i rapporti che Darth Maul gli inviava costantemente da Naboo. Ormai la situazione lì non gli interessava più, ma non poté fare a meno di denotare l'incapacità di Gunray: Amidala riuscì non solo a sfuggire ai suoi droidi, ma anche a forgiare un'alleanza con i Gungan e a marciare su Theed con un'enorme armata. Per continuare a mantenere la sua parvenza, Sidious ordinò a Gunray di massacrare i rivoltosi e a Maul di uccidere i Jedi.

La Battaglia di Naboo andò molto diversamente da quanto previsto dai Neimodiani: le loro armate vennero sconfitte, Gunray fu arrestato dalla stessa Amidala e Maul venne ucciso da Obi-Wan Kenobi. Quando la notizia del risultato della battaglia raggiunse Sidious, questi non fu minimamente toccato dalla morte del suo apprendista: essa era già prevista e, prima o poi, sarebbe giunta.

Giunto su Naboo per le celebrazioni della vittoria, Palpatine fece finalmente conoscenza con il piccolo Anakin Skywalker. Di lì in avanti, Palpatine sarebbe stato molto vicino al ragazzo, educandolo e divenendo il suo confidente personale, per poterlo prendere, un giorno, come apprendista. Sempre sul suo pianeta natio, Palpatine si divertì ad ascoltare l'Alto Consiglio Jedi, proprio davanti a lui, chiedersi chi mai potesse essere il secondo Sith, ancora in vita e che, a loro insaputa, stavano servendo.

Signore Oscuro

Darth Plagueis era ossessionato dall'idea di scoprire il segreto dell'immortalità. Il suo obiettivo più ambizioso stava nello scoprire il modo per influenzare i midi-chlorian a creare la vita dal nulla, un potere che gli avrebbe consentito di divenire l'essere più potente dell'universo. Tuttavia, fece un grave errore: rivelò a Palpatine che aveva finalmente raggiunto la conoscenza suprema, aveva scoperto come modellare i midi-chlorian a proprio piacimento; il bambino che sarebbe potuto nascere da un esperimento di questo genere, intuì Plagueis, avrebbe avuto poteri stupefacenti e mai visti prima. Per giunta, Plagueis mise in chiaro a Palpatine che, in quanto Cancelliere, avrebbe dovuto passare solamente le leggi stabilire dal suo Maestro.

Palpatine non la prese bene: temendo che Plagueis volesse rimpiazzarlo con questo bambino, e ritenendosi pronto a prendere le redini dell'Ordine, Palpatine lo assassinò nel sonno e divenne il nuovo Maestro Sith. Di lì in avanti, avrebbe tentato di cancellare ogni ricordo di Plagueis, evitando anche di istruire i suoi apprendisti sul suo conto.

Nonostante la morte di Plagueis, Palpatine scoprì che su Tatooine era nato un bambino con un'altissima concentrazione di midi-chlorian nelle sue cellule, circa 20.000 per cellula (mentre la media era di 2.500). Intuendo che sarebbe potuto essere un utile strumento per i suoi piani futuri — nonché la garanzia maggiore dell'eterno dominio dei Sith —, Palpatine lo tenne attentamente d'occhio.

Un nuovo apprendista

Un compito urgente che Sidious si trovò a dover adempiere subito dopo la morte di Maul, fu la ricerca di un nuovo apprendista; ancora una volta, sarebbe stato un apprendista transitorio, ma necessario per dividere la Repubblica e portare avanti il suo piano. Avrebbe preferito un apprendista giovane, facilmente plasmabile, ma ciò non era possibile, dal momento che, in quanto Cancelliere, non aveva più tanto tempo da dedicargli. L'ideale sarebbe stato un Jedi, già addestrato, da convertire al lato oscuro.

Sidious aveva addestrato anche un'altra apprendista in passato, Vergere, la quale però si era trovata in disaccordo con lui e lo aveva abbandonato. La scelta cadde quindi su un ex Maestro Jedi, deluso dalla Repubblica e dall'Ordine: Dooku. Sidious lo contattò e, intuendo ciò che egli desiderava, gli offrì due cose: una completa conoscenza della Forza e un modo per abbattere il governo corrotto della Repubblica. Dopo qualche tentennamento, affascinato dal Signore Oscuro, Dooku accettò e Sidious lo insignì del nome di Darth Tyranus.

Il compito principale di Dooku stava nell'organizzare un movimento separatista in seno alla Repubblica, usando le sue arti oratorie e, come argomento principale, la lotta alla corruzione del governo; come Darth Tyranus, egli avrebbe dovuto creare un esercito di cloni per la Repubblica, in modo tale da dotarla di un esercito e prepararla alla guerra imminente.

La Repubblica sotto Palpatine

"Il Cancelliere ama il potere. Se ha qualche altra passione... non l'ho vista."
―Mace Windu[fonte]
Palpatine fra le sue oscure e tenebrose statue.

Il governo di Palpatine non fu altro che un grande, ben architettato inganno. Egli si presentò come un leader sempre al lavoro, condusse numerosi progetti, implementò importanti riforme. Tutto, però, era rivolto al suo unico obiettivo: far sprofondare la Galassia nella carneficina delle Guerre dei Cloni.

Mas Amedda

Una delle prime decisioni prese da Palpatine dopo la sua elezione fu la conferma di Mas Amedda alla vice-presidenza del Senato. Amedda era infatti un abile manipolatore e Valorum, per lui, era stato una preda facile. Palpatine inizialmente si dimostrò malleabile, tanto che promosse molte riforme propostegli da Amedda; ma, dopo la distruzione del Volo d'Espansione, e dopo avere raccolto tante informazioni su Amedda quante bastavano per condannarlo a vita, si rivelò a lui come Signore dei Sith. Amedda fu costretto, silenziosamente, a divenire parte della congiura di Palpatine, ma non ci volle molto perché ne abbracciasse entusiasta gli scopi, vedendovi nuove fonti di ricchezza e potere personali.

La Guardia Rossa

Poco dopo l'elezione di Palpatine, si cominciò a parlare della necessità di un corpo di guardie assegnate direttamente alla protezione del Cancelliere Supremo. Il primo ad avanzare questa proposta fu il Capitano Prid Shan, della Guardia del Senato, il quale disse che il pericolo di assassinio del capo della Repubblica era troppo elevato per lasciarlo senza protezione. Ben sapendo che una guardia privata per il Cancelliere sarebbe stata vista come una violazione dei principi costituzionali, Palpatine finse imbarazzo e disapprovazione, mentre parte del Senato parlò pubblicamente contro questa proposta.

Tuttavia, Sidious voleva che tale Guardia fosse creata. Egli inscenò un tentativo di assassinio ai danni suoi e del Senatore Viento, durante il quale due guardie, in un tragico incidente, restarono uccise. Lo stesso assassino venne fermato solo a Ronhar Kim, amico di vecchia data di Palpatine. Dopo questo evento, e incitato da Viento e altri senatori rimasti impressionati, Palpatine fu "costretto" ad emanare la fondazione della Guardia Rossa, un gruppo d'élite leale solamente al Cancelliere Supremo, con il compito di proteggerlo da eventuali aggressioni. Inizialmente, questo generò qualche critica, ma con il passare del tempo e con l'incremento delle necessità di sicurezza, le critiche vennero meno.

Rielezione

Come programmato, al termine del mandato di Palpatine, si tennero le nuove elezioni. Tuttavia, l'esaltazione sfrenata da parte dei suoi alleati delle riforme da lui implementate, nonché l'assenza di famosi e carismatici candidati ad opporsi a lui, Palpatine vinse nuovamente con una maggioranza schiacciante, ottenendo un secondo mandato. Queste sarebbero state le ultime elezioni del Cancelliere Supremo.

Il Progetto Volo d'Espansione

Poco dopo la sua rielezione, Palpatine cominciò a collaborare con Jorus C'baoth per mettere in pratica il Progetto Volo d'Espansione. Tale progetto prevedeva che un gran numero di Jedi, a bordo di una nave speciale — ottenuta dall'unione di sei Supercorazzate ad un nucleo centrale —, appunto il Volo d'Espansione, avrebbero lasciato la galassia conosciuta per andare ad esplorare e mappare le Regioni Ignote. Appena raggiunta un'altra galassia, sarebbero dovuti tornare indietro a riferire. Palpatine approvò entusiasticamente il progetto, ma con un secondo fine molto chiaro: tutti i Jedi a bordo dovevano morire.

Tuttavia, il Senato esitò prima di approvare una tale missione: il costo sarebbe stato mastodontico e gran parte dei senatori non riteneva che il gioco sarebbe valso la candela. Tutto dipendeva, ora, solo da C'baoth: lui avrebbe dovuto convincere il Senato ad approvare la missione. Per facilitarlo, Palpatine inviò un suo vecchio amico e alleato, Kinman Doriana; allora, C'baoth era stato assegnato a risolvere una contesa fra l'Alleanza Corporativa e il governo di Barlok. Doriana pagò alcuni assassini affinché uccidessero C'baoth; questi, ovviamente, riuscì a sopraffarli e, grazie al prestigio conseguito, costrinse entrambe le parti ad accettare un accordo che mise fine alla contesa. Impressionato dalle sue azioni, alla fine il Senato decise di approvare il finanziamento del progetto.

