Soldato nivale

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Snowtroopers 1.jpg
Soldato nivale
Informazioni generiche
Branca di

Corpi d'Assalto Imperiali

Informazioni tecniche
Arma principale
Armi secondarie
Equipaggiamento
  • parablaster da 3 colpi diretti
  • lenti polarizzate antiriflesso (con zoom ottico fino a 50km di distanza)
  • lenti ed elaboratore per la visione notturna
  • comlink a lunghissimo raggio (100+ km) incorporato nel casco
  • tuta sigillata con unità di riscaldamento a zaino
  • miscela respirabile di emergenza da 1 ora
  • stivali chiodati
  • 1 cavo ad alta resistenza
  • 2 rampini uncinati
  • 5 caricatori di proiettili metallici
  • 3 cartucce a gas tibanna (per la ricarica del blaster)
  • 3 fari di segnalazione ionici
  • 1 razione concentrata di cibo
  • 1 comlink di scorta
  • 3 razioni d’acqua
  • 2 medpack
  • 1 set di stivali da neve
  • tenda riscaldata da 1 posto
Informazioni aggiuntive
Affiliazione

Impero Galattico

I soldati nivali (o snowtroopers), erano assaltatori imperiali addestrati ed equipaggiati per operare in climi come quelli di Hoth, Rhen Var o Toola.

Storia

I soldati nivali imperiali erano i successori dei soldati clone da assalto glaciale del comandante clone Keller. Il loro maggior successo fu l’annientamento della resistenza ribelle su Hoth e la conquista della Base Echo durante la Battaglia di Hoth nel 3 ABY. Le truppe che presero parte a quell’assalto erano parte di un corpo elitario, identificato come squadra Blizzard, assegnato al Generale Veers e allo Squadrone della Morte.

La segretezza non rientrava nelle tattiche della Blizzard: i suoi soldati erano addestrati per colpire con rapidità e decisione polverizzando ogni opposizione proprio come una tempesta (Blizzard in inglese). I soldati nivali erano addestrati per lavorare in coppia con i camminatori AT-AT. Una volta che questi avevano preso possesso di un’area, i soldati nivali si calavano dal loro ventre e curavano la neutralizzazione ogni sacca di resistenza.

Equipaggiamento

Un soldato nivale durante la Battaglia di Hoth.
I soldati nivali indossavano la tipica tuta nera sigillata comune agli altri assaltatori ma la differenza stava nell’impianto di termoregolazione. Infatti, mentre era ridotto al minimo nella maggior parte degli assaltatori, qui occupava un’intera unità di riscaldamento a zaino ed era aiutato da una sovratuta a tenuta d’aria per fornire ulteriore protezione dal freddo. Per facilitare la respirazione, un cappuccio traspirante avvolgeva la piastra facciale, e si inseriva nella fodera della tuta. Un paio di stivali uncinati garantiva una salda presa sul terreno ghiacciato. Ciascun soldato nivale era equipaggiato con una cintura contenente strumenti d’utilità come cavi metallici ad alta resistenza, rampini, razzi di segnalazione a ioni, munizioni blaster addizionali, un kit di sopravvivenza e una riserva di cibo e acqua.

La placca pettorale dell’armatura da soldato nivale era fatta di plastoidi leggeri e, nel suo centro, ospitava i controlli dei sistemi di sostentamento vitale. Questi includevano un impianto di monitoraggio della temperatura esterna, il display delle batterie e il pannello del riscaldamento interno. Lo zaino conteneva l’unità di riscaldamento centrale, le celle di potenza principali, l’unità di comunicazione e un radiofaro, ed era fornito di prese esterne per funzionare da alimentatore. L’efficacia dei dispositivi era tale che un soldato nivale poteva sopravvivere fino a due settimane anche in ambienti estremi a oltre cento gradi sotto lo zero.

Salvo eccezioni, l’armamentario d’ordinanza era lo stesso degli assaltatori standard, tranne che per il detonatore termico, sostituito da due granate a concussione e da una granata a frammentazione. I soldati nivali d’elite erano forniti di un fucile blaster DTL-20A e di due granate stordenti. I reparti d’assalto artico, inoltre, portavano con loro armi grosse come il blaster pesante a ripetizione E-Web, da montare con rapidità all’occorrenza.

Vedi anche

Presente in

Un tipico soldato nivale.

Fonti