Quindi, Sidious inviò Doriana a preparare un'immensa armata composta dagli eserciti privati dei suoi alleati commerciali, al fine di tendere un'imboscata al Volo d'Espansione e distruggerlo completamente. Tutto era praticamente pronto, quando un giovane ufficiale chiss, Mitth'raw'nuruodo, attaccò la task force ritenendola ostile e la annientò completamente, catturando lo stesso Doriana per interrogarlo. Questi, temendo ciò che Sidious gli avrebbe fatto se fosse tornato con quelle notizie, riuscì comunque a trarre vantaggio dalla sconfitta: disse al Chiss che, di lì a poco, si sarebbe verificata un'invasione degli Estremi Forestieri, che andava assolutamente fermata prima che potesse raggiungere il resto della Galassia e distruggerla. Mitth'raw'nuruodo fu convinto.

Nel frattempo, Palpatine scoprì che C'Baoth aveva aggiunto anche Anakin Skywalker all'equipaggio del Volo d'Espansione; il Signore dei Sith non poteva assolutamente perdere il suo futuro apprendista, né rimandare la distruzione della nave. Quindi, raggiunse Roxuli, ultima tappa del Volo d'Espansione prima delle Regioni Ignote, ufficialmente per sovrintendere ai negoziati fra il governo planetario e le sue colonie lunari. Estremizzando la crisi, costrinse Skywalker ad occuparsene, salvandolo così dalla tragedia, anche se questo significò anche salvare il suo maestro, Obi-Wan Kenobi. Poco importava: l'importante era impedire che il suo pupillo restasse vittima della carneficina.

Poco dopo, Doriana contattò Lord Sidious e gli riferì che i Chiss e i Vaagari avevano annientato il Volo. La missione era compiuta. Inoltre, poco prima della partenza, Sidious aveva segretamente clonato C'Baoth sottraendogli del sangue; se avesse avuto nuovamente bisogno di lui, avrebbe potuto... "resuscitarlo".

La Crisi Separatista

"Il lato oscuro getta la sua ombra su tutto. Impossibile da vedere il futuro è."
―Yoda[fonte]
Palpatine tiene un discorso all'HoloNet News.

Proprio mentre Palpatine stava per finire il suo secondo e ultimo mandato, Dooku riemerse, dopo avere radunato numerose compagnie commerciali al suo seguito, e scatenò la Crisi Separatista, facendosi sostenitore della secessione generale dalla Repubblica, di cui criticava la corruzione governativa. Dal momento che la crisi rischiava di assumere proporzioni incontenibili, il Senato emendò la Costituzione per permettere a Palpatine di continuare ad essere Cancelliere Supremo; "costretto contro la sua volontà" ad accettare questa misura e a cancellare le elezioni programmate per quell'anno, egli continuò a governare.

Il Senato fu impotente — ancora una volta. Lo stesso Palpatine parve non essere in grado di frenare le sempre più frequenti secessioni. Il suo unico atto pubblico fu l'istituzione del Comitato Lealista, che però gli costò anche aspre critiche. Quando i Separatisti parvero sul piede di guerra costituendo un'armata propria, allora il Senato cominciò a pretendere e dibattere l'approvazione di un Decreto di Fondazione Militare. Ufficiosamente contro questo Decreto, Palpatine tentò di ritardarne l'approvazione.

Per tutto il corso della crisi, Palpatine si presentò come l'uomo dei negoziati, invitando continuamente Dooku a discutere con il governo repubblicano per trovare insieme una soluzione. Frequenti erano i suoi discorsi davanti all'HoloNet News, chiedendo continuamente di poter parlare con i Separatisti, invitandoli a proporre le loro riforme e a non ricorrere all'insurrezione armata per fare valere le loro ragioni. Dietro le quinte, però, Sidious e Tyranus lavorarono affinché le cose andassero avanti come previsto.

Infine, Palpatine dovette fissare la data del voto per il Decreto. Quello stesso giorno, la Senatrice Padmé Amidala quasi restò vittima di un assassinio e il Cancelliere posticipò la votazione; quindi, inviò lei su Naboo e assegnò Anakin alla sua sicurezza. Dopo diverse peripezie, i due cercarono di salvare Obi-Wan Kenobi, che era stato catturato dai Separatisti su Geonosis, ma vennero arrestati a loro volta e condannati a morte come spie. La situazione stava precipitando e il Senato aveva bisogno di un uomo forte che guidasse la Repubblica in quei tempi turbolenti: quell'uomo non poteva essere che Palpatine.

In una sessione storica, il Rappresentante di Naboo Jar Jar Binks propose di assegnare i poteri speciali d'emergenza al Cancelliere Palpatine. Il Senato esplose in un'ovazione e approvò la proposta. "Con grande riluttanza", Palpatine accettò e promise che avrebbe rimesso i suoi poteri al termine della crisi, quando si sarebbe ritirato a vita privata su Naboo. Come primo decreto in base alle sue nuove funzioni, egli ordinò la fondazione di un Grande Esercito della Repubblica, che di lì a poco avrebbe combattuto la Battaglia di Geonosis.

Non molto tempo dopo, Lord Tyranus fece ritorno su Coruscant per fare rapporto al suo signore. Come meticolosamente progettato da Sidious, le Guerre dei Cloni erano cominciate.

Le Guerre dei Cloni

"Ci sono tempi in cui tutti dobbiamo sopportare emendamenti alla Costituzione nel nome della sicurezza."
―Palpatine
Il volto sereno di Palpatine fu sempre di conforto durante le Guerre dei Cloni.

Per tutta la durata delle Guerre dei Cloni, Palpatine diresse ex officio il Grande Esercito della Repubblica, approvandone missioni e spedizioni, ma soprattutto si occupò di implementare, più o meno esplicitamente, sempre più emendamenti alla Costituzione Galattica, ufficialmente in nome della sicurezza, ma in realtà per garantirgli sempre maggior potere personale.

L'Emendamento "Riflesso"

"Amici miei, non cerco altre responsabilità che pesino sulle mie spalle... Ma se è volontà di questa augusta istituzione che io, per la salvezza della Repubblica, assuma anche questo manto, mi rimetterò ai vostri desideri."
―Palpatine

Poco dopo lo scoppio del conflitto, il Senato discusse l'approvazione o meno dell'Emendamento d'Emergenza 121b, conosciuto come "Emendamento 'Riflesso'" perché i suoi sostenitori arguivano che avrebbe incrementato i "riflessi" della Repubblica nel rispondere agli attacchi separatisti. Nonostante una strenua campagna politica da parte dell'opposizione, l'Emendamento venne approvato a tempo di record e permise al Cancelliere Supremo di interferire con i governi locali e di nominare i propri assistenti e consiglieri a capo di consigli militari e task force speciali, inoltre affidava il comando delle forze locali di difesa ai comandanti del Grande Esercito della Repubblica — quindi, di fatto, a Palpatine. Successivamente, nel 20 BBY, le forze locali di difesa sarebbero state definitivamente abolite.

La scomparsa di Seti Ashgad

Palpatine fece costantemente ricorso ad assassinii o a scomparse per obbligare il Senato ad approvare i decreti che egli gli proponeva. Tali pratiche divennero assai comuni nella politica repubblicana da portare molti suoi oppositori a tacere.

Dall'inizio della guerra, un punto costantemente all'ordine del giorno nei dibattimenti del Senato era quello dell'incremento delle misure di sicurezza. Ad un certo punto, Seti Ashgad — famoso costruttore di iperguide, che aveva anche progettato lo Z-95 Headhunter e aveva usato la sua fama per farsi eleggere senatore — parlò apertamente contro Palpatine e le nuove misure di sicurezza. Ciò non poteva essere tollerato: era normale che personalità quali Bail Organa e Mon Mothma criticassero il suo operato, finché le fazioni restavano saldamente delineate in un comodo status quo, ma l'intervento di Ashgad metteva in bilico il suo potere. Inoltre, né Organa né altri membri della sua fazione lealista avrebbero mai proposto un voto di sfiducia in una situazione come quella, mentre Ashgad non si sarebbe fatto scrupoli.

Ashgad, in particolare, protestò contro l'installazione delle nuove telecamere di sicurezza in Senato. Pochi giorni dopo, egli scomparve e Palpatine, al centro dell'attenzione, disse che si trattava di una mera coincidenza. In realtà, Ashgad era stato rapito dagli agenti di Sidious ed esiliato su Nam Chorios, dove rimase per moltissimi anni. Tale evento portò numerosi senatori ad ammorbidire — o, addirittura, a cessare — i toni della protesta.

Il Decreto per il Rafforzamento e l'Estensione della Sicurezza

"Non possiamo cedere le nostre responsabilità ad altri. Non possiamo permettere agli eventi, per quanto terribili, di renderci meno di quanto siamo. Dobbiamo dire no a questo decreto."
―Bail Organa

Per costringere il Senato ad approvare il Decreto per il Rafforzamento e l'Estensione della Sicurezza, Lord Sidious progettò un attentato contro Bail Organa, principale oppositore del Decreto, tanto che era riuscito ad ottenerne al sospensione. Mentre faceva ritorno a Coruscant da un viaggio personale su Alderaan, Organa venne attaccato da una flottiglia di pirati. Riuscì a fuggire, ma subì numerose perdite e lo stesso evento impressionò notevolmente i senatori. Lo stesso Senato a questo punto insistette affinché il Decreto fosse reintrodotto.

Non molto tempo dopo, Finis Valorum riapparve improvvisamente. Egli aveva seguito dall'ombra l'evolversi della politica repubblicana, osservando come Palpatine stesse ammassando tutto il potere nelle sue mani e come si sbarazzasse facilmente dei suoi nemici. Valorum si incontrò con Organa e gli espresse i suoi punti di vita, spingendolo a continuare a lottare per impedire l'approvazione del Decreto. Così rincuorato, il Senatore Organa si incontrò con Palpatine nel suo ufficio e gli promise che si sarebbe opposto a lui in materia del Decreto. Il Cancelliere gli rispose che era un suo diritto democratico. Tuttavia, poco dopo, la fregata Star of Iskin esplose in un tragico incidente, uccidendo tutti i passeggeri a bordo — incluso Finis Valorum.

Palpatine 22.jpg

Il dibattito finale in Senato fu fortemente condizionato dagli eventi recenti. Il Senatore Ask Aak parlò a favore del Decreto e parve che nessuno gli si volesse opporre. Inaspettatamente, Bail Organa prese la parola; Mas Amedda tentò di impedirglielo, in quanto non era registrato nell'agenda degli oratori per quella giornata, ma Palpatine volle farlo parlare. Organa tenne un discorso nel quale invitò i senatori ad opporsi coraggiosamente al Decreto, per far valere i principi sui quali la Repubblica si fondava. Tuttavia, era troppo tardi e il Senato approvò il Decreto a maggioranza schiacciante.

Poco dopo, Palpatine raggiunse Organa e Mon Mothma e si complimentò con il primo per il discorso in Senato. Ancora una volta, offriva la maschera del politico aperto e compassionevole, amante della democrazia e della libertà, mentre in realtà demoliva entrambe.

I negoziati con gli Hutt

Lord Sidious progettò con Darth Tyranus il rapimento del piccolo Rotta, figlio di Jabba de' Hutt. Jabba contattò quindi la Repubblica e i Separatisti per chiedere loro aiuto; chi gli avesse riportato Rotta, avrebbe avuto a disposizione le rotte commerciali dell'Orlo Esterno. Palpatine si impegnò per condurre i negoziati da parte repubblicana, inviando Obi-Wan Kenobi, Anakin Skywalker e Ahsoka Tano a salvarlo, mentre come Darth Sidious affidò a Tyranus il compito di far apparire i Jedi responsabili dell'assassinio di Rotta. Alla fine, però, essi riuscirono a riportarlo a casa e Jabba offrì le rotte commerciali alla Repubblica. Benché gli eventi non fossero andati come Sidious aveva inizialmente progettato, in ogni caso ora egli aveva il controllo di quelle rotte.

La trappola di Vjun

Verso la fine della guerra, Dooku invitò Yoda a Vjun per discutere i termini di una pace con la Repubblica. Si trattava in realtà di un piano per uccidere il Gran Maestro Jedi, ma Palpatine sapeva che la fedeltà del suo apprendista sarebbe stata messa a repentaglio. Quindi, nella veste di Cancelliere Supremo, inviò Kenobi e Skywalker a fornirgli supporto, per far apparire tutto come un piano dei Jedi per catturare Dooku.

Yoda stava infatti per convincere Dooku a rinunciare al lato oscuro, quando intervennero i due. Il Signore dei Sith accuso Yoda di essere un traditore e fuggì, ancor più fedele al suo maestro.

I governatori regionali

"[I governatori] non competeranno in nessun modo con i doveri e le prerogative — con il potere — del Senato."
―Palpatine

Per tutta la durata del conflitto, Palpatine aveva nominato dei governatori a lui fedeli al posto dei legittimi senatori. Dopo che una rivolta popolare scacciò i Separatisti da Esseles, Palpatine non reintegrò il Senatore Gabrial Atanna, ma nominò Griff Takel governatore del sistema. Dopo la liberazione di Brentaal IV, Palpatine nominò Jerrod Maclain governatore provvisorio del sistema. Quando il Senatore Arcel Mosbree fu arrestato per sospetto tradimento, Maclain divenne governatore permanente.

Ma Palpatine aveva bisogno di mantenere nella calma i senatori che stavano cominciando a divenire insofferenti verso i governatori. Quindi, egli sfruttò i suoi poteri speciali per far passare il Decreto di Governo di Settore, che installò governatori regionali in tutti i settori della Repubblica. Benché ufficialmente il loro compito fosse solo quello di coordinare le difese planetarie e trattare gli affari bellici, di fatto usurparono il potere dei senatori.

La Battaglia di Coruscant

Palpatine alla fine della guerra.
"È tempo di compiere le ultime mosse."
―Darth Sidious[fonte]

Man mano che la fine della guerra si avvicinava, Palpatine inviò gran parte delle flotte poste in difesa dei Mondi del Nucleo e di Coruscant ad attaccare quella che chiamava la "triade del male": Saleucami, Felucia e Mygeeto. Approfittandone, il Generale Grievous lanciò un coraggioso attacco alla capitale galattica, rapendo Palpatine e imprigionandolo a bordo della propria ammiraglia, l'Invisibile Hand.

Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi vennero incaricato di liberarlo. I due raggiunsero il vascello separatista e riuscirono ad arrivare fino al ponte sul quale Palpatine era tenuto prigioniero. In quel momento, però, i due vennero raggiunti da Dooku, che li sfidò a duello. Tramortì Kenobi, ma venne atterrato da Skywalker. Ciò che Dooku credeva — ciò che Sidious gli aveva detto — era che sarebbe stato condotto su Coruscant, dove avrebbe addossato le colpe della guerra a Grievous e dove, insieme al suo maestro, avrebbero convertito Skywalker al lato oscuro, costruendo insieme un Nuovo Ordine sulle ceneri del governo repubblicano.

Ma Dooku aveva dimenticato la Regola dei Due. Sotto il suo sguardo incredulo, Palpatine convinse Anakin a giustiziarlo. Quindi, i Jedi riportarono Palpatine sano e salvo alla Città Galattica; Sidious aveva finalmente cominciato a far sprofondare Anakin nella palude del lato oscuro, anche se non si era aspettato che Kenobi sarebbe sopravvissuto alla battaglia. Ma avrebbe risolto anche quella questione.

Il giorno dopo la battaglia, il Senato approvò a maggioranza schiacciante il Decreto di Sicurezza, scritto personalmente da Palpatine ma affidato ad un leale senatore. Il Decreto rimosse il controllo senatoriale sull'Alto Consiglio Jedi e sul Grande Esercito della Repubblica, passandoli direttamente a Palpatine, che divenne Comandante Supremo.

Via la maschera

"Potere! Illimitato potere!."
―Darth Sidious[fonte]
Palpatine rivela ad Anakin di essere un Sith.

Man mano che la guerra si avviava alla sua conclusione, i Jedi divennero sempre più sospettosi di Palpatine, ma ciò non gli importava: egli era ormai riuscito a legare indissolubilmente Anakin a sé stesso, sfruttando la sua crescente insofferenza verso l'Ordine. Nominandolo suo rappresentante personale, riuscì a farlo eleggere nel Consiglio Jedi, ma senza la carica di Maestro, cosa che lo infuriò non poco. Avendo saputo dal Capitano Panaka di Naboo del suo matrimonio con Padmé, ed essendo al corrente dei suoi incubi, Palpatine lo plasmò col suo odio verso i Jedi, gli raccontò la storia di Darth Plagueis e infine si rivelò a lui; solo il lato oscuro, egli disse, avrebbe potuto salvare Padmé da morte certa.

Confuso e titubante, inizialmente Anakin si convinse che la sua fedeltà stava verso l'Ordine e informò Mace Windu del fatto che Palpatine era il Signore Oscuro dei Sith. Windu, Saesee Tiin, Agen Kolar e Kit Fisto si recarono nel suo ufficio, dove lo dichiararono in arresto, dicendogli che il Senato avrebbe deciso la sua sorte. Palpatine si rifiutò ed estrasse una spada laser, accusandoli di tradimento e attaccandoli. Tiin, Kolar e Fisto caddero dopo pochissimo tempo, mentre Windu continuò a resistere.

Sidious contro Windu.

Ma Anakin, temendo per la sorte della sua amata, fece ritorno all'ufficio. Proprio mentre stava per entrare, Windu disarmò e atterrò Palpatine, puntandogli contro la spada laser. La scena che Anakin si trovò davanti fu quella di Windu che minacciava un Palpatine apparentemente disarmato, il quale poté dire ad Anakin che le cose stavano come lui aveva sospettato: i Jedi avevano tramato contro la Repubblica ed ora volevano prendere il potere. Quindi, attaccò Windu con una scarica di Fulmini di Forza, ma fu inutile; i fulmini, riflessi dalla spada laser di Windu, gli deformarono la maschera che portava da tempo, rivelando il suo vero volto da Signore dei Sith.

Windu si preparò a sferrare il colpo di grazia. Anakin, sapendo che Palpatine era l'unico modo che avesse per salvare Padmé, gli tagliò un braccio, impedendogli di colpire. Così, accantonando l'apparenza di vecchio debole e senza più forte, Palpatine attaccò nuovamente Windu e lo scagliò fuori dalla finestra dell'ufficio, uccidendolo. Quindi, fu lui a sferrare il colpo di grazia su Anakin: questi si inchinò ai suoi piedi, affidandosi ai suoi insegnamenti e convertendosi al lato oscuro. Così, Palpatine proclamò il suo ingresso nell'Ordine dei Signori dei Sith e lo proclamò trionfante Darth Vader.

Sorge un Nuovo Ordine

"Ancora una volta i Sith saranno i padroni della Galassia, e sarà sempre pace."
―Darth Sidious[fonte]
Darth Sidious smascherato.

Come i suoi precedenti apprendisti, anche per Darth Vader Palpatine preparò una prova di lealtà. I Jedi andavano tutti distrutti se la vittoria dei Sith voleva dirsi completa, quindi il Signore Oscuro ordinò al suo nuovo apprendista di condurre l'Operazione Tramonto dei Cavalieri, quindi di sferrare un poderoso attacco contro il Tempio Jedi e massacrarne gli occupanti. Alla testa della 501esima Legione, Vader penetrò nelle sale di quella che fino a poco tempo prima era stata la sua casa, sterminando tutti i Jedi con cui aveva precendentemente convissuto, senza eccezione: maestri, Padawan, vecchi e bambini, tutti caddero sotto la sua lama o le fucilate dei clone troopers.

Mentre avveniva il massacro al Tempio, Palpatine trasmise a tutti i comandanti cloni l'Ordine 66. In tutta la Galassia, i Jedi vennero uccisi dai loro stessi soldati; innumerevoli eroi delle Guerre dei Cloni, come Ki-Adi-Mundi e Aayla Secura, vennero uccisi a sangue freddo. Il rapporto ufficiale stimò che il 99% dell'Ordine era stato spazzato via solo con l'esecuzione di questo comando. Con i poteri di cui disponeva grazie al Decreto di Sicurezza, Palpatine sciolse ufficialmente l'Ordine Jedi.

Poco dopo, Palpatine si recò al Tempio per vedere i frutti del lavoro del suo apprendista. Trovò Darth Vader nella Sala delle Mille Fontane, di fianco al corpo di Cin Drallig e di altri prominenti Jedi. Vader si inchinò al suo maestro, che si complimentò con lui per il lavoro svolto e lo inviò su Mustafar, per eliminare i membri del Consiglio Separatista. Qui, Vader compì un altro massacro, uccidendo Nute Gunray e gli altri leader separatisti, trasmettendo quindi un ordine di smobilitazione a tutte le Forze Armate della CSI.

"La Repubblica verrà riorganizzata, trasformandosi nel primo Impero Galattico".

Mentre ciò avveniva, Palpatine convocò una sessione straordinaria del Senato Galattico. Davanti a tutti i senatori della Repubblica — notevolmente impressionati dal suo disgustoso aspetto e memori del suo volto indulgente e benigno —, Palpatine denunciò il complotto dei Jedi per rovesciare il Senato. Egli presentò ai senatori registrazioni truccate del suo incontro con Mace Windu, in cui egli minacciava di morte il Cancelliere Supremo democraticamente eletto e lo denigrava come Sith, mentre quest'ultimo lo accusava di tradimento — ma non negava di essere un Sith. I Jedi, disse Palpatine, avevano sfruttato senatori fantoccio (molti membri dell'opposizione e della Delegazione dei Duemila) per corrompere il governo, avevano sfruttato Sifo-Dyas per creare un esercito di cloni, avevano sfruttato Dooku per scatenare la guerra, tutto perché si creasse una situazione tale da permettere al Consiglio Jedi di prendere il potere — esattamente quello che, al contrario, aveva fatto Darth Sidious.

Palpatine andò oltre: denunciando la corruzione e l'instabilità della Repubblica, proclamò la nascita di un governo più staibile, più sicuro, più ordinato: il primo Impero Galattico. La Dichiarazione del Nuovo Ordine venne accolta da un'ovazione, mentre Palpatine demoliva le ultime libertà repubblicane e si proclamava Imperatore Galattico a vita. L'opposizione, messa a tacere dalla presenza di numerosi clone troopers armati nella sala, si trovò alle strette e votò a suo favore. Anche Padmé Amidala lo fece: sapeva che, benché in quel momento non ci fosse più nulla da fare, in futuro ci sarebbe stato modo di opporsi.

L'ultima resistenza dei Jedi

"Ora di Jedi non ce ne sono più!
Non se qualcosa da dire in proposito io ho.
"
―Darth Sidious e Yoda[fonte]
Scontro fra luce e oscurità.

Yoda e Obi-Wan Kenobi, scampati all'Ordine 66, decisero di tentare l'ultima resistenza: Yoda avrebbe affrontato Palpatine, mentre Kenobi avrebbe redento, o ucciso, Darth Vader. Yoda raggiunse Palpatine nel suo ufficio ai piedi dell'Aula di Gran Convocazione e lì lo affrontò a duello. I due, rispettivamente campioni del lato chiaro e del lato oscuro, lottarono a lungo, ma i loro poteri si eguagliavano, senza che nessuno dei due riuscisse effettivamente a prevalere. Alla fine, Yoda, capendo che Sidious non poteva essere sconfitto in duello, fuggì aiutato da Bail Organa. Palpatine ordinò alle sue truppe di trovarlo, ma non prese ulteriori disposizioni: avvertiva infatti che il suo apprendista era in pericolo.

Sidious si precipitò su Mustafar, dove trovò Darth Vader menomato, languente, scottato dalla lava e in punto di morte. Ma era vivo. Palpatine ordinò che fosse messo d'urgenza in una capsula medica, quindi riportato a Coruscant: certo, ora sarebbe divenuto una metà macchina, avendo bisogno di sistemi tecnologici per continuare a vivere, ma sarebbe stato molto più potente e nessuno dei Jedi rimasti avrebbe potuto opporsi a lui. E, inoltre, Palpatine non voleva che Vader morisse, altrimenti non avrebbe mai potuto scoprire il segreto di Darth Plagueis.

Presso il Centro di Ricostruzione Chirurgica Imperatore Palpatine, Vader venne rimesso a nuovo, con una temibile armatura nera e nuove braccia e gambe cibernetiche. Appena fu pronto, chiese a Palpatine dove fosse Padmé. Fingendosi rattristato, Sidious gli disse che, nella sua ira, egli l'aveva uccisa. Infuriato come non mai, Vader distrusse l'intera sala, struggendosi per quanto aveva fatto. Palpatine sorrise: nella rabbia e nella sofferenza, era sorto un nuovo Signore dei Sith.

Imperatore della Galassia

Organizzazione imperiale

Non appena divenuto Imperatore, Palpatine avviò l'imperializzazione e, nel frattempo, ricompensò i vecchi amici che lo avevano fedelmente servito.

Sate Pestage, suo assistente personale e portavoce, divenne Gran Vizir, restando quindi suo principale consigliere. Numerose persone, come Mas Amedda, Sly Moore, Janus Greejatus, Sim Aloo e altri, divennero i primi membri della Cerchia Stretta dell'Imperatore. A Crueya Vandron venne affidata la direzione della nuova Commissione per la Preservazione del Nuovo Ordine e dell'Ufficio di Sicurezza Imperiale. Armand Isard, che aveva ben servito Palpatine come Direttore dei Servizi Segreti Repubblicani, venne posto a capo dei Servizi Segreti Imperiali. Wilhuff Tarkin divenne prima Moff del settore di Seswenna, quindi Gran Moff del Sovrasettore Esterno.

Inoltre, Palpatine approvò la costruzione della Morte Nera, una stazione da battaglia di gigantesche dimensioni che avrebbe dovuto tenere a bada, nel terrore, tutti gli oppositori del Nuovo Ordine. Altre armi vennero costruite sotto il suo regno, come l'Eye of Palpatine, cui venne assegnata la caccia dei Jedi.

Politicamente, egli spogliò il Senato Imperiale di ogni reale potere e sottomise tutte le istituzioni di governo alla sua volontà. In ciò venne assistito dalla Coalizione del Progresso della COMPNOR, incaricata di far sì che tutto il governo imperiale eseguisse la volontà di Palpatine. Per implementare il suo dominio di terrore, inoltre, Palpatine istituì l'Alta Cultura Umana, un concetto umanocentrico che gli permise di perseguitare e schiavizzare le popolazioni non-umane.

I tempi dell'oscurantismo

Palpatine, Imperatore della Galassia.

Il primo atto di Palpatine fu quello di sbarazzarsi degli oppositori più in vista e, al contempo, dare una parvenza democratica al suo regime. Trasformando l'Impero in uno stato di polizia, Palpatine fece arrestare numerosi senatori — specialmente i membri della Delegazione dei Duemila —, epurò i vertici delle Forze Armate e si sbarazzò di gran parte dei vecchi burocrati repubblicani che potevano rappresentare anche solamente un fastidio.

Soprattutto, egli affidò a Darth Vader la conduzione della Grande Purga Jedi, istituendo anche l'Inquisitorio per assisterlo. La distruzione di tutti i Jedi rimasti era imperativa per Palpatine, in quanto anche pochi di loro avrebbero potuto scatenare insurrezioni e rivolte contro la sua autorità. Inoltre, nominò Vader Comandante Supremo delle Forze Imperiali, incaricandolo quindi anche del comando diretto delle spedizioni di conquista imperiali e della soppressione delle rivolte scatenate dai Resti della CSI.

Palpatine volle subito rendere chiaro alla Galassia che il suo dominio non era in discussione. Per fare questo, promosse azioni efferate quali la distruzione di Caamas, il Massacro di Ghorman e altri eccidi del genere. Furono questi terribili eventi a convincere i suoi oppositori, fra cui Mon Mothma e Bail Organa, che non si poteva più sperare in un risolvimento pacifico della questione, ma si doveva prendere le armi.

Segretamente, Palpatine cominciò a fortificare i mondi del Nucleo Profondo, in particolare Byss, dove costruì una cittadella per sé. Questi mondi, contaminati dal lato oscuro, gli fornivano costante potenza e gli permisero di allungare la sua vita. Allo stesso tempo, compì frequenti visite segrete su Korriban per ricevere consiglio dagli antichi Signori dei Sith del passato. Nel corso dei numerosi anni del suo regno, scrisse il Compendio del Lato Oscuro, un'opera il cui obiettivo era spiegare interamente le arti delle tenebre.

Palpatine si circondò inoltre di Adepti del Lato Oscuro, tecnicamente non Sith, ma alcuni dei quali erano tanto potenti da poter ambire a quel titolo. È incerto se Palpatine volesse infrangere la Regola dei Due, sostenendo che la distruzione dell'Ordine Jedi l'avesse resa obsoleta, o se intendesse realmente creare un esercito di Jedi Oscuri al servizio dei due Signori Oscuri dei Sith.

La nascita della Ribellione

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Poco dopo la nascita dell'Impero, Palpatine aveva inviato Vader ad uccidere un Maestro Jedi su Kashyyyk, Kento Marek. Vader aveva compiuto la sua missione, ma aveva anche adottato suo figlio, Galen, per addestrarlo, renderlo il suo apprendista segreto e utilizzarlo per, un giorno, rovesciare Palpatine — sotto un certo aspetto, come Sidious aveva fatto in passato con Darth Maul. Palpatine finse di ignorare l'esistenza di Galen per quindici anni, benché ne fosse perfettamente cosciente, quando finalmente “scoprì” dell'apprendista segreto; a questo punto, circondò l'Executor di Vader con una flotta di navi da guerra. Accusandolo di tradimento, gli ordinò di dimostrare la sua lealtà uccidendo Galen. Vader, sapendo di non potersi opporre all'Imperatore, scagliò il suo apprendista nello spazio aperto.

Tuttavia, all'insaputa di Palpatine, Vader lo recuperò e lo curò. Sei mesi dopo, inviò Galen ad assemblare un esercito per opporsi all'Imperatore ed il giovane riuscì a trovare Bail Organa, Mon Mothma e altri. Improvvisamente, Vader li catturò e rivelò a Galen che era solo un mezzo per smascherare il loro tradimento; questi, deluso, abbandonò i Sith e si unì alla ribellione nascente. Portato a bordo della Morte Nera in costruzione con gli altri ribelli, Galen e Rahm Kota sconfissero Vader in duello e affrontarono Palpatine.

Da tempo, Sidious era deluso di Vader; quel mezzo uomo-mezzo macchina non era più l'apprendista che aveva desiderato, né poteva più essere il Sith che Palpatine voleva per succedergli e proseguire il loro retaggio. Vedendo in Galen l'apprendista che aspettava, lo spinse a dare il colpo di grazia al suo vecchio maestro e ad unirsi a lui. Ma Galen, completamente redendo, rifiutò e affrontò Palpatine, dando modo agli altri ribelli di fuggire. Il potere dell'Imperatore era troppo anche per lui e rimase ucciso dall'incontro. Tuttavia, Palpatine non trovò nessuna gioia nella sua morte: da un lato aveva perso un potenziale apprendista, dall'altro sapeva che la sua morte avrebbe ispirato i ribelli a scatenare un'insurrezione generale contro di lui.

Infatti, poco dopo, l'Alleanza Ribelle trasmise a Palpatine una Dichiarazione di Ribellione e scatenò la Guerra Civile Galattica.

Tradimenti

Poco dopo lo scoppio della Guerra Civile Galattica, Palpatine divenne bersaglio del tradimento di due ufficiali imperiali: il Gran Moff Trachta e il Moff Kalast.

Trachta, convinto che l'Impero non potesse essere governato da due servitori di un'antica religione ormai scomparsa, aveva radunato un gruppo di cospiratori per usurpare Palpatine e Vader. A questo scopo, aveva creato un esercito di Stormtroopers a lui leali. Tuttavia, una lotta di potere fra i cospiratori e le capacità dei due Signori dei Sith fecero fallire il piano.

Kalast tentò di passare all'Alleanza Ribelle trasmettendole i codici segreti della Morte Nera. Catturato, venne interrogato e ucciso da Palpatine in persona.

La Guerra Civile Galattica

La Morte Nera

Finalmente, la Morte Nera fu completata. Con quell'incredibile strumento di distruzione nelle sue mani, Palpatine era certo di avere in pugno le sorti della Guerra Civile Galattica, nonché di potersi sbarazzare degli ultimi rimasugli della Vecchia Repubblica. Infatti, poco dopo il varo dell'arma, egli proclamò pubblicamente lo scioglimento del Senato Imperiale, ufficialmente "per la durata dell'emergenza", di fatto stabilmente. Quindi, approvò la distruzione di Alderaan, ordita da Tarkin per colpire al cuore l'Alleanza Ribelle. Subito dopo la tragedia, Palpatine compì un discorso pubblico nel quale condannò i Ribelli quali resposabili di un "tremendo attentato terroristico", dicendo che ciò si sarebbe potuto evitare se Alderaan avesse accettato la protezione imperiale. Agli Alderaaniani sopravvissuti, Palpatine offrì Byss; di fatto, però, quando vi si recarono ne consumò lentamente le energie vitali, o li trasformò in schiavi ammattiti e senza cervello.

Tarkin, dopo molti tentativi, riuscì a scoprire che la base ribelle segreta si trovava su Yavin 4. Intenzionato a sferrare il colpo di grazia alla Ribellione, portò là la Morte Nera. Nella successiva Battaglia di Yavin, però, una squadra di piloti ribelli, con alla testa il giovane Luke Skywalker, riuscì ad avere la meglio e a distruggere la stazione da battaglia, massacrando gran parte del suo equipaggio. Questa volta, forse la prima nella sua vita, Palpatine non riuscì a trovare alcun vantaggio dalla sconfitta.

L'ira di Palpatine fu catastrofica. Chi ne patì maggiormente le pene fu Bevel Lemelisk, capo progettista imperiale e creatore della Morte Nera. Subito dopo la debacle di Yavin, Lemelisk era fuggito su Hefi, temendo per la propria vita; i Servizi Segreti lo rintracciarono facilmente e lo indirizzarono a Coruscant per un incontro con l'Imperatore. Lemelisk, speranzoso che egli non avesse ancora saputo della distruzione della Morte Nera, si recò al cospetto di Palpatine e tentò di sviare l'argomento. Ma l'Imperatore lo zittì subito.

Nel suo sadismo, Palpatine aveva ideato una tremenda punizione per Lemelisk: lo imprigionò e lo fece lacerare e divorare da un branco di scarabei piranha. L'ingegnere patì sofferenze indicibili prima di esalare l'ultimo respiro. Tuttavia, Palpatine aveva ancora bisogno di lui: quindi, fece recuperare il suo cervello e, usando un'antica conoscenza Jedi, lo trasferì in un clone. Quindi, gli disse che avrebbe dovuto correggere l'errore della Morte Nera; ad ogni suo fallimento, sarebbe stato punito in modo diverso e sempre più sofferente, quindi sarebbe stato fatto "risorgere", per far ricominciare il ciclo, finché non avesse completato il compito assegnatogli.

Un altro Skywalker

"Abbiamo un nuovo nemico: il giovane Ribelle che ha distrutto la Morte Nera. E io sono assolutamente convinto che questo ragazzo sia il figlio di Anakin Skywalker."
―Palpatine[fonte]
Palpatine e Lord Vader discutono di Luke Skywalker.

L'Alleanza Ribelle, di per sé, non era un pericolo, ma poteva anzi essere rivolta in un vantaggio: la sua presenza avrebbe dato un'ulteriore giustificazione all'Impero per mantenere una flotta e un esercito in costante stato di guerra e per prolungare all'infinito la legge marziale, finanche per rafforzare la dittatura. Ma, come Palpatine scoprì poco tempo dopo la Battaglia di Yavin, i Ribelli disponevano di un alleato prezioso: Luke Skywalker. Benché l'esistenza sua e di Leia Organa, sua sorella, fosse stata tenuta nascosta per impedire che l'Imperatore si scagliasse su di loro, ora questi capì che Anakin Skywalker aveva dei figli. Non doveva assolutamente permettere che padre e figli si ricongiungessero.

Poco tempo dopo la Battaglia di Hoth, Palpatine contattò Darth Vader, il quale, a capo della sua Flotta della Morte, stava dando la caccia ai Ribelli fuggiti. L'Imperatore rivelò al suo apprendista prostrato davanti a lui che avevano un nuovo nemico: Luke Skywalker, suo figlio. Vader finse di non crederlo possibile, ma Palpatine non si fece ingannare e gli ordinò di ucciderlo. Prevedibilmente, Vader propose di convertirlo al lato oscuro, pianificando segretamente di allearsi a lui per rovesciare Palpatine; l'Imperatore accettò entusiasta, ma a sua volta stava tessendo la propria trama. Luke non sarebbe stato un'arma per Vader, ma per lui: sarebbe stato finalmente l'apprendista che andava cercando.

Patti criminali

Progettando la costruzione di una seconda Morte Nera, Palpatine contattò il Principe Xizor, capo del Sole Nero, per ricevere assistenza. In particolare, Xizor era anche a capo della società Xizor Trasporti Interstellari, che sarebbe stata particolarmente utile all'Impero per trasportare merci e materiali a Endor, dove stava venendo costruita la nuova stazione da battaglia. Approfittandone, Xizor tentò di porre Palpatine contro Vader, rivelandogli la posizione di un cantiere navale ribelle, proponendogli la distruzione della Gilda dei Cacciatori di Taglie e la cessione dei piani della Morte Nera ai Ribelli — tutto nonostante le obiezioni di Vader. Alla fine, però, Palpatine, divertito dalla lotta fra i due, sostenne il suo apprendista quando disintegrò completamente Xizor e le sue forze.

L'esilio dei Profeti del Lato Oscuro

I Profeti del Lato Oscuro erano maghi oscuri capaci di prevedere il futuro utilizzando il lato oscuro della Forza, fondati in passato da Darth Millenial e, ad un certo punto, sottomessi da Darth Sidious. Subito dopo la fondazione dell'Impero Galattico, essi erano andati a formare l'Ordine Segreto dell'Impero, servendo unicamente l'Imperatore ed i suoi scopi.

Visto che progettava di intrappolare e distruggere definitivamente la Ribellione ad Endor, Palpatine convocò il Supremo Profeta Kadann a Coruscant per ricevere consiglio. Giunto presso l'Imperatore, Kadann gli disse che lo scontro ad Endor avrebbe riportato equilibrio nella Forza, quindi sarebbe stata la sua rovina. Ma Palpatine non aveva previsto queste cose, era assolutamente sicuro della sua vittoria e, in sé, negò del tutto la possibilità di una sconfitta (probabilmente, spaventato anche dall'entità che avrebbe assunto). Giudicando Kadann uno sciocco e un incapace, Palpatine lo cacciò. A seguito di questo incontro, molti Profeti del Lato Oscuro abbandonarono l'Impero, mentre una minoranza rimase con Palpatine.

Congiure e tradimenti

Nel corso della Guerra Civile Galattica, Palpatine fu continuamente bersaglio di tradimenti e tentativi di usurpazione. Nonostate il fallimento del colpo di Stato di Trachta, ci furono altri che tentarono di riuscire laddove il Gran Moff aveva fallito.

Il primo fu uno scienziato, il dottor Raygar. Questi riuscì ad ottenere da Palpatine il permesso per recarsi sulla luna boscosa di Endor e recuperare un antico artefatto mistico, la gemma solare, posseduta dai nativi Ewok. Vi riuscì senza troppa difficoltà e informò l'Imperatore, che partì immediatamente per la luna per recuperare personalmente l'oggetto. Ma Raygar, affascinato dal potere che emanava, decise di tentare di utilizzarlo per distruggere Palpatine e divenire il nuovo Imperatore Galattico. Quindi, si preparò a colpire lo shuttle imperiale in avvicinamento, ma fu attaccato da un gruppo di Ewok capitanato da Wicket W. Warrick, che danneggiò irremediabilmente l'arma. Raygar, arrestato, venne processato per tradimento e giustiziato.

Il secondo tradimento venne dal Grand'Ammiraglio Demetrius Zaarin. Questi, da sempre un uomo ambizioso, vide la sua occasione di ascesa al potere quanto completò lo sviluppo degli innovativi TIE Defender. Sfruttando le sue nuove creazioni, inviò le sue forze ad abbordare lo Star Destroyer Majestic, dove si trovava Palpatine; catturato, l'Imperatore venne condotto a bordo del vascello di Zaarin, il Glory. Come le truppe di Zaarin abbiano fatto a catturare Palpatine, resta un mistero; è probabile che l'Imperatore si sia fatto catturare per testare le capacità e la fedeltà dei suoi sottoposti. Per non ripetere l'errore di circa 23 anni prima, Darth Vader circondò e attaccò subito la flotta di Zaarin, aiutato dall'Ammiraglio Thrawn. Il Signore Oscuro recuperò Palpatine, mentre Thrawn inseguì Zaarin e lo annientò poco dopo.

La trappola di Endor

Palpatine tenta di spingere Luke a cedere al lato oscuro.

La Battaglia di Endor doveva essere la trappola che avrebbe annientato l'Alleanza Ribelle. Ma, soprattutto, per Palpatine sarebbe stato lo scontro in cui si sarebbe sbarazzato di Darth Vader e avrebbe preso il giovane Luke Skywalker come nuovo apprendista.

Mentre si trovava in pellegrinaggio su Korriban, Palpatine venne attaccato dalla Squadriglia Renegade, che riuscì a rubare un datapad nel quale si indicava che si sarebbe recato a sovrintendere la costruzione della Morte Nera presso la luna boscosa di Endor. Come previsto, la flotta ribelle si organizzò per lanciare un duro colpo. Ma Palpatine aveva fatto i suoi calcoli: non solo il superlaser era perfettamente operativo, ma una immensa flotta imperiale era stata posizionata per circondare quella ribelle.

La battaglia cominciò come previsto e tutto andò a favore degli Imperiali, aiutati anche da Palpatine che, dalla sua sala del trono, avviò una Meditazione da Battaglia per assicuarsi che le cose andassero per il verso giusto. Poi, finalmente, Vader portò Luke al suo cospetto. Qui, Palpatine cominciò la sua opera di seduzione, portandolo sempre più vicino al lato oscuro. Luke lo attaccò, ma fu sviato in uno scontro con Vader. Convintosi che suo padre potesse essere redento alla luce, Luke scelse di non combattere, ma quando Vader ipotizzò che Leia avrebbe potuto essere convertita al lato oscuro, lo attaccò furente, riuscendo ad atterrarlo.

Palpatine stava per vedere realizzato il proprio progetto più ambizioso: Luke troneggiava su Vader che, con una mano mozzata, giaceva a terra, ormai privo di forze e di difese. Con voce sibilante ma allo stesso tempo convincente, Palpatine spinse Luke a sferrare il colpo di grazia e a prendere il posto di suo padre al suo fianco. Ma Luke rifiutò; spense la propria spada laser e si pose davanti all'Imperatore, dichiarandogli di essere finalmente divenuto uno Jedi completo.

La fine dell'Imperatore.

Palpatine era letteralmente su tutte le furie. Tralasciò completamente la battaglia, concentrandosi solo su quel luogo: nulla era più importante, nulla contava più di quanto stava accadendo nella sala del trono. In un impeto di rabbia, Palpatine scagliò su Luke diverse scariche di Fulmini di Forza, fino a renderlo in punto di morte. Ormai pronto a colpire nuovamente — e, questa volta, letalmente —, Palpatine si era dimenticato di quello che aveva portato Anakin Skywalker a divenire Darth Vader: il suo estremo bisogno di proteggere quelli a cui teneva. Ora, la situazione era riversata al contrario. Un redento Anakin Skywalker afferrò Palpatine prima che potesse finire Luke e lo scagliò nel nucleo della sala. L'Imperatore morì dopo un ultimo grido disperato, ma anche mentre precipitava verso la rovina, aveva una sola convinzione: nemmeno gli Skywalker, nemmeno la morte, lo avrebbero sconfitto.

Il demone risorge

Palpatine risorto.

Palpatine aveva combattuto molti nemici nel corso della sua vita, ma ne aveva vinto uno in particolare: la morte. Nonostante i differenti insegnamenti Sith, Darth Sidious voleva vivere per sempre e governare in eterno sul suo Impero Galattico. Durante le Guerre dei Cloni, egli aveva catturato la scienziato capo kaminoana Ko Sai e l'aveva costretta a creare dei suoi cloni. Quindi, si era concentrato nello studio del trasferimento spirituale e alla fine era riuscito ad apprendere questo ambito potere. Nella sua cittadella su Byss, egli aveva fatto costruire una fabbrica di clonazione per sé stesso, sorvegliata da fedeli Jedi Oscuri. Certo, non era arrivato alla somma conoscenza di Darth Plagueis, ma avrebbe avuto un'eternità intera per raggiungerla.

Subito dopo la sua morte ad Endor, Palpatine non riuscì a reincarnarsi, ma vagò da spirito etereo per qualche tempo, riuscendo finalmente a impossessarsi del corpo di un suo Braccio dell'Imperatore, Jeng Droga. Quindi, chiamò Sate Pestage a recuperarlo; questi raccolse il corpo di Droga e lo portò su Byss, dove Palpatine poté reincarnarsi in un suo clone. Risorto, cominciò a preparare la propria vendetta. Tuttavia, come testimoniò presto, i corpi clonati erano soggetti al deterioramento causato dal lato oscuro e si decomponevano presto. Ma era un problema di poco conto: un modico prezzo da pagare per l'immortalità.

Non potendo rivelarsi subito, in quanto necessitava di riprendersi spiritualmente e di radunare nuove forze, Palpatine attese, guardando l'Impero frammentarsi rapidamente e la Nuova Repubblica divenire il nuovo governo galattico dominante. E rimase a guardare anche quando il Grand'Ammiraglio Thrawn lanciò la sua campagna contro la Repubblica per restaurare il potere imperiale. Non vi sono delle spiegazioni certe sul perché Palpatine non aiutò Thrawn; probabilmente, considerava la sua incursione come un ottimo attacco propedeutico per il suo ritorno, oppure — benché avesse sempre sinceramente tenuto in alta considerazione il Grand'Ammiraglio — temeva anche che avrebbe potuto rappresentare una minaccia per il suo potere.

Il ritorno di Palpatine

Il risorto Imperatore Palpatine.

Thrawn fu ad un passo dall'ottenere la vittoria, quando venne tradito ed ucciso dalla sua guarda del corpo, Rukh. Nonostante la sua morte e la disintegrazione delle sue forze, la Cerchia Stretta dell'Imperatore e alcuni ufficiali militari, incoraggiati dal suo esempio, unirono le forze e sferrarono un poderoso attacco contro Coruscant, riuscendo addirittura a riconquistare la capitale galattica. Tuttavia, poco dopo si combatterono fra di loro, in una fratricida lotta di potere.

La conversione di Luke Skywalker

"Grazie alla Forza, sei diventato molto potente dall'ultima volta che ci siamo incontrati... Come me, del resto!"
―Palpatine a Luke Skywalker[fonte]

Palpatine era ormai pronto a rivelarsi. Usando una Tempesta di Forza, trascinò su Byss nientemeno che Luke Skywalker. Qui si rivelò a lui, mostrandogli che il lato oscuro poteva permettere anche l'immortalità. Sapendo che l'oscurità stava insinuandosi al suo interno, e non trovando altro modo per sconfiggerla se non combattendola con le sue stesse armi, Luke si inginocchiò davanti all'Imperatore, divenendo suo apprendista.

Ritenendo di avere ormai la vittoria in pugno, Palpatine scatenò l'Operazione Mano Ombra. Le sue armate attraversarono la Galassia, travolgendo quelle della Nuova Repubblica e riconquistando numerosi pianeti. Appena saputo della sua resurrezione, moltissimi ufficiali tornarono al suo servizio.

Ma Palpatine stava venendo ingannato. Luke, nominato Comandante Supremo delle Forze Imperiali, si adoperò per sabotare le operazioni belliche imperiali. Avendolo notato di per sé, e avvertito anche da alcuni ufficiali, Palpatine lo contrattaccò silenziosamente, cercando di minimizzare le perdite, anche se fallì quando Luke riuscì a trasformare la Battaglia di Dac in una importante vittoria repubblicana. Tuttavia, questo non aveva importanza: ciò che contava era solo convertire Luke al lato oscuro, com'era avvenuto per suo padre.

Ad un certo punto, Leia Organa raggiunse Byss per liberare il fratello, ma venne catturata a sua volta. Palpatine la condusse nelle sue stanze, mostrandole un antico Holocron Jedi e tentando di convertire lei al lato oscuro, per poter usufruire del suo bambino non ancora nato come successivo corpo per ospitare la sua mente. Leia, inorridita, riuscì a fuggire e, aiutata da Luke, lasciò il pianeta. Quindi, Skywalker affrontò Palpatine, assistendo ad un suo trasferimento spirituale e tentando di distruggere tutti i cloni mentre il suo spirito ancora vagava nel nulla. L'Imperatore riuscì comunque a reincarnarsi e sconfisse Luke a duello; questi, capendo che la sua forza derivava solo da sua sorella, non poté che arrendersi.

Poco dopo, Palpatine attaccò Pinnacle — dove si trovava il quartier generale repubblicano —, ordinando che Leia ed il suo holocron fossero portati a bordo del suo Eclipse, o avrebbe distrutto il pianeta. Leia salì a bordo e Luke poté far scattare la sua trappola: sfruttando la forza concessagli dalla presenza di sua sorella, affrontò e sconfisse Palpatine. Questi, intenzionato a distruggere i due, richiamò una Tempesta di Forza, ma i due Skywalker riuscirono ad attingere al lato chiaro per separare la Forza da Palpatine, facendogli perdere il controllo della tempesta, che presto divorò l'Eclipse, con l'Imperatore al suo interno.

L'ultimo clone

Palpatine progetta la riconquista della Galassia.

Qualche giorno dopo la Battaglia di Balmorra, Palpatine riemerse, reincarnatosi nel suo ultimo clone. Ancora una volta, egli riprese il suo piano di riconquista galattica, questa volta agevolato da un temibile Cannone Galattico, assai più potente della Morte Nera.

Mentre sempre più pianeti cadevano nuovamente sotto il giogo imperiale, Palpatine venne tradito da uno dei suoi Protettori, Carnor Jax: questi, corrompendo il medico imperiale, riuscì a sabotare il clone dell'Imperatore, determinandone un deterioramento più rapido. Palpatine tentò di clonare altri corpi, ma il medico sabotò anche questi. Ormai a corto di idee, l'Imperatore si recò su Korriban per chiedere aiuto agli antichi Signori dei Sith del passato. Il responso che gli fu dato era che la sua unica speranza di salvezza stava nel trasferirsi nel corpo dell'appena nato Anakin Solo.

Per adempiere a questo obiettivo, Palpatine si recò su Onderon, dove si era nascosta la famiglia Solo. Mentre le sue forze distraevano i Jedi, l'Imperatore aggredì Leia e fu sul punto di ucciderla, quando sopraggiunsero Rayf Ysanna ed Empatojayos Brand in suo soccorso. Palpatine uccise Ysanna senza difficoltà, ma venne colpito a tradimento da Han Solo, che gli sparò un colpo di blaster alla schiena. Ormai morente, tentò di trasferirsi in Anakin, ma venne intercettato da Brand, che lo assorbì in sé. Quindi, l'anziano Jedi morì, portando Palpatine con sé nelle profondità della Forza, dove i Jedi del passato si sarebbero assicurati che la sua oscura presenza non potesse più risorgere e fosse condannata ad una perennità di follia e assolute tenebre.

Darth Sidious, considerato da molti il più grande Signore Oscuro dei Sith di tutti i tempi, morì definitivamente.

Eredità

Il nome di Palpatine fu sempre considerato sinonimo di oppressione, terrore e dispotismo. Il suo regno causò miliardi di morti in tutta la Galassia e fu senza alcun dubbio il più sanguinario dopo millenni. Ci furono ancora suoi fanatici sostenitori, ma vennero sempre perseguitati e il loro numero andò scemando nel tempo. Benché i Resti dell'Impero e il Nuovo Impero continuarono ad aderire ai principi del suo Nuovo Ordine, entrambi i governi lo rimodellarono molto, eliminandone i tratti più estremistici — come l'umanocentrismo — e tentando di distaccarlo sempre più dalla memoria di Palpatine. La figura del moderato e progressista Gilad Pellaeon fu spesso usata in contrapposizione al crudele e tirannico Palpatine.

Più di un decennio dopo la sua morte definitiva, il Secondo Imperio tentò di usare certe sue proiezioni olografiche per fingere una sua resurrezione, anche se successivamente si scoprì l'inganno.

Nel 40 ABY, il Nuovo Ordine Jedi recuperò l'Holocron di Telos, in cui Palpatine aveva trasmesso praticamente tutto il suo sapere e di cui era divenuto guardiano.


Poteri e abilità

"Io SONO il lato oscuro!"
―Palpatine[fonte]
Palpatine scaglia una scarica di Fulmini di Forza.

Darth Sidious fu sicuramente uno dei Signori dei Sith più potenti di sempre, ma il suo potere principale non risiedeva nella Forza in quanto tale, ma piuttosto nella sua innata capacità di manipolare gli altri e costringerli a fare — o a divenire — quello che lui voleva. Fu questo che gli permise di ascendere al potere e che, a lungo andare, gli consentì di conseguire la vendetta dei Sith, sottomettendo il suo ultimo e migliore apprendista, Darth Vader.

Palpatine era esperto praticamente in tutti i campi del lato oscuro della Forza, che sapeva padroneggiare perfettamente e letalmente. Era capace di usare la Meditazione da Battaglia e aveva imparato il complicato potere del trasferimento spirituale. Era un talentuoso utilizzatore dei Fulmini di Forza, nonché l'unico utilizzatore conosciuto della Tempesta di Forza. Inoltre, nel tempo era riuscito ad apprendere l'arte di prevedere il futuro, anche se le visioni che riceveva erano sempre incomplete e mai del tutto chiare. In ogni caso, egli era sicuro che le sue pianificazioni avrebbero dato i loro frutti, in quanto le preparava nei minimi dettagli, senza tralasciare alcun particolare.

Nonostante l'aspetto da vecchio debole e lento, Palpatine era un eccellente spadaccino, in grado di duellare in tutti gli stili da combattimento con spada laser. Il suo stile consisteva spesso nello stare inizialmente sulla difensiva, per ingannare e stancare l'avversario, quindi sfogare tutta la sua forza al momento opportuno. In tutta la sua vita, sembra che furono solo tre le persone che riuscirono a sconfiggerlo in duello: Mace Windu, Galen Marek e Luke Skywalker. Bisogna però notare che Windu forse vinse "per abbandono", mentre Skywalker ricevette il supporto spirituale di Leia.

Tratti e personalità

"L'Imperatore non è indulgente quanto me."
―Darth Vader[fonte]
L'Imperatore in tutta la sua furia.

Darth Sidious era una persona decisamente ambiziosa, ma che aveva fatto della pazienza la sua arma principale. Pazientemente, Sidious scalò i vertici della Repubblica Galattica e, sempre pazientemente, la trasformò in Impero. Per tutta la dutara della sua vita, egli matenne una parvenza pubblica di uomo mite e accogliente, tanto da Cancelliere quanto da Imperatore. Inizialmente, il suo volto esprimeva fiducia e sicurezza; dopo lo scontro con Mace Windu, in cui il Signore dei Sith mostrò il suo vero volto, era un orribile segno del nuovo signore della galassia, ma anche una maschera di debolezza che fece effettivamente venire a galla molti suoi nemici.

La spada laser di Darth Sidious.
Palpatine era un sincero amante delle arti. In tutta la sua vita, raccolse opere d'ogni tipo, in particolare sculture e libri, nonché una gran quantità di holocron. I suoi uffici erano sempre decorati con statue antiche raccolte nei suoi numerosi viaggi; quando era senatore e poi Cancelliere, usò le statue anche come nascondiglio per i suoi artefatti Sith.

Gran parte del pensiero di Palpatine è espresso nel suo Compendio del Lato Oscuro. Egli riteneva davvero che un governo retto dai Sith fosse il migliore auspicabile per la galassia, in quanto solo il suo pugno di ferro avrebbe potuto assicurare l'ordine contro chi voleva portare il caos. Per lui, tutti gli esseri privi della sensibilità alla Forza erano inferiori e incapaci di ottenere le loro aspirazioni, qualunque esse fossero. Solo gli utilizzatori della Forza, saggi e potenti, potevano governare la massa di insensibili alla Forza; a loro volta, solo i Sith potevano governare, in quanto più saggi e potenti di tutti in assoluto. Infine, Palpatine arrivò a considerarsi narcisisticamente il salvatore della galassia, in quanto fu l'unico ad implementare nella pratica questa idea.

Dietro le quinte

Cos Dashit

Inizialmente, nelle prime bozze di Star Wars, il personaggio di Palpatine era chiamato "Cos Dashit" (poi "Son Hhat"), ed era l'Imperatore dell'Impero Galattico, Console del Tribunale Supremo e Signore di Alderaan (poi di Granicus). Si trattava di un debole vecchio raggrinzito senza alcun potere nella Forza, asceso al potere dopo la caduta dei Jedi. Darth Vader, membro del Tribunale Supremo, progettava di usurparlo.

Dibattimenti

Sfigurato o smascherato?

Palpatine colpito dai suoi stessi fulmini di Forza.

Un dibattito che a lungo ha attraversato il fandom starwarsiano ha riguardato la scena dell'Episodio III in cui il volto di Palpatine, verso cui Mace Windu deflette i Fulmini di Forza, viene deturpato orribilmente. A questo proposito, si sono opposte due teorie.

Una possibilità presa in considerazione è quella secondo cui il volto di Palpatine sarebbe stato solamente sfigurato dai Fulmini di Forza che lo colpiscono. A sostegno di questa teoria vi è il fatto che, in Senato, Palpatine afferma di essere stato "lasciato sfigurato e deforme", nonché il fatto che Dark Nest III: The Swarm War rivela che certi poteri della Forza possono lasciare certe ferite di questo tipo, ma non permanenti. Tale teoria è però molto labile, in quanto il discorso al Senato è evidentemente tenuto per impressionare i senatori, inoltre Xizor afferma in L'ombra dell'Impero che "qualcosa" (evidentemente il lato oscuro) sta divorando Palpatine dall'interno. È inoltre da denotare il fatto che Luke, benché lungamente esposto ai Fulmini nell'Episodio VI, non ne sia deformato.

L'altra teoria afferma che il volto deformato e ingrigito è il vero volto di Palpatine, il volto del Signore Oscuro dei Sith, tenuto nascosto con una qualche alchimia Sith per mantenere un'apparenza normale e dignitosa. I Fulmini avrebbero quindi semplicemente smascherato Sidious, rivelando il suo vero volto. Questa teoria è supportata dal fatto che in Knights of the Old Republic, quando il giocatore intraprende la via del lato oscuro, vede gradualmente deformarsi i volti dei personaggi. La storia Sithisis sostiene apertamente questa teoria. Infine, la teoria dello smascheramento fu praticamente canonizzata del tutto da Star Wars: The Complete Visual Dictionary, pubblicato nel settembre 2006. Questo spiegherebbe anche perché Palpatine appare più giovane nell'Episodio III anziché nell'Episodio II.

Il nome di Palpatine

Palpatine a bordo della seconda Morte Nera.

Fin dalle prime apparizioni di Palpatine, i fan si chiesero quale fosse il suo nome proprio. Attualmente, benché il personaggio sia stato notevolmente ampliato e approfondito, manca ancora di un nome comune. Quando gli furono chieste spiegazioni sul suo sito personale, nel 2003, Steve Sansweet (direttore della redazione contenuti della LucasFilm) rispose affermando che non sarebbe una novità se nell'universo di Star Wars (così come nella nostra Terra reale) ci fossero persone con un unico nome. Palpatine, almeno fino ad oggi, rientra in questa categoria.

Nonostante la risposta di Sansweet, ci sono ancora dei dubbi riguardo il suo nome comune, dettati soprattutto dal fatto che tutti gli altri Naboo conosciuti possiedono anche un nome comune: Padmé Naberrie, Sio Bibble, ecc. Nonostante questo, ad oggi Palpatine resta con un solo nome.

I fan hanno comunque dato adito a molte speculazioni sul suo nome comune. Dominante fu per molto tempo l'idea che si chiamasse "Cos Palpatine", in quanto George Lucas intendeva chiamarlo, nelle prime bozze dei primi film della Saga, "Cos Dashit". Successivamente si diffuse, da fonte ignota, il nome "Dantius Palpatine". Quindi, circolò "Ethril Palpatine", che pare essere il più vicino alla realtà, in quanto stava per essere inserito nell'Episode I: The Visual Dictionary, ma Lucas lo eliminò. Altri due nomi sono "Albert" ed "Augustus". Sarcasticamente, alcuni fan gli hanno dato il nome "Frank", dal momento che nell'Episodio I Palpatine dice: "I must be frank, Your Majesty..." ("Devo essere franco, Vostra Maestà...").

"Non era la prima volta che morivo"

In Dark Empire, Palpatine afferma che, ad Endor, "non era la prima volta" che moriva. Ciò lascerebbe pensare che fosse morto più volte anche prima della sua presa del potere o durante il suo stesso regno. Il suo corpo originale, lasciava intendere Palpatine, era stato corroso dal lato oscuro molto tempo prima. Leland Chee, responsabile dell'Holocron continuity database, ha dichiarato sul sito della DarkHorse Comics che la Battaglia di Endor era la prima morte di Palpatine e che, mentre i cloni effettivamente degeneravano in quanto non in grado di contenere il potere del lato oscuro, il suo corpo originale era forte abbastanza da resistergli.

Presente in

Palpatine come apparso in Clone Wars.

Videogiochi

Palpatine nel videogioco Star Wars: Rebellion.

Presenze non canoniche

Fonti

Note e riferimenti

Collegamenti esterni

Intestazione